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Cancellazione cattivi pagatori

19 Maggio 2020 | Autore:
Cancellazione cattivi pagatori

Quando è possibile cancellarsi dalla lista nera di coloro ai quali le banche non danno fiducia e cosa fare qualora l’iscrizione sia avvenuta illegittimamente o per errore.

Purtroppo, quando non si ha la possibilità di rimborsare un finanziamento si rischia che l’Istituto di credito segnali il nominativo del debitore, che viene iscritto in una blacklist di persone che le banche reputano poco affidabili. A meno che non si sia debitori incalliti, abituati a non pagare, si tratta di un’esperienza piuttosto mortificante che comporta anche conseguenze spiacevoli dal punto di vista pratico. Ottenere nuovi finanziamenti, infatti, diventa impossibile. Per fortuna, l’iscrizione non dura per sempre: dopo un certo tempo il nominativo viene cancellato dalla lista. Inoltre, se la segnalazione da parte della banca o della finanziaria è avvenuta per errore, è possibile rimediare subito. Ecco dunque come avviene la cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori.

Cosa si intende per lista dei cattivi pagatori?

Prima di parlare della cancellazione, occorre avere ben chiaro cos’è la lista dei cattivi pagatori. Si tratta di una banca dati gestita dalla Centrale rischi della Banca d’Italia. In questo elenco, vengono iscritti, su segnalazione degli Istituti di credito, tutti coloro che, dopo avere ottenuto un finanziamento, non lo rimborsano in tutto o in parte.

Lo scopo di questa lista, che tutte le banche e le finanziarie possono consultare in tempi velocissimi, è quello di evitare di concedere credito a persone che non sarebbero poi in condizione di restituirlo. Infatti, se un soggetto iscritto in questa banca dati si rivolge a un Istituto di credito per avere denaro in prestito, immancabilmente andrà incontro a un rifiuto. Potrebbe anche dimostrare di avere un buon reddito, ma non servirebbe: la sua presenza nella “lista nera” della Centrale rischi basta a precludergli ogni possibilità.

Per chi è iscritto nella lista dei cattivi pagatori è, dunque, impossibile accedere al credito, non solo nella forma del mutuo o del prestito, ma anche in quelle della scopertura di conto corrente o del fido. Inoltre il debitore non può più emettere assegni e utilizzare la carta di credito.

Quando si viene iscritti alla Centrale rischi?

Periodicamente gli Istituti di credito segnalano alla Banca d’Italia i dati dei loro clienti che si trovano in ritardo nel rimborso dei finanziamenti. La segnalazione, tuttavia, non può avvenire per lievi ritardi (come il rimborso di una o due rate) o per piccoli importi. Date le gravi conseguenze che derivano dall’iscrizione, la Corte di Cassazione ha stabilito [1] che è necessario uno stato di insolvenza del debitore. L’insolvenza è una situazione di grave disagio economico, tale da determinare l’impossibilità di far fronte ai propri impegni. Occorre, quindi, che nel rimborso delle rate vi sia un ritardo grave e per importi consistenti.

Inoltre, l’Istituto di credito, prima di procedere alla segnalazione, deve dare la possibilità al debitore di “mettersi in pari” con i pagamenti ed evitare così spiacevoli conseguenze. A questo scopo, deve inviargli una raccomandata a.r. invitandolo a pagare quanto dovuto e assegnandogli un termine per farlo. Nella letter,a deve essere detto in modo chiaro e senza equivoci che, in caso di mancato pagamento, si procederà alla segnalazione alla Centrale rischi.

Lo stesso discorso vale per le persone che nel finanziamento risultano obbligate insieme al debitore (i cosiddetti coobbligati). Essi sono:

  • i cointestatari, vale a dire altri soggetti cui è intestato il finanziamento;
  • i terzi datori di pegno o di ipoteca. Si tratta di terze persone, di solito amici o parenti, che a sostegno della richiesta di finanziamento fatta dal debitore principale, hanno dato in garanzia un proprio bene, mobile (nel caso del pegno) o immobile (nel caso dell’ipoteca);
  • i fideiussori. Sono soggetti che si sono impegnati a pagare al posto del debitore principale, in caso di inadempimento di quest’ultimo;
  • i soci di società di fatto o di società di persone.

Se le rate del finanziamento non vengono rimborsate, non è possibile segnalare subito alla Centrale rischi i coobbligati. Anche nel loro caso occorre prima fare una valutazione dell’eventuale situazione di insolvenza (eventualmente convocandoli di presenza); è, inoltre, necessario inviare anche a loro una raccomandata a.r. di avvertimento con un termine per adempiere [2].

Come cancellarsi dalla Centrale rischi?

La cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori avviene in automatico, al verificarsi di certe condizioni. Ecco quali:

