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Chat con amante: cosa si rischia

18 Maggio 2020
Chat con amante: cosa si rischia

Separazione e tradimento: l’addebito scatta anche in caso di relazione virtuale a distanza con scambio di messaggi sul cellulare?

Tuo marito ha scoperto, sul tuo cellulare, una chat tra te e un altro uomo. Il tono era confidenziale, c’erano apprezzamenti fisici e riferimenti a un rapporto che va avanti da tempo. Hai provato a spiegargli che si tratta solo di un’amicizia, che tra voi non c’è nulla e mai c’è stato alcun incontro, ancor meno un rapporto fisico. Ma le tue giustificazioni non sono valse a placarlo: per lui si tratta di tradimento. Ora è andato via di casa su tutte le furie, anticipandoti che, a breve, riceverai la lettera del suo avvocato. 

Ti chiedi dunque, anche se dovesse risultare che si è trattato di una chat con amante, cosa si rischia in casi simili e a quali conseguenze si va incontro. 

La giurisprudenza ha più volte analizzato il fenomeno del tradimento tramite chat. Si è infatti posto il problema se, per avere una dichiarazione di responsabilità nel caso di separazione, sia necessario dimostrare l’esistenza di un legame o quantomeno un rapporto sessuale tra il coniuge e il presunto amante, oppure basti semplicemente lo scambio di messaggi. Insomma, l’obbligo di fedeltà che il codice civile impone alle coppie sposate vieta solo i contatti fisici o anche quelli virtuali? Il cosiddetto «amore platonico» o comunque “a distanza”, anche tramite sexting, può essere punibile? Cosa si rischia in caso di tradimento?

Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce delle ultime pronunce. Prenderemo a riferimento, solo perché ultima in ordine di tempo, una recente pronuncia del tribunale di Velletri [1]. 

Ma procediamo con ordine e vediamo cosa si rischia per la chat con l’amante.

La privacy tra marito e moglie

La chat è stata equiparata, dalla giurisprudenza, alla normale corrispondenza e, come tale, gode della massima riservatezza, diritto questo che viene tutelato dalla Costituzione e dalla legge. Quindi, prima ancora di verificare se la chat con un’altra persona si considera tradimento, bisognerebbe accertarsi se tale prova è stata acquisita in modo lecito, ossia senza compiere reati. Reati come la «violenza privata» (si pensi, ad esempio, al coniuge che strappa di mano il cellulare all’altro, per vedere cosa c’è scritto) o a quello di «violazione della privacy» (si pensi al coniuge che riesce a rubare la password per sbloccare lo smartphone altrui e leggere cosa c’è scritto). 

Quando però si tratta di rapporti tra marito e moglie, la giurisprudenza è un po’ altalenante. Ci sono pronunce che ritengono assolutamente non utilizzabili, sia nel processo civile che penale, le prove acquisite in violazione della legge. Per altre, invece, la sfera di riservatezza tra coniugi è meno ampia rispetto alla regola generale; sicché ben potrebbe il marito raccogliere il cellulare che la moglie ha lasciato incustodito (ad esempio, sul divano) e leggerne il contenuto, ma non potrebbe invece frugare nel suo cassetto alla ricerca dello stesso o di altre prove. 

C’è anche il marito che è arrivato a installare delle telecamere nascoste nella casa coniugale all’insaputa della moglie per spiarla, rifiutandosi di toglierle, una volta scoperte. Per il tribunale di Ravenna [2], la continua registrazione delle conversazioni della moglie anche con altre persone rappresenta una indebita umiliazione, con la conseguenza di far scattare l’addebito in capo al marito. 

Chat con altra persona: è tradimento?

La questione più delicata da risolvere è se la semplice chat possa essere considerata tradimento anche in assenza di prove di un contatto fisico tra i due conversanti. Basta cioè una relazione a distanza per aversi adulterio? La «relazione virtuale» è da considerarsi come una qualsiasi altra infedeltà? La risposta, secondo i giudici, è affermativa. Non è necessario dimostrare la consumazione di un rapporto carnale con l’amante per parlare di tradimento. I semplici sospetti di infedeltà, legittimati da un comportamento equivoco tenuto dal coniuge, proprio perché segreto e comunque caratterizzato da confidenze che due amici non potrebbero avere, può giustificare una dichiarazione di responsabilità in caso di separazione.

Secondo il tribunale di Velletri, le chat, se rilevanti per la causa, possono essere prodotte in udienza e il tradimento – anche quando rimane virtuale – può far scattare il cosiddetto «addebito» per la separazione se si dimostra che è stato la causa del fallimento del matrimonio.

Altri precedenti nell’articolo Separazione e tradimento: le chat con l’amante sono prove valide?

Che significa addebito per la separazione?

Nel momento in cui una coppia si separa, il giudice, su richiesta di una o di entrambe le parti, verifica se la fine dell’unione è stata determinata da un comportamento colpevole di uno dei due coniugi come appunto il tradimento. A tal fine, dovranno essere prodotte in giudizio le prove di tale comportamento. Se così dovesse essere, il tribunale dichiara, in capo al coniuge infedele, il cosiddetto addebito, ossia l’imputazione di responsabilità. Tale responsabilità fa sì che colui a cui sia stata addebitata la fine dell’unione non possa rivendicare:

  • né l’assegno di mantenimento se il proprio reddito dovesse essere inferiore rispetto a quello dell’ex;
  • né i diritti ereditari se l’ex coniuge dovesse morire prima del divorzio.

note

[1] Trib. Velletri, sent. n. 664 del 23.04.2020.

[2] Trib. Ravenna sent. n. 298 del 23.04. 2020


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