Coronavirus, si può essere positivi anche dopo la guarigione

18 Maggio 2020
Coronavirus, si può essere positivi anche dopo la guarigione

Il Centro coreano per il controllo delle malattie (Kcdc) ha analizzato meglio questo fenomeno, ricavandone un paio di dati importanti.

Dalla Corea del Sud arriva una notizia cattiva e una buona. La prima è che chi si è ammalato di Coronavirus può risultare nuovamente positivo, una volta guarito. La seconda è che, in tal caso, non è in grado di infettare gli altri. È il Centro coreano per il controllo delle malattie (Kcdc) a fare queste deduzioni in base a una serie di analisi. Dei risultati ci mette al corrente l’emittente americana Cnn. Il centro ha esaminato 790 contatti di 285 pazienti che avevano contratto il virus per la seconda volta, o almeno così risultava dal test.

Il mistero dei “positivi bis”

Il direttore del Kcdc, Jung Eun-kyeong, ha dichiarato che le autorità sanitarie non sanno spiegare precisamente per quale ragione alcuni pazienti risultino di nuovo positivi dopo la guarigione. È un fenomeno di cui, in Sud Corea, ci si è cominciati ad accorgere da aprile, quando circa un centinaio di pazienti, sottoposti nuovamente a test dopo un tampone negativo, sono risultati nuovamente positivi. Le autorità sanitarie ritengono che queste persone non possano essere qualificate come reinfettate.

Per i medici sudcoreani la spiegazione più plausibile è che il virus non sia stato completamente eliminato dal corpo e si tratti, quindi, di un residuo dell’infezione avuta in precedenza. Lo stesso motivo per il quale sappiamo che il Covid-19 può lasciare traccia nelle feci, ad esempio, anche in chi risulta negativo al tampone orofaringeo. Un’altra ipotesi è quella del rilevamento di frammenti morti di virus, che i test per la diagnosi riescono a “intercettare”.

Stop alla quarantena per i guariti e dimessi

L’esperimento ha dato comunque un esito incoraggiante: sui 790 contatti stretti dei 285 bis positivi, nessuno è stato infettato. Se ne deduce che chi guarisce e poi risulta, probabilmente per i motivi di cui sopra, di nuovo positivo in seguito, non è comunque fonte di contagio per gli altri. Lo studio serviva per capire se era opportuno far sottoporre a due settimane di quarantena i guariti dal Covid-19 che lasciavano ospedali e strutture sanitarie dopo un periodo di malattia. Scoperta che ha fatto subito sì che le autorità sanitarie sudcoreane cancellassero la quarantena per i guariti/dimessi dalle linee guida nazionali.



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