Cronaca | News

Coronavirus, barba e candeggina: le fake news della settimana

18 Maggio 2020
Coronavirus, barba e candeggina: le fake news della settimana

La malattia si sta affievolendo, sostiene qualcuno, anche tra gli scienziati. Le bufale, invece, continuano a propagarsi con la solita pervasività.

C’è chi è ancora convinto che bevendo alcol, magari etanolo puro, si possa, in qualche modo, prevenire il Coronavirus. Poi ci sono i detrattori della barba, secondo i quali il Covid si può annidare in ogni dove tra i peli del viso di un uomo, specie se folti. Anche questa settimana, come sempre dall’inizio della pandemia, gli esperti del ministero della Salute tornano a smontare fake news sulla malattia che, da mesi, condiziona le nostre vite. Tante, infatti, le notizie sbagliate che circolano al riguardo, soprattutto su presunti rimedi anti-Covid. Tanti coloro che potrebbero potenzialmente “abboccare”. È bene, quindi, garantire a tutti un accesso a un’informazione corretta e senza distorsioni. Da qui, l’utilità della task force che individua le bufale e ci spiega perché sono da considerare tali.

Chi ha la barba rischia di più 

Falso. La barba in sé non espone a un rischio maggiore di contrarre l’infezione. Naturalmente ne va curata l’igiene e va regolata la mascherina, quando la si indossa, in modo che aderisca bene al viso, ma non vi sono attualmente prove scientifiche che tagliarsi la barba metta certamente al riparo dal contagio.

Le notizie diffuse sull’argomento, nelle ultime settimane, nascono dall’affrettata interpretazione di un’infografica del 2017 del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americano, dedicata alla sicurezza sul lavoro, per il corretto utilizzo delle mascherine in generale. Le relative indicazioni del Cdc si riferiscono all’uso corretto dei presidi medici, mettendo a confronto 36 tipi di rasatura, 18 dei quali vengono sconsigliati perché potrebbero rendere inefficace il funzionamento della mascherina.

Lavare le mani con la candeggina è ottimo per evitare il contagio

Falso. È vero, invece, il contrario: si sconsiglia di spruzzare o lavare parti del corpo con la candeggina perché l’ipoclorito di sodio può provocare irritazioni e danni alla pelle e agli occhi e esporre al pericolo di inalazioni a concentrazioni nocive per la salute.

La candeggina è un buon disinfettante per superfici, ma bisogna diluirla e mai usarla direttamente sulla pelle. Va tenuta fuori dalla portata dei bambini. Le due migliori armi di cui disponiamo per un contrasto efficace al Coronavirus sono il distanziamento sociale e il frequente lavaggio delle mani, per il quale è sufficiente acqua e sapone o, nell’impossibilità, un gel igienizzante a base di alcol.

Bere metanolo o etanolo protegge dall’infezione

Falso. Metanolo ed etanolo sono velenosi e possono provocare gravi danni alla salute. Non vanno ingeriti. Semmai usati come prodotti per la pulizia, per cancellare eventuali tracce di virus dalle superfici che usiamo frequentemente (tavoli, maniglie, rubinetteria).

L’aria condizionata azzera il rischio di infezione

Falso. Non c’è al momento alcuna prova che il Coronavirus sia sensibile al freddo e che perda di vigore a temperature basse. Di conseguenza, è una pura illusione quella di proteggersi dal contagio accendendo il condizionatore in casa e impostandolo sulla temperatura più fredda.

Il virus si trasmette con l’acqua potabile

Falso. I metodi convenzionali di trattamento dell’acqua che utilizzano filtrazione e disinfezione, come quelli della maggior parte dei sistemi municipali di acque potabili, sono efficaci nell’abbattimento del virus. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) evidenzia che non sono necessarie misure di prevenzione e controllo aggiuntive rispetto alle pratiche di gestione delle acque destinate al consumo umano già adottate in Europa.



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