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Come difendersi da una querela per lesioni

13 Agosto 2020 | Autore:
Come difendersi da una querela per lesioni

Accusa di lesioni personali: come difendersi durante le indagini preliminari e in giudizio? Quali sono i diritti dell’indagato?

Purtroppo ancora oggi alcune persone decidono di risolvere i propri problemi ricorrendo all’uso della forza. Non è così raro assistere, per strada o in un luogo aperto al pubblico, a violenti battibecchi che sfociano in aggressioni fisiche vere e proprie. In casi del genere, le persone che sono rimaste vittime della violenza possono presentare denuncia ai carabinieri o alla polizia. Può succedere anche che, a seguito di una piccola scaramuccia, qualcuno pensi di sporgere querela solamente perché è stato lievemente spinto o schiaffeggiato. In casi del genere, come difendersi da una querela per lesioni?

Devi sapere che non ogni forma di aggressione è idonea a far scattare il reato di lesioni personali: ad esempio, un semplice colpo inferto solo per cagionare un po’ di dolore, senza provocare alcuna malattia, non costituisce detto reato; ugualmente, non possono essere considerate lesioni le aggressioni meramente verbali. Peraltro, è importante sapere che solamente le lesioni non lievi sono procedibili d’ufficio: quelle di minima entità, al contrario, possono essere segnalate alle autorità solamente dalla vittima direttamente interessata. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come difendersi da una querela per lesioni.

Lesioni personali: quando è reato?

Il reato di lesioni personali scatta solamente quando la condotta violenta di una persona sia causa di una malattia per la vittima.

Per malattia non si deve intendere solamente la ferita lacero-contusa derivante dall’utilizzo di un oggetto appuntito, di un coltello oppure di altra arma, bensì ogni patologia (anche mentale) che può essere provocata dall’altrui comportamento.

Ad esempio, una frattura è una malattia, così come lo è un pugno in pieno viso che provochi una conseguenza apprezzabile (occhio livido, deviazione del setto nasale, scheggiatura di un dente; ecc.), oppure un’aggressione in grado di incidere profondamente sulla psiche della vittima.

Lesioni personali lievissime: cosa sono?

Il reato di lesioni personali è procedibile d’ufficio: ciò significa che chiunque può denunciare alle autorità una condotta violenta che le abbia provocate, perfino colui che ha occasionalmente assistito all’evento.

Tizio, mentre passeggia per strada, scorge un uomo che picchia violentemente un altro. Spaventato dall’accaduto, chiama immediatamente i carabinieri e, al loro arrivo, anche se la colluttazione è terminata, decide di sporgere denuncia.

In un solo caso il reato di lesioni personali è procedibile a querela: quando le lesioni sono lievissime. Secondo la legge [1], se la malattia provocata dalla violenza altrui ha una durata non superiore ai venti giorni, il reato è procedibile a querela di parte, nel senso che solamente la vittima del delitto può presentarsi alle autorità entro tre mesi dall’accaduto e sporgere querela.

Dunque, la legge si affida a una definizione di tipo “scientifico” per poter individuare le lesioni lievissime, in quanto possono essere considerate tali solamente quelle la cui prognosi di guarigione, medicalmente accertata (ad esempio, dai dottori del pronto soccorso), non superi i venti giorni.

Lesioni personali lievissime e altre lesioni: differenze

Apparentemente, tra il reato di lesioni personali e quello di lesioni personali lievissime pare esservi un’unica differenza: la procedibilità a querela di quest’ultima. In concreto, però, non è così.

Il reato di lesioni personali lievissime (cioè, guaribili entro venti giorni) è devoluto alla competenza per materia del giudice di pace. Forse non sai che il giudice di pace non può mai comminare la sanzione della reclusione: pertanto, la persona imputata del reato di lesioni personali lievissime, in caso di condanna, rischierà solamente una multa o, al massimo, la permanenza domiciliare da venti a quarantacinque giorni ovvero il lavoro di pubblica utilità da un mese a sei mesi.

Ecco perché, come ti spiegherò nel prosieguo, in caso di querela per lesioni è molto importante che l’accusato dimostri, se ne ha modo, che il reato contestato non è quello di lesioni, ma di lesioni lievissime.

Come difendersi da una querela per lesioni?

Quanto detto sinora è molto importante per comprendere appieno come difendersi da una querela per lesioni.

Innanzitutto, se ti è giunta notifica dell’avviso di garanzia, sappi che è tuo preciso nominare un avvocato e chiedergli, ove ne ricorrano le condizioni economiche, di beneficiare del patrocinio a spese dello Stato. Potrai altresì presentare delle memorie difensive da depositare presso la Procura della Repubblica che segue le indagini.

Non potrai fare molto altro, in quanto le indagini sono coperte dal segreto istruttorio fino alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Solamente a questo punto potrai far sentire la tua voce al Procuratore della Repubblica.

Per la precisione, secondo la legge [2], dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, potrai:

  • estrarre copie delle indagini fino a quel momento compiute dalla Procura;
  • chiedere espressamente al magistrato del pubblico ministero di compiere ulteriori indagini;
  • sottoporre al p.m. le eventuali investigazioni difensive compiute dal tuo avvocato di fiducia;
  • chiedere di essere interrogato dal pm, alla presenza del tuo avvocato.

In pratica, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini potrai confrontarti direttamente con il pubblico ministero, con la possibilità di raccontargli i fatti dal tuo punto di vista.

A seguito di questa attività, qualora il p.m. non fosse convinto della tua difesa procederà a chiedere al giudice il provvedimento che dispone il rinvio a giudizio; in caso contrario, il p.m. chiederà l’archiviazione delle indagini.

Come difendersi dall’accusa di lesioni durante il processo?

Se la querela per lesioni dovesse sfociare in un rinvio a giudizio, allora a quel punto non ti resterà altro che difenderti un tribunale. La difesa tecnica è obbligatoria: ciò significa che, anche se non vuoi nominare un avvocato di fiducia, te ne verrà assegnato uno d’ufficio.

In dibattimento potrai portare tutte le prove che desideri: ad esempio, potresti produrre foto o filmati dai quali si desume che nessuna aggressione v’è stata ai danni del querelante. Soprattutto, potrai portare dei testimoni che affermino, davanti al giudice, che non hai provocato alcuna lesione.

In tribunale potrai inoltre contestare l’avvenimento, al fine di qualificarlo diversamente; per la precisione:

  • puoi dimostrare che, trattandosi di lesione lievissima, la procedibilità è a querela di parte e la competenza è del giudice di pace, con tutto ciò che ne consegue in punto di pena;
  • puoi altresì dimostrare che, non essendovi stata alcuna lesione, si è tratta di una semplice percossa, reato anch’esso punibile solamente a querela di parte e di competenza del giudice di pace.

Querela lesioni personali: come comportarsi

In sintesi, riassumendo quanto detto sinora, possiamo affermare che la difesa contro una querela per lesioni personali può svolgersi in questa maniera:

  • durante la fase delle indagini preliminari, è possibile presentare memorie difensive;
  • dopo l’avviso di conclusione delle indagini, si può finalmente prendere visione del fascicolo delle indagini, si possono presentare memorie in cui si indicano le ulteriori indagini da effettuare e, soprattutto, si può chiedere di essere sottoposti a interrogatorio;
  • durante il processo, ci si potrà difendere producendo documenti, perizie, immagini fotografiche, filmati e ogni altro tipo di prova. Si potranno sentire i testimoni, cioè le persone che hanno assistito ai fatti.

note

[1] Art. 582 cod. pen.

[2] Art. 415-bis cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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