  • il pagamento dell’intero debito. Ciò può avvenire ad opera dello stesso debitore o di una terza persona; in quest’ultimo caso può trattarsi di un coobbligato oppure di un soggetto completamente estraneo al finanziamento, amico o parente, che interviene in aiuto del debitore;
  • il pagamento di una parte consistente del debito. Ciò fa venir meno la condizione di insolvenza che giustifica l’iscrizione presso la Centrale rischi. Anche in questo caso il versamento della somma può essere effettuato dallo stesso debitore o da una terza persona;
  • l’avvenuta prescrizione del debito. La prescrizione [3] è l’estinzione di un diritto come conseguenza del trascorrere del tempo. Ogni diritto ha un suo termine di prescrizione; nel caso dei finanziamenti il credito della banca o della finanziaria si prescrive in dieci anni, decorrenti dalla scadenza di ciascuna rata. Attenzione però: se nel frattempo l’Istituto di credito fa una formale richiesta di pagamento il termine si interrompe e ricomincia a decorrere da capo per un uguale periodo. la richiesta da parte della banca o della finanziaria deve avvenire in modo tale che si possa avere certezza delle sua ricezione da parte del debitore: quindi a mezzo raccomandata a.r., posta elettronica certificata (pec) oppure atto notificato a mezzo ufficiale giudiziario. A tal proposito, devi sapere che nascondersi non serve: inutile rifiutare o non ritirare la raccomandata o l’atto. In questo caso, infatti, la ricezione si considera avvenuta;
  • il debitore ha fatto ricorso alla procedura di esdebitazione prevista dalla legge, nella quale è stato ricompreso il debito che ha dato luogo all’iscrizione. Si tratta di un procedimento che consente, a certe condizioni, di ridurre notevolmente e a volte azzerare l’importo dei propri debiti [4];
  • la banca o la finanziaria ha ceduto il credito a terzi. Vi sono, infatti, società che acquistano i crediti, per una somma inferiore al loro valore, per poi tentarne il recupero;
  • la banca o la finanziaria ha rinunciato a recuperare il credito, ritenendo impossibile realizzare questo obiettivo. Ciò avviene quando il debitore non possiede nulla e quindi sarebbe inutile iniziare un’azione giudiziaria nei suoi confronti, non essendovi nulla da pignorare. In questo caso è preferibile passare il credito “a perdita”, situazione dalla quale deriva almeno qualche vantaggio fiscale.

Come vedi, il modo più veloce per ottenere la cancellazione è quello di pagare il proprio debito, in tutto o per una buona parte. In alternativa è possibile ricorrere alla procedura di esdebitazione. A questo scopo, occorre rivolgersi a un apposito organismo introdotto dalla legge, detto Organismo di composizione della crisi (Occ). Per avere informazioni sui recapiti dell’Occ del luogo è possibile rivolgersi al Tribunale o alla Camera di commercio. Questa seconda soluzione è però un pò più lunga, dovendosi attendere i tempi (almeno alcuni mesi) per completare la procedura.

Le altre cause di cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori non dipendono dall’iniziativa del debitore e, in particolare per quel che riguarda la prescrizione, il loro verificarsi può richiedere anche molto tempo.

Tieni presente che, anche a cancellazione avvenuta, gli Istituti di credito potranno comunque, per qualche tempo, sapere che il debitore in passato è stato iscritto alla black list. Infatti banche e finanziarie hanno accesso ai dati dell’ultimo triennio.

Ti faccio un esempio che ti farà comprendere questo meccanismo. Supponiamo che un debitore sia stato cancellato dalla lista nel 2018. L’stituto di credito che effettua la consultazione nel 2020 potrà accedere a dati risalenti fino al 2017, anno in cui il debitore in questione era ancora iscritto. Questo di per sè non impedisce che l’interessato possa nuovamente accedere al credito, ma potrebbe fare “cattiva impressione” nella valutazione complessiva che la banca o la finanziaria farà su di lui.

Sono stato segnalato per sbaglio: come rimediare?

Nel segnalare i debitori alla Centrale rischi gli Istituti di credito dovrebbero stare ben attenti a non commettere errori, date le fastidiose conseguenze che ne derivano. Tuttavia, un’eventualità del genere può verificarsi.

Può anche accadere che la banca o la finanziaria procedano alla segnalazione senza rispettare la procedura di garanzia di cui ti ho parlato sopra, vale a dire l’invio di una formale richiesta di pagamento, contenente un termine entro il quale provvedervi e l’avvertimento che, in mancanza, si verificherà l’iscrizione alla Centrale rischi. In tal caso, l’iscrizione è illegittima.

In entrambe le ipotesi, è possibile agire per chiedere l’immediata cancellazione e il risarcimento del danno. Infatti l’impossibilità di ottenere credito da banche e finanziarie può essere molto pregiudizievole, specie se l’interessato è un imprenditore. Due sono le strade percorribili:

  • ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (Abf), un organismo indipendente chiamato a dirimere le questioni tra gli Istituti di credito e i loro clienti;
  • rivolgersi al giudice, chiedendo dapprima un provvedimento d’urgenza [5] per ottenere l’immediata cancellazione e poi iniziando una causa perchè l’Istituto di credito venga condannato al risarcimento del danno.

Esistono altre banche dati di cattivi pagatori?

Per concludere il discorso sulla cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori, ti segnalo l’esistenza di altre liste dalle quali può risultare il ritardo nel rimborso di un finanziamento. Esse però sono molto diverse da quella tenuta dalla Centrale rischi.

Si tratta di elenchi tenuti da società private (come Experian, Crif, Consorzio tutela credito, Assilea), consultabili dagli Istituti di credito. Essi contengono tutte le informazioni sui finanziamenti, dal momento della richiesta ai pagamenti. Dunque, vi sono iscritti anche coloro che semplicemente chiedono un mutuo o un prestito e poi vi rinunciano; coloro ai quali il finanziamento non viene concesso; i debitori che pagano puntualmente le rate, e, naturalmente, coloro che sono in ritardo nei rimborsi.

L’iscrizione del ritardo nel pagamento delle rate scatta anche per piccoli importi; il debitore viene avvisato tramite un semplice sms. Questo avviene perchè le conseguenze dell’iscrizione non sono gravi come nel caso della Centrale rischi: infatti chi è presente in queste liste può continuare ad accedere al credito, se il suo reddito lo consente e se la banca o la finanziaria lo reputa comunque meritevole di fiducia.


note

[1] Cass. sent. n. 7958/2008.

[2] Trib. Nola, sent. 11.07.2014.

[3] Art. 2934 e ss. cod. civ.

[4] D. Lgs. n. 14/2019.

[5] Art. 700 cod. proc. civ.


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