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La responsabilità penale del conducente

18 Maggio 2020 | Autore:
La responsabilità penale del conducente

Responsabilità penale negli incidenti stradali: reati di lesioni personali stradali gravi o gravissime e omicidio stradale. L’omissione di soccorso.

Guidare un’autovettura può essere un’attività tanto semplice quanto pericolosa; non a caso, la legge prevede per tutti i mezzi che circolano su strade pubbliche l’obbligo dell’assicurazione della responsabilità civile nel caso di danni cagionati a cose o persone. Proprio per via della pericolosità che deriva dalla guida di un mezzo di trasporto, la legge ha pensato di inasprire le pene previste nel caso di lesioni personali o addirittura di morte derivante da sinistro stradale. Sono così nati i reati di lesioni personali stradali gravi o gravissime e di omicidio stradale, i quali corrispondono alle principali forme di responsabilità penale del conducente.

È chiaro che, all’interno del tema della responsabilità penale di colui che guida un mezzo di trasporto, rientra anche la guida in stato di ebbrezza e quella sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Come vedremo, però, tali condotte, di per sé idonee a far scattare il reato anche in assenza di un sinistro o di un danno provocato ad altri, costituiscono speciali aggravanti dei reati sopra richiamati, cioè di quelli di lesioni personali e di omicidio stradale. A questi va aggiunto anche l’omissione di soccorso. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa dice la legge a proposito della responsabilità penale del conducente.

La responsabilità del conducente per omicidio stradale

Cominciamo ad analizzare i profili di responsabilità penale del conducente cominciando dal reato in assoluto più grave: l’omicidio stradale.

Secondo la legge, è punito con la reclusione da due a sette anni chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale [1].

Le pene sono aumentate (reclusione da otto a dodici anni) nel caso di omicidio stradale causato da chi si è posto alla guida in stato di ebbrezza o di alterazione derivante dall’assunzione di stupefacenti.

Altre aggravanti sono previste nel caso di particolari infrazioni al codice della strada (guida contromano, velocità pari o superiore al doppio di quella consentita, ecc.). Te ne parlerò nei prossimi paragrafi.

Quando è omicidio stradale?

L’omicidio stradale è un delitto colposo: significa che questa specifica responsabilità penale del conducente si configura solamente se il fatto si è verificato senza l’intenzione di volerlo commettere.

In altre parole, l’omicidio stradale presuppone che l’evento della morte non debba essere voluto, ma debba essere solo la conseguenza della propria imprudenza, negligenza o imperizia.

Tutto ciò significa che a colui che investe e uccide volontariamente una persona non si applicherà la norma che punisce l’omicidio stradale, bensì la più grave norma che sanzione l’omicidio, il quale è punito con la reclusione non inferiore nel minimo a ventuno anni [2].

In sintesi, perciò, la guida dell’autovettura non può essere il pretesto per uccidere una persona volontariamente ed ottenere così il più benevolo trattamento previsto per l’omicidio stradale.

Pene previste per l’omicidio stradale

Come anticipato un paio di paragrafi fa, l’omicidio stradale è punito con la reclusione da due a sette anni; sono tuttavia previste numerose circostanze aggravanti che comportano un deciso innalzamento della pena. Vediamo cosa dice il codice penale a proposito della responsabilità penale del conducente in queste particolari evenienze.

Secondo la legge, chi uccide una persona mentre si trova alla guida in stato di ebbrezza (tasso alcolemico superiore a 1,5  g/l) o di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di droghe, è punito con la reclusione da otto a dodici anni.

La pena è leggermente più lieve, da cinque a dieci anni, se il tasso alcolemico di chi guida in stato di ebbrezza sia ricompreso tra gli 0,8 e l’1,5 g/l. Stessa pena si applica al conducente che esercita attività di trasporto di cose o persone, ovvero di camion o di autobus che si trovi alla guida in stato di ebbrezza (tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro).

La pena per omicidio stradale è della reclusione da cinque a dieci anni si applica altresì:

  • al conducente che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona;
  • al conducente che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;
  • al conducente che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa la morte di una persona.

