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Coronavirus: il vaccino fa guarire le Borse

19 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: il vaccino fa guarire le Borse

I risultati incoraggianti annunciati sui test del siero anti-Covid fanno volare i mercati di tutto il mondo. E i segnali delle piazze finanziarie non mentono.

Una fiala di ottimismo. Un’iniezione di fiducia. È l’effetto che il vaccino contro il coronavirus ha fatto sui mercati finanziari di tutto il mondo. I risultati incoraggianti dei primi test di sicurezza sull’uomo del vaccino in fase di sviluppo, annunciati ieri in anticipo rispetto alla tabella di marcia dalla società biotech statunitense Moderna, hanno regalato alle Borse la giornata che si attendeva da tempo. Gli indici europei hanno registrato guadagni tra il 3,26% di Milano («tanta roba», si direbbe per strada) al 5,67% di Francoforte, che supera di poco Parigi. Negli Stati Uniti, il Dow Jones replica la performance milanese (+3,36%), mentre il Nasdaq, cioè l’indice dei titoli tecnologici, si ferma al +2,36%.

Giornata da incorniciare, quindi, visti i bagni di sangue registrati nelle ultime settimane. Merito dei segnali incoraggianti che arrivano da più parti. Primo su tutti, come accennato, il risultato sul vaccino in corso di sperimentazione in America. La società Moderna, che collabora in questo progetto con l’istituto di virologia guidato da Anthony Fauci, ha riferito che in otto pazienti, seguiti per un mese e mezzo, il vaccino a dosi basse e medie ha innescato livelli ematici di anticorpi specifici simili o superiori a quelli riscontrati nei pazienti guariti. Il plasma ricco di anticorpi donato da pazienti guariti viene testato separatamente per determinare se si tratta di una terapia efficace per Covid-19. Inoltre, il siero avrebbe finora dimostrato di essere sicuro e ben tollerato, a parte il rossore nel luogo in cui viene praticata l’iniezione per un paziente e alcuni sintomi sistemici in tre pazienti trattati con la dose più alta.

Un passo avanti non indifferente che fa ben sperare, e questo è piaciuto alle Borse. Come sono state anche gradite le ripartenze delle attività commerciali e produttivi in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Uscire dalla stasi degli ultimi due mesi, provocata dall’emergenza coronavirus, e abbandonare in modo progressivo ma determinato il lockdown ha spinto i principali listini al rialzo. Tanto per fare un esempio, i titoli di Moderna, la società che sta testando il vaccino, sono aumentati di oltre il 25% rispetto ai valori di apertura.

Da registrare anche il deciso calo dello spread, soprattutto dopo che Germania e Francia hanno precisato la loro posizione sul Recovery Fund, con la prospettiva di iniettare (giusto per restare in tema di vaccini) 500 miliardi di euro nel «sistema Europa» destinati alla ripartenza. Il differenziale tra Bund tedeschi e Btp italiani si è collocato in chiusura a 215 punti base, con il tasso sul decennale all’1,66%, mai così basso dal 14 aprile.

In conclusione: se è vero che più che i politici o gli scienziati sono i mercati finanziari il vero barometro che indica come stanno andando le cose, forse questa volta possiamo davvero cominciare ad essere ottimisti.



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