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Aiuti di Stato: chi li utilizza di più in Europa

18 Maggio 2020
Aiuti di Stato: chi li utilizza di più in Europa

Enormi differenze tra le risorse assegnate: su quasi 2mila miliardi, la Germania da sola assorbe più della metà delle somme. Italia terza con il 15%.

Giornata intensa sul fronte europeo: mentre l’asse franco-tedesco capitanato dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla cancelliera Angela Merkel presenta un’iniziativa congiunta del valore di 500 miliardi – un debito comune in forma di Recovery Fund per la ripresa economica dalla crisi Coronavirus da assegnare ai Paesi più colpiti – giunge anche il primo resoconto sull’utilizzo degli aiuti di Stato autorizzati dall’Unione europea.

Un ammontare che, negli ultimi due mesi, dopo la cancellazione del divieto di concessione (che costituisce l’ordinaria regola dei Trattati Ue, per evitare distorsioni della concorrenza) a causa dell’emergenza economica Coronavirus, sfiora i 2mila miliardi di euro.

Oggi la portavoce della Commissione europea per la Concorrenza, Arianna Podestà, durante il briefing online con la stampa a Bruxelles, seguito dall’Adnkronos, ha esposto i dati sull’utilizzo degli aiuti di Stato già concessi dal quadro temporaneo approvato per far fronte alla pandemia di Covid-19 e sostenere la ripresa economica dalla crisi. Proprio qui emergono “enormi differenze” tra gli stati membri dell’Unione europea nell’utilizzo di queste risorse, che appaiono “legate allo spazio di manovra nei bilanci” nazionali dei diversi Paesi.

Ecco il risultato: più della metà degli aiuti di Stato “autorizzati finora”, precisamente il 51%, sono stati notificati dalla Germania, che dunque fa la parte del leone. Seconda in classifica, ma molto distanziata, è la Francia, con il 17%. L’Italia è terza, con il 15,5%. Seguono il 4% del Regno Unito, il 3% del Belgio e il 2,5% della Polonia. Il resto dei Paesi dell’Unione contano ciascuno tra lo 0,5% e l’1,45% del totale di 1,95 bilioni di euro complessivamente assegnati.

Intanto, sulla nuova proposta di Francia e Germania, esprime soddisfazione la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, secondo cui l’iniziativa “riconosce la portata e la dimensione della sfida economica che l’Europa deve affrontare e mette giustamente l’accento sulla necessità di lavorare ad una soluzione che sia centrata sul bilancio Ue“.

Per von der Leyen, la strategia per la ripresa economica dovrà ora basarsi su “tre pilastri” che lavorano insieme. Il primo è costituito dalle nuove regole sugli aiuti di Stato e dalla clausola di salvaguardia che ha sospeso gli obblighi di bilancio ai sensi del patto di stabilità, oltre al sostegno fornito da Bce, la Banca Centrale Europea, e da Bei, la Banca Europea per gli Investimenti.

Il secondo sono i “540 miliardi” di euro di prestiti forniti in varie forme dal pacchetto approvato dall’Eurogruppo (piano Sure, piano Bei e linee di credito del Mes). Il terzo è costituito dall’Mff 2021-27, il bilancio settennale europeo, cui si aggiungerà il Recovery Instrument, un pacchetto che – assicura la presidente – verrà approvato “la settimana prossima”, nel collegio di mercoledì 27 maggio.



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