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Traffico strada: ultime sentenze

2 Giugno 2020
Traffico strada: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: effetti del traffico veicolare su beni o località di particolare valenza dal punto di vista paesaggistico o naturalistico; postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità; mantenimento del controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada e del traffico; mancato ottemperamento alla richiesta di spostare il veicolo che intralcia il traffico; accertamento di una violazione delle norme sul traffico.

Traffico intenso

La situazione di pericolo insita nell’eccessiva velocità di un veicolo in prossimità di una intersezione, risulta ancora più grave, soggettivamente ed oggettivamente, se valutata in relazione al contesto di traffico intenso in cui fu posto in essere, e al carattere di strada secondaria di scorrimento.

Corte appello Firenze sez. III, 07/03/2018, n.530

Regolamentazione del traffico

Ai sensi dell’articolo 7 comma 9 del Codice della strada, la giunta comunale può imporre specifici divieti, integrali e non, di circolazione e sosta, contestualmente però a una considerazione di sistema delle esigenze di regolamentazione del traffico e della distribuzione di ragione urbanistica delle funzioni, residenziale, commerciale, di salvaguardia dei centri storici o comunque delle zone da opportunamente pedonalizzare o semipedonalizzare.

(Nel caso di specie, è stato respinto l’appello del Comune di Napoli in relazione all’annullamento di alcune ordinanze sull’ampliamento della zona a traffico limitato e la modifica dei dispositivi di circolazione e sosta in alcune strade di un quartiere della città).

Consiglio di Stato sez. V, 21/10/2019, n.7129

Limitazione del traffico veicolare

La finalità che il legislatore si pone di perseguire con le disposizioni da ultimo inserite nell’art. 19 del d.P.R. n. 381/1974 consiste chiaramente nella salvaguardia dei “beni o località di particolare valenza dal punto di vista paesaggistico o naturalistico, ivi compresi i siti inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO” mediante l’introduzione di “misure per la limitazione del traffico veicolare lungo le strade che collegano i rispettivi territori” atte a “limitare l’interferenza e gli effetti del traffico veicolare” sui predetti beni o località di particolare valenza dal punto di vista paesaggistico o naturalistico. Nessun rilievo viene ad assumere la circostanza che nella zona interessata non risulti dimostrato alcun superamento dei limiti normativi relativi alle emissioni inquinanti.

Nella specie, va peraltro ribadito che, pur non ricadendo il passo Sella e la strada statale n. 242 in alcuno dei nove sistemi che compongono l’area del “Bene Dolomiti Unesco”, inserito nella lista dei siti del patrimonio dell’umanità di cui alla convenzione adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 16 novembre 1972, tale circostanza non è tuttavia sufficiente per ritenere l’insussistenza dei presupposti per l’adozione dell’impugnata ordinanza, atteso che, in base alla previsione dell’art. 19 del d.P.R. n. 381/1974, le misure per la limitazione del traffico veicolare ivi previste “possono essere adottate per limitare l’interferenza e gli effetti del traffico veicolare su beni o località di particolare valenza dal punto di vista paesaggistico o naturalistico, ivi compresi i siti inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO”.

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 09/10/2019, n.237

Turbativa per il traffico

Ai fini della ricorrenza dell’aggravante di cui all’art. 186 C.d.S., comma 2-bis, il verificarsi del sinistro da cui dipende la sussistenza dell’aggravante è un fenomeno che implica un urto o un qualunque accadimento che si trasformi in una turbativa per il traffico, da mettersi in relazione con lo stato di alterazione derivante dall’uso di sostanze alcoliche, anche in assenza di una formale contestazione, da parte degli organi di Polizia, della violazione di contravvenzioni al Codice della strada.

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2019, n.18331

Autorità preposte al controllo del traffico

L’art. 142, comma 6-bis, d.lg. n. 285 del 1992 laddove stabilisce che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, non fa riferimento al dato temporale: non si richiede cioè che le autorità preposte al controllo del traffico pubblicizzino con giorni, settimane o mesi di anticipo la volontà di installare su certo tratto di strada un apparecchio di rilevamento della velocità.

