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Approvata la nuova tassa sui figli

23 ottobre 2013


Approvata la nuova tassa sui figli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2013



Il governo approva una serie di misure che incidono sul carico fiscale per i nuclei familiari; possibile il taglio delle detrazioni fiscali.

La manovra economica del 2014 la pagheranno prevalentemente le famiglie numerose.

Avere figli a carico era, un tempo, condizione per ottenere sgravi e benefici fiscali. I tempi però sembrano essere cambiati. Secondo il Governo Letta la prole è, invece, un indice di ricchezza. Difatti, la nuova legge di stabilità – presentata come una manovra leggera e senza tasse – rischia di diventare un macigno per i nuclei numerosi.

Nella bozza di legge, infatti, è possibile scoprire che il conto più salato lo subiranno famiglie con figli. Ecco perché.

Tra le pieghe del ddl Stabilità si scopre che, i principali tagli riguardano proprio gli sconti goduti dalle famiglie. Se prima era possibile detrarre dall’Irpef il 19% dei costi per le spese mediche, per le rette di scuole secondarie e università, per le spese sportive, per gli interessi sui mutui della prima casa, oggi questa possibilità verrà nettamente ridotta. Le detrazioni, infatti, passeranno dall’attuale 19% al 18% e, successivamente, al 17%. Tale misura, invero, verrà adottata solo nell’ipotesi in cui l’obiettivo “stabilità” non verrà raggiunto con tutte le altre misure previste dal Governo. Ma, vista l’insaziabilità della gola statale, non c’è molto da sperare.

Non solo. Le principali detrazioni che perderanno mamme e papà saranno quelle sulla prima casa. Se la vecchia Imu aveva conservato uno sconto di 200 euro per ogni figlio a carico (200 euro di base, oltre a quella “provvisoria” da 50 euro per ogni figlio), la nuova Tasi (che sostituisce l’imposta sulla casa varata da Monti) ha abolito tali sconti (leggi l’articolo: “Ecco perché la Tasi peserà di più sulle case di basso valore rispetto all’Imu”).

Un altro piccolo aumento fiscale riguarda i risparmiatori, che dovranno pagare lo 0,2% (invece dello 0,15% attuale) di imposta di bollo sugli investimenti finanziari (conti corrente, conti postali, ecc.) quando il loro capitale supera i 17.100 euro.

Il Governo ribatte ostentando il nuovo beneficio mensile garantito ai dipendenti attraverso il meccanismo Irpef. Se anche ciò è vero, la misura massima di tale beneficio è di 15 euro e 16 centesimi (un importo che verrà velocemente fagocitato dalle nuove tasse) e spetta solo a chi dichiara 15 mila euro lordi l’anno (mentre scende per chi ne guadagna di meno).

Non solo: il bonus riguarda solo i lavoratori dipendenti e quindi esclude autonomi e pensionati. Con il risultato che lo sconto effettivo pro capite rischia di essere quasi evanescente.

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7 Commenti

  1. che culo !!!! Io da sola con due figlie niente lavoro ! Un padre che non passa neanche 5 lire e con casa e terreni di proprietà !!!! Davvero una bella legge del cavolo !!!!!

  2. l’unica cosa che toccherà la mia famiglia sono le detrazioni…anche se io ho già smesso di far fare attività sportive a mia figlia perchè non ce la si fa, quindi nulla da detrarre, non abbiamo la casa, siamo in affitto, e il mio conto è sempre sotto ero, per fortuna c’è il fido!!!!!

  3. Non mi viene neanche più di essere ironico . Sono incazzato nero , vorrei poter fare qualcosa di “Pesante”

  4. Fortunatamente io questi problemi non cè l’ho, con un bel conto corrente a 6 zeri e 7.000€ al mese, posso fare quello che voglio!

  5. A daniele sekondo me te sei solo un poveraccio km quasi ttt noi italiani.. anke se fosse ke hai un kontokorrente kn 6 zeri nn ce bisogno ke lo dici a ttt.. perke ce gente ke nn riesce a fare la spesa per kasa.. sei pessimo

  6. a daniele se te hai un conto a 6 zeri io sò madre teresa…. ma va va ke al giorno d’oggi ki ha i soldi nn lo dice! poveraccio fuori e dentro 🙂

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