Nelle ipotesi di omicidio stradale appena enunciate (cioè, quelle punite con reclusione da cinque a dieci anni), la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

Infine, nel caso di omicidio stradale, se il conducente si dà alla fuga la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può mai essere inferiore a cinque anni [3].

Omissione di soccorso e responsabilità del conducente

La legge impone un generico obbligo di solidarietà a colui che ha causato un sinistro, anche qualora dal suo comportamento sia derivato un danno solamente alle cose coinvolte, non alle persone.

Secondo il codice della strada [4], l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.

Chiunque non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente con danno alle sole cose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 303 a 1.210 euro.

Chiunque, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Dunque, l’omissione di soccorso è un reato quando il sinistro di cui si è causa ha provocato danni a persone. Nell’ipotesi di omicidio stradale, l’omissione di soccorso è punita a titolo di circostanza aggravante del reato già commesso: si tratta della fuga del conducente dopo la morte provocata dalla propria condotta colposa.

Responsabilità penale per lesioni personali stradali

La responsabilità penale del conducente è molto seria non solo nell’ipotesi di omicidio stradale, ma anche di lesioni personali cagionate mentre si è alla guida della propria vettura.

Secondo il codice penale, chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi, e da uno a tre anni per le lesioni gravissime [5].

Anche in questo caso, come in quello dell’omicidio stradale, la condotta lesiva dell’incolumità altrui non deve essere frutto di una condotta volontaria.

Per lesioni gravi devono intendersi quelle da cui deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni. È grave altresì la lesione personale che produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo.

Per lesioni gravissime si intendono, invece, le malattie certamente o probabilmente insanabili; la perdita di un senso; la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della parola; la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso.

Pene previste per lesioni personali stradali

Come per l’omicidio stradale, la legge prevede una serie di ipotesi al cui verificarsi le pene subiscono un deciso aumento. Si tratta, in altre parole, di casi di responsabilità penale aggravata del conducente.

Chi provoca lesioni personali mentre si trova alla guida in stato di ebbrezza (con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, è punito con la reclusione da tre a cinque anni nel caso di lesioni gravi, e da quattro a sette anni nell’ipotesi di lesioni gravissime.

Stessa pena si applica al conducente che esercita attività di trasporto di cose o persone, ovvero di camion o di autobus che si trovi alla guida in stato di ebbrezza (è sufficiente un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro).

Le pene sono leggermente ridotte per il conducente comune (cioè, colui che non è autista di professione) che si trovi in stato di ebbrezza nel momento in cui investe una persona e il suo tasso alcolemico sia superiore a 0,8 g/l ma inferiore a 1,5 g/l: in questa circostanza, la pena è della reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

La pena per chi provoca una lesione personale mentre è alla guida di un veicolo a motore è sempre della reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime nelle seguenti ipotesi:

  • quando il sinistro è provocato procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita, comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita;
  • quando il fatto sia provocato attraversando un’intersezione con il semaforo rosso ovvero circolando contromano;
  • quando le lesioni siano cagionate a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, oppure a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.

Chi investe una persona cagionandole lesioni gravi o gravissime rischia di subire ulteriori aumenti della pena, questa volta rimessi alla discrezionalità del giudice, nelle seguenti ipotesi:

  • quando il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata;
  • quando il veicolo a motore è di proprietà dell’autore del sinistro e il veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria;
  • qualora il conducente cagioni lesioni a più persone;
  • se il conducente si dà alla fuga [6].

Se le lesioni non sono attribuibili totalmente alla colpa del conducente, la pena è diminuita fino alla metà: questo significa, ad esempio, che ottiene uno sconto di pena chi investe una persona che aveva a sua volta violato le norme stradali, ad esempio attraversando imprudentemente in curva e non sulle strisce pedonali.


note

[1] Art. 589-bis cod. pen.

[2] Art. 575 cod. pen.

[3] Art. 589-ter cod. pen.

[4] Art. 189 c.d.s.

[5] Art. 590-bis cod. pen.

[6] Art. 590-ter cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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