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Smettere di fumare: benefici

14 Agosto 2020 | Autore:
Smettere di fumare: benefici

Tabagismo: come liberarsi dalla dipendenza dal fumo di sigaretta? Come cambia il corpo dopo aver smesso di fumare? L’abbandono della nicotina provoca un aumento di peso? Quali sono le conseguenze del fumo passivo sul posto di lavoro?

Sei un fumatore accanito. Hai perso il conto di quante sigarette consumi ogni giorno. Magari non te ne rendi conto perché lavori al pc oppure perché sei spesso in viaggio per esigenze lavorative e, guidando il tuo mezzo di trasporto, non ti accorgi nemmeno quando ne accendi una e ne spegni un’altra. Probabilmente, sei un giovane studente che ha iniziato a fumare per gioco, curioso di conoscere quali sono gli effetti del fumo e capire perché i tuoi genitori o i tuoi amici ne sono dipendenti. Oppure, convinto dai tuoi compagni di classe, ti sei lasciato condizionare ed hai fumato la tua prima sigaretta: «Che vuoi che sia. Prova, è solo un tiro!». I casi potrebbero essere innumerevoli. Potresti essere un ragazzino, un adulto, una donna che desidera una gravidanza, un anziano. Poco importa. Nel mio articolo, potrai trovare alcuni suggerimenti utili su come smettere di fumare e conoscere quali sono i benefici che potrai riscontrare nel brevissimo e nel lungo periodo.

Può darsi che già in passato tu abbia fatto uno, due o più tentativi e non ci sia riuscito. No problem. Aver fallito qualche volta non significa che tu non sia in grado di smettere di fumare. Semplicemente, non eri abbastanza, o davvero, convinto. Allora, riprovaci. La forza di volontà, in questo caso, come in ogni altro aspetto della propria vita, gioca un ruolo fondamentale, determinante.

Ti sei domandato perché, pur essendo consapevole dei rischi e dei danni che può comportare il fumo, tu continui a farlo? Hai pensato a quanti soldi potresti risparmiare ogni giorno smettendo di fumare e potresti destinare ad altre attività (ad esempio, un viaggio) o ad un particolare acquisto, oggetto del tuo desiderio (che ti è sempre sembrato troppo costoso)? Perché si parla di vizio del fumo? Può darsi che la tua dipendenza dalla sigaretta si manifesti come un bisogno di quantità quotidiana di nicotina (come il desiderio intenso di fumare ad intervalli più o meno regolari); come valore simbolico attribuito alla sigaretta (ad esempio, consideri l’atto di fumare come un rimedio per l’ansia, una fonte di piacere, un momento da condividere con gli amici, un facilitatore di contatti sociali).

Inoltre, potresti non ricordare più o immaginare la tua vita senza il tabacco e senza la ripetizione del gesto. Il protrarsi della dipendenza nel corso degli anni ed i numerosi effetti del fumo possono incidere sulla decisione di smettere di fumare. Magari, ti sarai dato o avrai fornito agli altri tante “giustificazioni” sul tuo vizio e sulla volontà di non rinunciarci.

Ebbene, avrai sentito un migliaio di volte che smettere di fumare è un investimento sulla propria salute a cui non si può rinunciare, in quanto consente di ridurre il rischio di sviluppare numerose patologie. Smettere di fumare da soli è possibile, ma a volte è necessario ricorrere al supporto del proprio medico di fiducia oppure rivolgersi a specialisti della disassuefazione, in modo che le probabilità di successo possano aumentare. Le evidenze dimostrano che maggiore è il supporto che si riceve, più è alta la probabilità di smettere di fumare definitivamente.

Prosegui nella lettura del mio articolo se vuoi saperne di più su come smettere di fumare e conoscere quali sono i benefici. Ti anticipo che le prime 24 ore dall’ultima sigaretta sono le più difficili e i sintomi dell’astinenza sono abbastanza intensi nei primi 4 giorni. Sintomi che tendono ad attenuarsi dalla prima settimana al primo mese. Le sensazioni di malessere possono persistere anche per alcuni mesi, ma i benefici che potrai riscontrare smettendo di fumare saranno significativi e alcuni di questi inizieranno a manifestersi a partire dal primo giorno. Inoltre, ti parlerò del fumo passivo sul posto di lavoro e di un’interessante ordinanza della Corte di Cassazione.

