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Coronavirus: i soldi che l’Europa «regala» all’Italia

19 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: i soldi che l’Europa «regala» all’Italia

L’accordo Merkel-Macron sul Recovery Fund assicura al nostro Paese dagli 80 ai 100 miliardi di euro senza l’obbligo di restituzione.

Forse, non sarà un vero e proprio regalo, ma si tratta di un aiuto non indifferente per ripartire dopo l’emergenza coronavirus. Francia e Germania hanno trovato un accordo per dare il via ad un Recovery Fund da 500 miliardi di euro a fondo perduto, cioè senza l’obbligo di doverli rimborsare. Di questi, circa un quinto, cioè fino a 100 miliardi di euro, andranno all’Italia, che non dovrà restituire nulla a Bruxelles. È stata la stessa Angela Merkel a chiederlo e, in qualche modo, a confermarlo: «Quei soldi non devono pesare sui debiti».

Insomma, non si tratta di un prestito che, per sua natura, dovrebbe comportare prima o poi un rimborso, magari con interessi, ma di denaro che arriva gratis dopo una trattativa non facile ma riuscita. Merkel, in partenza, non voleva che uscisse così facilmente dalle casse dell’Europa oltre un terzo di trasferimenti. Alla fine, tra lei ed Emmanuel Macron c’è stata l’intesa. E quando i due si mettono d’accordo, va bene per tutti: «Serve uno sforzo colossale – ha proclamato la cancelliera tedesca – e Francia e Germania sono pronte a farlo». Fine delle ostilità, con la benedizione della presidente della Bce, Christine Lagarde.

Quindi, dei 500 miliardi del Recovery Fund l’Italia otterrà tra 80 e 100 miliardi di euro a fondo perduto. La Commissione europea, come richiesto da Berlino, cercherà degli investitori sui mercati usando come garanzia il bilancio dell’Unione 2021-2027. I soldi verranno distribuiti nelle aree e nei settori più colpiti dalla crisi generata dal coronavirus.

L’accordo prevede che l’Italia contribuisca alla restituzione dei bond in quota alla sua partecipazione al bilancio europeo, cioè l’11% (contro il 27% della Germania). Va detto, però, che le scadenze sono piuttosto lontane.

Parigi e Berlino avevano preso la situazione in mano dopo che la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, non era stata capace di mettere a punto una proposta formale, come richiesto dai Paesi che avevano lanciato l’iniziativa del Fondo, tra cui anche l’Italia. Le opposizioni di alcuni Stati del Nord avevano ostacolato il lavoro di Von der Leyen, motivo per il quale il tandem Merkel-Macron è sceso in campo per spianare la strada alla mutualizzazione del debito e per gettare le basi per il documento che entro fine mese (probabilmente, il 27 maggio) presenterà la responsabile del Governo comunitario.

Ai 500 milioni del Fondo si potrebbero aggiungere altri 200-300 miliardi da reperire con un sistema di investimenti tra pubblico e privato. In questo modo, ci si avvicinerebbe alla soglia dei 1.000 miliardi richiesti dal Parlamento europeo.

L’Italia, inoltre, potrebbe trovare ulteriore giovamento dalla proposta del commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni di accelerare l’entrata in funzione del Recovery Fund e renderlo effettivo già quest’estate.

I governi valuteranno il testo della Commissione nel mese di giugno. Non sarà una passeggiata, perché il fronte dei «duri» annuncia battaglia: Olanda, Danimarca e Svezia hanno già messo le mani avanti, affermando che la loro posizione resta invariata.



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