Il riferimento è invece al dato spaziale: ciò che si richiede è che le predette autorità collochino sul tratto di strada che precede quello in cui è installato lo strumento una idonea segnaletica, percepibile dagli utenti della strada, in modo da consentire a questi ultimi, prima di imbattersi nel controllo, di adeguare ai limiti vigenti la propria condotta di guida.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 05/08/2019, n.1824

Diligenza del conducente di veicolo

Il comportamento diligente del conducente comprende l’ispezionare la strada dove si procede o che si sta per impegnare; il mantenere un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada e del traffico; il prevedere tutte quelle situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti e in particolare i pedoni.

In particolare, il conducente nei centri abitati deve vigilare per avvistare possibili situazioni di pericolo, rappresentate anche dalla presenza di pedoni fuori dagli spazi ai medesimi riservati; deve tenere una condotta di guida adeguata alle concrete situazioni di luogo e di tempo, moderando la velocità secondo l’occorrenza e arrestando la marcia del veicolo al fine di prevenire il rischio di un investimento.

Tribunale Milano sez. XI, 25/06/2019, n.6214

Violazione delle norme sul traffico

La revisione della patente di guida può essere disposta in relazione a qualsiasi fatto che dia adito a dubbi sulla persistenza nei conducente dei requisiti necessari a condurre veicoli a motore e, pertanto, non presuppone necessariamente l’accertamento di una violazione delle norme sul traffico o di una disposizione penale o civile ma qualunque episodio che giustifichi un ragionevole dubbio sulla persistenza dell’idoneità psicofisica o tecnica del conducente, attesa la natura cautelare del provvedimento e della norma che lo sostiene (nella specie, in assenza di una specifica violazione delle norme del codice della strada, la condizione di alterazione psicofisica del ricorrente, la sua reazione abnorme, la furia incontrollata e la conoscenza del soggetto e dei suoi precedenti di tossicodipendenza e di alcolismo erano tali da giustificare l’adozione del provvedimento).

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 11/03/2019, n.512

Richiesta di spostamento del veicolo che intralcia il traffico

Il comando impartito dal pubblico ufficiale di spostare la vettura che intralcia il traffico su una strada pubblica serve a garantire il corretto andamento della circolazione stradale; pertanto, non essendo finalizzato ad assicurare la conservazione dell’ordine pubblico, che riguarda le condizioni del regolare svolgimento della vita civile in generale, il suo mancato adempimento non integra il reato di cui all’art. 650 c.p.

Cassazione penale sez. I, 09/04/2019, n.4177

Automobilista violento nei confronti dell’ausiliario del traffico

Il delitto di resistenza a pubblico ufficiale ex art. 337 c.p. è configurabile nei confronti di un ausiliario del traffico sul quale venga utilizzata violenza all’atto della contestazione della contravvenzione al codice della strada.

Cassazione penale sez. VI, 27/04/2018, n.30742

Interruzione del normale svolgimento della circolazione stradale

In tema di guida sotto l’influenza dell’alcool, ai fini della configurabilità della circostanza aggravante prevista dal comma 2-bis dell’articolo 186 del codice della strada, nella nozione di “incidente stradale” deve intendersi ricompreso – qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l’avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli; a tal fine non sono richiesti né i danni alle persone né i danni alle cose, con la conseguenza che è sufficiente qualsiasi, purché significativa, turbativa del traffico potenzialmente idonea a determinare danni.

Con la precisazione, comunque, che, ai fini della configurabilità dell’aggravante, è necessario anche che sia accertato un coefficiente causale della condotta della conducente rispetto al sinistro (ciò che nella specie è stato ritenuto, a carico di un imputato che, a bordo della sua autovettura, risultava avere omesso di dare la precedenza a un veicolo proveniente dalla sua destra e aveva urtato contro di esso terminando, poi, la corsa contro un tronco di un albero).

Cassazione penale sez. IV, 19/07/2018, n.7033

Violazioni commesse sulla stessa strada in un breve lasso di tempo

In tema di molteplici violazioni dell’art. 7, comma 14, c.d.s., per aver transitato in zona a traffico limitato e corsie riservate ai mezzi pubblici in assenza di autorizzazione, non può escludersi aprioristicamente la configurabilità di un’unica condotta e di una sola violazione, ma occorre valutare se il tempo intercorso tra le singole condotte illecite e il fatto che siano state poste in essere sulla stessa strada sia sufficiente per dar luogo a più azioni autonome, dovendosi altrimenti applicare una sola sanzione e non più sanzioni autonome, tra di esse cumulate.

