Cartelle di pagamento: c’è un motivo di nullità in più

18 Maggio 2020 | Autore:
Cartelle di pagamento: c’è un motivo di nullità in più

Il documento deve indicare la persona fisica responsabile dell’iscrizione a ruolo: è un elemento indispensabile per la validità dell’atto.

Una nuovissima ordinanza della sezione tributaria della Cassazione depositata oggi [1] ribadisce un importante motivo di nullità delle cartelle di pagamento: si tratta dell’omessa indicazione del responsabile dell’iscrizione a ruolo.

Il contribuente aveva proposto ricorso avverso una cartella di pagamento emessa in materia di Tia, la tassa sui rifiuti in forma di tariffa integrata ambientale, evidenziando un vizio: il documento non riportava l’indicazione del responsabile del procedimento di avvenuta iscrizione a ruolo, ma soltanto quello del responsabile dell’emissione della cartella.

Le due figure, invece, sono diverse e vanno tenute ben distinte: la Cassazione ha dato ragione alla ricorrente, affermando che «la cartella di pagamento [2] contiene altresì, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella».

Sono disposizioni che non valgono per tutte le cartelle, ma si applicano solo «ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008» e non anche a quelli precedenti, come dispone la norma che ha introdotto questo elemento [3]. Perciò, prosegue la Corte, «la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse».

Il motivo di questa previsione tassativa, che se non ottemperata rende nullo l’atto tributario, è quello della trasparenza e completezza di informazione nei confronti del contribuente: «ciò che si richiede, per rendere “personalizzato” il rapporto tra amministrazione e cittadino, è che si indichi il nome del responsabile del procedimento», spiega il Collegio.

Così, dunque, non è sufficiente – prosegue l’ordinanza della Cassazione – indicare nella cartella soltanto «l’Ufficio o la struttura che è destinata a svolgere il procedimento (quale, nel caso di specie, il Direttore dell’Ufficio preposto all’iscrizione a ruolo)» poiché «è evidente che l’indicazione dell’Ufficio o della struttura, circostanze, del resto, ben note perché rese pubbliche, non possono realizzare la finalità di rendere “personale” il rapporto con il contribuente».

Occorre, quindi, un nominativo specifico del dirigente o del funzionario responsabile: «la “personalizzazione” è in funzione della chiara individuazione di una persona fisica responsabile della eventuale inosservanza del singolo procedimento, dovendo il contribuente sapere chi e in quale momento fosse “la persona fisica” appartenente all’Ufficio preposto allo svolgimento del procedimento».


Nella cartella deve essere indicato il nominativo della persona fisica che è responsabile dell’iscrizione a ruolo; questa indicazione non può essere sostituita con quella dell’ufficio, serve la “personalizzazione” di questa figura, altrimenti la cartella esattoriale è nulla.

note

[1] Cass. ord. n. 9106/20 del 18 maggio 2020.

[2] Che deve contenere gli elementi di cui all’art. 25 del D.P.R. 29.09.1973, n. 602.

[3] Art. 36, comma 4 ter, Decreto Legge n. 248 del 31 dicembre 2007, convertito, con modificazioni, in Legge n.31 del 28 febbraio 2008.


4 Commenti

  1. Buongiorno.
    Quindi vista la sentenza della Sezione Tributaria della Cassazione per far annullare una cartella che non riporta il nominativo del responsabile del procedimento di avvenuta iscrizione a ruolo come si può procedere?
    Può essere fatta richiesta di annullamento tramite PEC?
    Grazie

  2. per maggiore chiarimento la nullità cade solo sulle cartelle relative ai tributi o anche per altri ruoli?
    Ovverosia (esemp.) cartelle per sanzioni amministrative ed altro.
    Fabio Regalino

      1. Grazie per il suggerimento ma chiedevo vostro pensiero se la sentenza della Cassazione tributaria può essere applicata anche sulle opposizioni davanti ala tibunale ordinario

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