Fumo: i rischi per la salute

Una sigaretta, oltre al tabacco, contiene numerosi componenti.

Ad ogni boccata di sigaretta, durante la combustione, si sprigionano più di 4.000 sostanze chimiche. Tra le più pericolose c’è il catrame, composto principalmente da:

  • idrocarburi cancerogeni che si depositano nei polmoni e nelle vie respiratorie aumentando il rischio di tumori nei vari organi;
  • sostanze irritanti (come l’acroleina, la formaldeide, gli ossidi di azoto, ecc.) che inibiscono il movimento delle ciglia della mucosa delle vie respiratorie e interferiscono con l’autodepurazione dei polmoni. Queste sostanze favoriscono infezioni, enfisema e bronchite cronica.

Non dimentichiamo la nicotina: un alcaloide che influenza il sistema cardiovascolare e nervoso e crea dipendenza.

Ecco quali sono i rischi del fumo:

  • cancro;
  • malattie cardiovascolari e respiratorie;
  • riduzione della fertilità nell’uomo e nella donna, ma non solo. Gli effetti negativi sul sistema riproduttivo dell’uomo (motilità degli spermatozoi) e della donna (danneggiamento delle ovaie, menopausa precoce) sono noti da tempo;
  • effetti nocivi sul feto; aborti spontanei e complicazioni durante la gravidanza;
  • infezioni polmonari nei neonati, irritazione ad occhi, tosse e disturbi respiratori e aumento del rischio di crisi di asma e otiti.

La speranza di vita di un fumatore è dieci anni inferiore a quella di un non fumatore. Chi fuma ha un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a chi non ha questa dipendenza. Inoltre, il fumo provoca l’ingiallimento della pelle, una ridotta capacità respiratoria e un minore rendimento muscolare e danneggia anche chi sta intorno al fumatore.

Smettere di fumare: quali sono i benefici?

Come cambia il corpo quando smetti di fumare? Quali sono i benefici che ne trae? L’American Cancer Society ha individuato 10 buoni motivi per incoraggiare i fumatori, soprattutto i più giovani, a smettere di fumare. Gli effetti riguardano il respiro e il benessere fisico generale, il gusto e l’olfatto, il rischio di contrarre tumori, ecc.

I sintomi da carenza di nicotina sono: irritabilità, ansia, frustrazione.

Analizziamo quali sono i vantaggi che si manifestano nell’organismo smettendo di fumare a partire dai primi 20 minuti fino ai 20 anni.

Nei primi 20 minuti, tornano alla normalità:

  • la pressione arteriosa;
  • il battito cardiaco;
  • la temperatura di mani e piedi.

Nel giro di 8 ore:

  • scende il livello di anidride carbonica nel sangue;
  • il livello di ossigeno nel sangue si normalizza;
  • la nicotina diminuisce fino a oltre il 93%.

Nell’arco di 24 ore:

  • si riduce il rischio di un attacco cardiaco;
  • i livelli di monossido di carbonio tornano alla normalità.

Entro 48 ore:

  • migliorano i sensi dell’olfatto e del gusto;
  • iniziano a ricrescere le terminazioni nervose.

In 72 ore:

  • i bronchi si rilassano e migliora il respiro;
  • aumenta la capacità polmonare

Dalle 2 settimane ai 3 mesi:

  • migliora la circolazione;
  • camminare diventa sempre meno faticoso;

Dai 3 ai 9 mesi:

  • aumenta il livello di energia;
  • affaticamento, respiro corto e altri sintomi come la tosse da fumatore e la congestione nasale si riducono;
  • si attenua il senso di fatica e spossatezza.

Dopo 1 anno:

  • il rischio di malattie coronariche, infarto miocardico e ictus scende del 50%.

