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Pignoramento mobiliare debitore: cosa rischia il coniuge?

30 Maggio 2020
Pignoramento mobiliare debitore: cosa rischia il coniuge?

Per alcuni debiti col fisco, temo di subire un’espropriazione mobiliare presso l’abitazione di mia moglie: c’è il rischio che le possano pignorare i beni mobili presenti nell’appartamento?

Gentile cliente, un creditore munito di un titolo esecutivo, quale ad esempio una sentenza, dinanzi al protrarsi del mancato pagamento di quanto dovutogli, potrebbe avviare la cosiddetta azione esecutiva nei riguardi del debitore.

In particolare, la descritta iniziativa potrebbe essere compiuta in vari modi: tra questi c’è anche l’azione sui beni mobili (denaro, quadri, gioielli) presenti nell’appartamento di residenza del debitore.

In concreto, il pignoramento mobiliare in esame avviene per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Questi si reca presso l’abitazione dell’esecutato munito del titolo esecutivo e del precetto con il quale il creditore ha preavvisato il debitore delle proprie intenzioni. In tale circostanza egli individua i beni mobili presenti nell’appartamento che potrebbero essere pignorati.

In particolare, dopo aver provveduto a verbalizzarne gli estremi ed a valorizzare, approssimativamente, gli stessi, egli ne nomina il custode (in genere, è indicato il debitore). Questi avrà il compito di conservarli in prospettiva della futura messa all’asta.

Deve sapere, però, che durante la descritta operazione, l’ufficiale giudiziario non ha il potere di stabilire se un bene sia o meno di proprietà del debitore. Egli, infatti, deve necessariamente suppore che si tratta di oggetti di proprietà dell’esecutato [1], visto che sono presenti nella sua abitazione stabile [2].

Qualora, quindi, le cose pignorate dovessero appartenere ad un altro, ad esempio il coniuge, questi dovrà proporre un’opposizione all’esecuzione [3] per dimostrare il proprio titolo di proprietà sui beni in questione e per evitarne la messa all’asta.

Detto ciò, non deve temere quanto le ho appena esposto. La predetta modalità di pignoramento mobiliare è, infatti, quasi caduta in desuetudine, per i costi della stessa e per la profonda incertezza che si possano trovare beni, presso l’abitazione di residenza del debitore, di valore tale da poter essere venduti all’asta ad un prezzo conveniente.

Per questi motivi si tratta di una procedura, frequentemente, scartata anche dai creditori privati.

Per quanto riguarda, invece, l’agente della riscossione, questi procede, esecutivamente, con altre forme, ad esempio con il pignoramento del conto corrente o dello stipendio, oppure adotta alcune misure, quali il fermo amministrativo di un’auto, per incentivare il pagamento delle cartelle esattoriali.

Pertanto, sua moglie non deve temere conseguenze legate a situazioni debitorie, verso il fisco, ad essa estranee.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 1153 cod. civ. – Cass. civ. sent. n. 23625/2012

[2] Cass. civ. sent. n. 7222/2011

[3] Art. 619 e seg. cod. proc. civ.


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