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Governo in bilico: Renzi prepara il colpo finale

18 Maggio 2020 | Autore:
Governo in bilico: Renzi prepara il colpo finale

Italia Viva non esclude di votare la sfiducia a Bonafede ed accusa Conte: è sparito, ci esclude da ogni decisione. «Meglio morire tenendo fede ai princìpi».

L’avevamo annunciato più volte: tempo di far passare il momento più critico dell’emergenza coronavirus e la poltrona di Giuseppe Conte comincerà a traballare come se fosse posta sul cratere di un vulcano in eruzione. Guarda caso, proprio oggi che è iniziato un nuovo step della fase 2 con un quasi totale ritorno alla normalità (per quanto precario, a seconda dell’andamento dei contagi), Matteo Renzi intensifica l’assedio al premier. Già aveva regalato un assaggio di crisi nei giorni scorsi, quando Italia Viva minacciò di ritirarsi dal Governo se non fosse passata nel decreto Rilancio la proposta della ministra renziana Teresa Bellanova di regolarizzare mezzo milione di immigrati. Ora, la battaglia si sposta su altri fronti, ma l’obiettivo della guerra resta lo stesso: spodestare Conte e proporre un ricambio a Palazzo Chigi.

Gli avvertimenti cominciano a diventare vere e proprie minacce che fanno pensare ad un Governo in bilico. Il dibattito ora si concentra sulla mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, presentata da Emma Bonino. Il gotha di Italia Viva giura di star facendo una valutazione seria e, senza troppi giri di parole, fa sapere: «Conte non dia nulla per scontato, nemmeno che tanto voteremo contro». Sarebbe un colpo fatale per l’Esecutivo.

La componente renziana della maggioranza non si nasconde dietro a un dito: assicura che c’è una valutazione seria in corso e che se entro mercoledì non ci sarà un chiarimento con il presidente del Consiglio, ci potrebbe essere un’amara sorpresa per i soci di Governo, specialmente per quelli pentastellati, punto di riferimento politico sia per Bonafede sia per lo stesso Conte.

Italia Viva lamenta che, dopo l’incontro di settimana scorsa, Conte non si è più fatto sentire: «È scomparso – si denuncia negli ambienti renziani –, c’erano delle questioni aperte e invece…per carità, capiamo tutto: il decreto Rilancio, le regioni, le riaperture ma pensiamo che il premier debba anche farsi carico della tenuta del suo Governo. Non si illuda che il nostro sia un bluff». Della «tenuta del suo Governo»: non sembra proprio una frase buttata lì per caso.

Renzi ha mandato come emissaria la sua fedelissima Maria Elena Boschi ad incontrare il capo di gabinetto di Conte per fare il punto sulle questioni in sospeso: una svolta sulle politiche della giustizia in senso garantista, il piano shock sui cantieri, il piano Bonetti sulla famiglia. «Un incontro importante – si fa sapere – ma non esaustivo. Serve un incontro politico con Conte se vogliamo cambiare passo e andare avanti». Altra espressione che non lascia spazio a dubbi: «Se vogliamo andare avanti».

Conte lo vorrebbe eccome. Anche perché l’alternativa sarebbe andare a casa. Cerca di spegnere il fuoco con un secchio d’acqua. Gelata, però: il premier annuncia che si prenderà il tempo necessario per studiare e valutare il pacchetto di proposte di Italia Viva. In un’ottica, viene inoltre rimarcato da fonti vicine al presidente del Consiglio, di maggioranza, perché ogni proposta -che sia di Iv o di altre forze che sostengono il Governo- vanno valutate insieme, per trovare una sintesi che metta d’accordo gli alleati e che siano espressione del Governo nella sua interezza.

Una tentazione per «non andare avanti», però, la offre Emma Bonino con la sua mozione di sfiducia al ministro Bonafede, responsabile di quella giustizia su cui, come appena detto, Italia Viva vorrebbe una svolta. «Per noi – spiegano dal partito di Renzi – la mozione Bonino è perfetta e tanti di noi sarebbero pronti a votare la sfiducia a Bonafede. Mettiamola così: noi non vorremmo votare quella sfiducia, ma Conte deve darci il modo di farlo. Deve dirci che da domani le cose cambiano». Qualsiasi somiglianza con un ricatto potrebbe non essere pura coincidenza.

I renziani lo dicono chiaro e tondo: «Il problema non sono il Pd o il M5S, ma Conte. Non pretendiamo che i partiti la pensino come noi, anzi: persino i rapporti con i 5 Stelle sono migliori di quelli col premier». Come mai? «Noi abbiamo 17 senatori, il Pd 35. Non è possibile che noi siamo tenuti fuori da ogni decisione della maggioranza. Non è possibile – protesta ancora Italia Viva – che ogni nostra proposta sia una scocciatura. Non è possibile che da Palazzo Chigi (e questo a Conte lo abbiamo detto nell’ultimo incontro) arrivi l’ordine alla Rai di non parlare di Italia Viva, perché se stare in questa maggioranza significa non portare alcun rafforzamento al partito, morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri princìpi». C’è bisogno di altro?


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