Cassazione civile sez. II, 11/09/2018, n.22028

Esigenza di garantire la sicurezza del traffico e l’incolumità delle persone

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli art. 32 e 33, l. 28 febbraio 1985 n. 47, in combinato disposto con il d.m. 1° aprile 1968, per violazione degli artt. 3,42,97 Cost., oltre che dagli artt. 117 Cost. e 5 TUE, nella parte in cui, per i fabbricati realizzati successivamente all’entrata in vigore dello stesso decreto ministeriale, prevederebbe un indistinto diniego di edificabilità per tutti gli immobili che ricadono nella fascia di rispetto stradale; infatti, la limitazione al diritto di proprietà, pur particolarmente penetrante, non è del tutto scissa o avulsa da qualunque concreto o qualificato interesse pubblico, rispondendo, invece, non solo all’esigenza di garantire la sicurezza del traffico e l’incolumità delle persone ma anche e soprattutto alla più ampia necessità di assicurare all’ente proprietario o gestore della strada una fascia di terreno da utilizzare, all’occorrenza, per l’esecuzione dei lavori, per l’impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limiti connessi alla presenza di costruzioni.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 11/07/2018, n.397



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7 Commenti

  1. Mamma come odio quelli che in pieno traffico inziano a suonare come se dipendesse dagli altri l’eccessivo traffico. Magari c’è stato un incidente? O magari si tratta di un tizio che ha avuto un malore e rischiava di rimanerci secco se non si fosse fermato per strada? Quindi pensateci qualche volta a cosa sarebbe potuto accadere

  2. E quelli che quando sei bloccato nel traffico in una fila interminabile fanno i furbetti e ti sorpassano a destra? Cioè siamo tutti annoiati e stressati sotto il sole con l’aria condizionata a palla, ma mica che vogliamo fregare gli altri.

  3. iN OCCASIONE DEL TRAFFICO STRADALE QUASI NESSUNO RISPETTA LA DISTANZA DI SICUREZZA. E’ UN DATO DI FATTO. LA GENTE TI STA ATTACCATA E BASTA UNA SCIOCHEZZA PER TAMPONARTI.

  4. Il classico ingorgo che inizia soprattutto sull’autostrada quando chiudono le altre strade per lavori i corso o per scioperi. L diventa fastidioso soprattutto se hai delle urgenze serie… Oppure il traffico della domenica mattina la mare che se non esci in tempo rischi di rimanere bloccato e vedi il mare l’anno prossimo.

  5. La mia amica era incinta al settimo mese di gravidanza. Insieme a suo marito si sono messi in macchina per rientrare nella loro residenza. Purtroppo, lungo il tragitto, lei iniziò a stare male e accusava forti dolori al basso ventre. Il marito è stato costretto a fermarsi: si trovavano in autostrada e la segnaletica indicava che dopo un chilometro avrebbero incontrato una piazzola di emergenza. Giunti sul posto hanno chiamato i soccorsi e tutto è andato per il verso giusto.

    1. Se le norme sulle condotte nelle aree di parcheggio sono piuttosto rigorose, ancora più severe sono le disposizioni dettate per le zone di emergenza. In tal caso, infatti, il legislatore, come ci siamo detti prima, esige che tali aree rimangano libere per consentire a chi ha bisogno di soccorso di fermarsi senza difficoltà. Per tale motivo, è espressamente previsto il divieto di circolazione nelle aree di emergenza se non per arrestarsi e riprendere la marcia. Lungo tali corsie è, però, consentito il transito dei pedoni che devono raggiungere i punti per le richieste di soccorso.
      Tuttavia, posta tale regola generale, il Codice della Strada prende in considerazione anche due situazioni specifiche. Entrambe fanno riferimento alla presenza di ingorghi o di code dovute al traffico. Ne deriva che:
      in tali ipotesi, se la corsia per la sosta di emergenza manca o sia occupata da veicoli in sosta di emergenza o non sia sufficiente alla circolazione della polizia e dei mezzi di soccorso, i veicoli che occupano la prima corsia di destra devono essere disposti il più vicino possibile alla striscia di sinistra;
      in caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo.
      Quest’ultima ipotesi costituisce dunque l’unica eccezione al divieto generale di circolazione nelle aree di emergenza.

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