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Documenti per successione

19 Maggio 2020
Documenti per successione

Cosa occorre per entrare in possesso dei beni ereditari lasciati da defunto?

Di recente, è morto il tuo papà a causa di una grave e lunga malattia. Tua madre è ancora scossa e chissà quando si riprenderà. Con i tuoi fratelli non vai d’accordo ed è toccato proprio a te occuparti di tutto: dall’organizzazione del funerale alla comunicazione del decesso a familiari e amici. Adesso, però, devi fare i conti con l’eredità lasciata da tuo padre. Non sai da che parte iniziare, per questo ti consulti con il tuo avvocato di fiducia che ti prepara una lista dei documenti per la successione. Dopo la morte di una persona, infatti, occorre presentare una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate affinché il patrimonio del defunto venga devoluto agli eredi. In questa breve guida vedremo, in poche e semplici battute, quali sono i documenti per la successione ereditaria. Ti invito allora a prenderti cinque minuti di tempo per proseguire nella lettura del presente articolo.

Cos’è la successione?

Come prima cosa cerchiamo di capire bene cosa si intende per successione. Devi sapere che alla morte di una persona (ad esempio, un familiare) non si diventa eredi in automatico, ma occorre occuparsi di una serie di adempimenti burocratici. Il primo passo è l’apertura della successione ereditaria, finalizzata ad individuare gli eredi a cui trasmettere il patrimonio del defunto (che potrebbe essere costituito da beni mobili, beni immobili, crediti, debiti, ecc.).

L’individuazione dell’erede può avvenire attraverso le seguenti modalità:

  • per testamento redatto dal defunto prima di morire (successione testamentaria);
  • per legge, qualora il defunto non abbia lasciato disposizioni testamentarie (successione legittima).

Attenzione: se nessuno dei chiamati accetta l’eredità (cosiddetta eredità giacente), il tribunale del luogo in cui si è aperta la successione nomina – d’ufficio o su istanza degli interessati – un curatore, il quale deve amministrare il patrimonio ereditario.

Cos’è la dichiarazione di successione?

Per entrare in possesso dei beni ereditari (ad esempio, una villa al mare) è necessario compilare la dichiarazione di successione, cioè un documento da presentare – in via telematica – all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal giorni del decesso. In questo modo, l’Ente potrà calcolare le imposte da pagare sui beni ereditari.

Nella dichiarazione di successione è importante indicare i seguenti dati:

  • le generalità sia del defunto che degli eredi;
  • gli immobili;
  • le azioni e i titoli;
  • le aziende;
  • le donazioni;
  • i debiti.

Se non presenti la dichiarazione di successione rischi di pagare pesanti sanzioni amministrative e non puoi, ad esempio, vendere i beni immobili oppure recuperare eventuali crediti che il defunto aveva presso terzi.

Tuttavia, non è necessario presentare la dichiarazione di successione quando il patrimonio ereditario del defunto (de cuius):

  • non supera i 100.000 euro;
  • non comprende beni immobili (ad esempio, appartamenti, terreni, ecc.) o diritti reali immobiliari (usufrutto, enfiteusi, ecc.).

Attenzione però: le due condizioni devono sussistere entrambe. Può capitare, infatti, che alla morte di una persona il patrimonio ereditario, in un primo momento, sia pari a 50 mila euro e, successivamente, si scopre che in realtà esiste, ad esempio, una lussuosa villa al mare del valore di 500 mila euro. Ebbene, in tal caso, gli eredi sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione e pagare le relative tasse.
Se, invece, l’erede decide di rinunciare all’eredità (pensa, ad esempio, a chi muore lasciando una marea di debiti), allora non deve presentare alcunché.

Documenti per successione

A questo punto, vediamo quali sono i documenti per la successione ereditaria.

Ebbene, alla dichiarazione di successione occorre allegare:

  • il certificato di morte;
  • lo stato di famiglia del defunto alla data della morte;
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da parte dell’erede che presenta la dichiarazione di successione. In tale atto occorre indicare, in particolare, il tipo di successione (cioè se testamentaria o legittima);
  • il certificato o l’estratto di matrimonio se il defunto era sposato oppure la copia del decreto di separazione o della sentenza di divorzio;
  • la copia dei documenti di identità e dei codici fiscali del defunto e degli eredi;
  • le visure catastali degli immobili caduti in successione;
  • il certificato di destinazione urbanistica qualora siano presenti dei terreni;
  • la copia degli atti di proprietà del defunto;
  • la copia dell’eventuale rinuncia all’eredità da parte di uno dei chiamati;
  • la copia originale o autenticata del testamento (se presente);
  • l’attestazione del versamento delle imposte dovute.

Attenzione: al posto di alcuni documenti – come ad esempio per il certificato di morte, lo stato di famiglia, le visure catastali, ecc. – è possibile presentare anche un’autocertificazione.

Nella dichiarazione di successione è necessario poi indicare l’iban relativo al conto corrente dell’erede o degli eredi su cui verrà addebitato il pagamento delle imposte di successione.

Nel caso in cui il de cuius era titolare di conti correnti, libretti di risparmio, titoli, ecc. è necessario allegare anche i certificati di consistenza patrimoniale rilasciati dagli istituti finanziari interessati. 

Infine, per gli eredi minorenni, occorre redigere un inventario dei beni e richiedere un’autorizzazione al giudice tutelare.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

I soggetti tenuti a presentare la dichiarazione di successione sono:

  • coloro che hanno accettato l’eredità (cioè gli eredi);
  • coloro che sono stati chiamati all’eredità ma non hanno ancora accettato;
  • i beneficiari di beni o diritti determinati (i cosiddetti legatari);
  • l’amministratore dell’eredità: figura prevista in caso di testamento che indica un erede sotto condizione. Pensa, ad esempio, a chi scrive nel testamento di nominare l’erede Tizio a condizione che lavori nell’azienda di famiglia;
  • il curatore dell’eredità nominato dal tribunale in caso di eredità giacente, cioè non accettata da nessuno;
  • l’esecutore testamentario a cui il defunto ha dato l’incarico di far eseguire correttamente le sue ultime volontà così come scritte nel testamento;
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni: situazione che si verifica quando una persona è scomparsa da almeno due anni e ne è stata dichiarata l’assenza;
  • trustee: persona di fiducia che riceve il compito di amministrare i beni del defunto nell’interesse dei beneficiari.

Nel caso in cui dovesse esserci una pluralità di eredi è sufficiente che uno solo di essi presenti la dichiarazione di successione.



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