Entro 5 anni:

  • scende del 41% il rischio di emorragia cerebrale (ESA, emorragia subaracnoidea);
  • il rischio di ictus diventa pari ai livelli di chi non ha mai fumato;
  • si riduce il rischio di diabete;
  • la mortalità da tumore polmonare per il fumatore medio (un pacchetto di sigarette al giorno) scende da 137 per centomila persone a 72.

In 10 anni:

  • vengono rimpiazzate le cellule precancerose;
  • diminuisce il rischio di contrarre un tumore: ai polomoni, alla bocca, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni e al pancreas;
  • si riduce il pericolo di ulcere.

Tra i 10 anni e i 20 anni:

  • molti fattori ritornano alla normalità, il rischio di decesso per tumore polmonare è paragonabile a quello di una persona che non ha mai fumato;
  • il rischio di ammalarsi di tumore al pancreas scende ai livelli dei non fumatori.

Come smettere di fumare

Ora che conosci tutti i benefici a cui puoi andare incontro una volta che avrai smesso di fumare, ti starai domandando come fare. Più è alto il numero di sigarette che consumi nell’arco di una giornata, maggiore è la difficoltà alla disassuefazione. In alcuni casi, l’astinenza da sigaretta provoca ansia, irritabilità, insonnia, cefalea o disturbi intestinali (in quanto la carenza di nicotina può influire sui movimenti dei visceri).

Per dire addio al fumo, puoi adottare alcune semplici strategie.

Innanzitutto, scegli il momento giusto. E’ consigliabile abbandonare le sigarette nel periodo in cui vai in vacanza o quando sei meno stressato.

Smetti di colpo. Inutile rimandare e ridurre gradualmente l’abitudine del fumo. Questa tecnica non funziona. Nel momento in cui hai maturato la decisione di smettere di fumare, agisci senza ripensamenti. Elimina del tutto le sigarette. Dalla sera alla mattina? Proprio così.

Cambia le tue abitudini. Sicuramente, avrai qualche gesto che solitamente colleghi al fumo o qualche particolare momento della tua giornata in cui prendi automaticamente in mano accendino e sigaretta: ad esempio, dopo aver bevuto il caffè; dopo mangiato; nella pausa lavorativa; dopo esserti fermato a fare il pieno all’auto; alla prima sosta dopo un viaggio. Modifica questi meccanismi che ti portano inconscemente ad aprire il pacchetto e ad accendere la sigaretta.

Evita che il fumo sia la tua valvola di sfogo. La dipendenza dal fumo potrebbe essere legata a stati d’animo negativi (come rabbia, frustrazione, noia, depressione); a conflitti interpersonali in famiglia o in ambito lavorativo; a pressioni sociali esercitate da un’altra persona o derivanti dal fatto di trovarsi in compagnia di altri fumatori. In questi momenti, dovrai fare in modo di non avere a disposizione un pacchetto di sigarette. Quindi, appare scontato dirlo, ma repetita iuvant, non fermarti al tabacchino; non chiedere una sigaretta ai tuoi amici, ai tuoi colleghi o agli estranei.

Modifica l’arredamento di casa o del tuo ufficio. No, non ti sto dicendo che devi mettere sotto sopra gli ambienti domestici o lavorativi, ma di eliminare dalla tua vista tutti quegli oggetti che possono ricordarti il fumo (posacenere, porta sigarette, accendini, eventuali pacchetti non consumati).

Pratica attività fisica. E’ risaputo che lo sport fa bene al cuore, ai muscoli e alle arterie messe a dura prova da anni di fumo. Inoltre, l’attività motoria può contrastare l’eventuale aumento di peso che, spesso, deriva dall’abbandono delle sigarette e dalla mancanza di nicotina.

Non riesco a smettere di fumare: a chi posso rivolgermi?

Se hai provato queste e/o altre strategie e non sei riuscito a smettere, oppure hai avuto una ricaduta, probabilmente ti senti afflitto e in colpa. Non scoraggiarti. Prova a rivolgerti al tuo medico di fiducia e decidete insieme il percorso da seguire più adatto a te.

