Coronavirus, la buona notizia sulle conseguenze

18 Maggio 2020
Coronavirus, la buona notizia sulle conseguenze

Un nuovo studio ci parla degli strascichi della malattia, che sembrano piuttosto contenuti.

Ogni tanto una buona notizia che ridà un po’ di ossigeno e ottimismo. Stavolta proviene da una raccolta di dati preliminari su 80 guariti dal Coronavirus. Oggetto di osservazione, in particolare, pazienti del Policlinico Gemelli di Roma, che ha appositamente allestito un ambulatorio post-Covid dove chi ha vinto la sua battaglia contro la malattia viene sottoposto a una serie di analisi per valutare eventuali danni.

A quanto risulta il Coronavirus non lascia danni né a livello del microcircolo sanguigno, né sulla vista. Lo ha confermato all’agenzia di stampa Adnkronos Stanislao Rizzo, docente ordinario di Oftalmologia presso l’università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’unità di Oculistica, Fondazione Policlinico Gemelli Irccs.

L’analisi è in progress: in questa settimana si dovrebbe arrivare a quota cento pazienti visitati. Ma sono le prime casistiche che fanno ben sperare perché, a detta del professor Rizzo, “indicano chiaramente che non c’è nessuna compromissione a livello di microcircolo retinico e, presupponiamo anche a livello generale. Questo perché la circolazione retinica è la prima sentinella di una eventuale compromissione globale della circolazione periferica. Ricordo che il noto esame del fondo dell’occhio viene richiesto da qualunque tipo di specialista per verificare: il grado di ipertensione sistemica, problemi legati al diabete o altro. È infatti uno degli esami più semplici e meno invasivi per controllare eventuali danni della nostra circolazione periferica generale”.

Per valutare la ‘salute’ microvascolare, “tra gli esami oftalmici a cui abbiamo sottoposto i pazienti c’è l’angiografia Oct, assolutamente non invasiva ma molto sofisticata perché studia la circolazione retinica senza alcun mezzo di contrasto”. L’équipe del Gemelli, nelle sue anticipazioni all’Adnkronos, ha escluso, inoltre, danni alla vista, anche se molti pazienti hanno lamentato una riduzione della visione da vicino dopo la guarigione.

“Non ci sono conferme scientifiche. È ipotizzabile, considerata l’età media elevata dei pazienti, che la malattia – pesante, di lunga durata, trattata a volte con farmaci importanti – possa avere accelerato una variazione dell’accomodazione della visione da vicino propria dell’età. Ma come accade in tutti gli stress fisici, non come danno specifico del virus. Non possiamo dimenticare che il Covid 19 è una malattia importante”, aggiunge Rizzo che con i colleghi, in uno studio precedente, su cento pazienti con infezione conclamata, ha anche ridimensionato l’allarme sulla trasmissione attraverso la congiuntiva. “Si tratta di un fenomeno limitato, una forma di trasmissione abbastanza difficile. Abbiamo infatti riscontrato la presenza del virus solo sul 5% delle congiuntive dei pazienti”.

Il team di lavoro di Rizzo pubblicherà a breve uno studio specifico sulla microcircolazione dell’occhio post Covid 19, “ma ci sarà anche uno studio multidisciplinare sui risultati complessivi delle osservazioni sui pazienti guariti fatte in queste settimane nell’ambulatorio post-Covid“, conclude.



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