Il ministero della Salute ricorda che attualmente è possibile ricorrere:

  • a terapie farmacologiche con i sostitutivi della Nicotina (NRT), il Bupropione, la Vareniclina e la Citisina, aiuta i fumatori a smettere e ad alleviare i sintomi di astinenza; sono allo studio altri farmaci, che possono favorire a disassuefazione;
  • al sostegno psicologico di operatori specializzati. Si può anche partecipare a terapie di gruppo che aggiungono alle strategie cognitive e comportamentali la condivisione dei problemi e delle motivazioni con altri fumatori.

Il medico di medicina generale potrà sostenerti nel percorso di disassuefazione o, se necessario, ti indirizzerà presso il centro anti fumo (caf) più vicino. In tal caso, lo specialista traccerà il tuo «identikit», cercando di capire quanto e quando fumi, da quanto tempo, quale atteggiamento adotti nei confronti del fumo. Dopo aver raccolto questi dati sulle tue abitudini da fumatore, potrà elaborare un programma che prevede il ricorso a un metodo unico oppure ad un insieme di strategie.

Dati statistici dimostrano che chi smette di fumare con la terapia sostitutiva della nicotina (caramelle, gomme da masticare, cerotti, inalatori) ha circa l’80% di probabilità in più di riuscire nel proprio intento rispetto a chi non ricorre a nessun farmaco.

Come non ingrassare dopo aver smesso di fumare

Avrai sicuramente sentito dire, o sperimentato su te stesso prima della ricaduta, che smettere di fumare comporta un aumento di peso. Tuttavia, non è sempre così.

In ogni caso, per evitare i chili di troppo dopo aver abbandonato le sigarette, cerca di migliorare le tue abitudini alimentari:

  • riduci le quantità di cibo;
  • bevi 1,5-2 litri d’acqua al giorno;
  • evita o comunque riduci il consumo di alcolici;
  • consuma cibi a basso contenuto calorico;
  • riduci il consumo di dolci;
  • scegli frutta e verdura;
  • pratica l’attività fisica, evita l’ascensore e sali le scale a piedi.

Fumo passivo sul posto di lavoro

Veniamo adesso alla normativa relativa al fumo passivo sul posto di lavoro.

L’articolo 2087 del codice civile impone al datore di lavoro di tutelare la salute dei propri dipendenti: «L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro».

Cosa significa? Data la nocività del fumo passivo, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie per impedire che i propri dipendenti fumino negli spazi comuni. Quali conseguenze potrebbero derivare per chi non rispetta il divieto? Il datore può infliggere sanzioni disciplinari che vanno dalla sospensione dal soldo e dal servizio fino al licenziamento.

Se il datore di lavoro non fa in modo di evitare che i dipendenti fumino, è direttamente responsabile e, come ha stabilito la Corte di Cassazione in un’ordinanza [1], dovrà risarcire la vittima del fumo passivo.


note

[1] Cass. sez. Lavoro, ordinanza 21.11.2018 – 9.01.2019, n. 276


23 Commenti

  1. Smettere di fumare richiede testa e cuore! Un bel giorno, mi sono svegliata ed ho deciso di togliermi il vizio. La ragione? Io e il mio compagno avevamo parlato di dare alla luce un bambino e ovviamente non potevo pensare di portare avanti una gravidanza mantenendo il vizio e rischiando di danneggiare il mio futuro figlio, così ho deciso di smettere e realizzare il mio sogno di diventare mamma e rendere felice così anche il mio compagno.

  2. Mio nipote si è preso il vizio del fumo per imitare il fratello maggiore. Pensa che quello del fumo sia un bell’esempio da seguire. Si sente grande e più maturo con quella sigaretta. Ma gli ho spiegato mille volte che questo vizio può portare solo alla morte com’è successo a suo nonno e niente lui continua a fumare ed i suoi genitori gli danno pure i soldi, sapendo che li spreca per questo vizio. Soldi e salute buttati. Confido nella sua intelligenza sperando che apra gli occhi e butti quelle dannate sigarette

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