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Autoclave condominiale rumorosa: come fare?

19 Maggio 2020
Autoclave condominiale rumorosa: come fare?

Impianto centralizzato molesto: come chiedere la cessazione dei rumori che disturbano il sonno e il riposo delle persone?

Nel condominio dove vivi è stata installata una pompa autoclave all’interno del piano sottinterrato. Si tratta però di una macchina molto rumorosa le cui vibrazioni arrivano sin dentro il tuo appartamento. Insieme a te si sono lamentate altre famiglie. 

Hai fatto presente il problema all’amministratore chiedendo l’intervento di un tecnico che verifichi il corretto funzionamento dell’impianto. Secondo però il capo condomino, è tutto nella norma: il rumore rientra nell’ordinaria soglia di un impianto la cui potenza deve soddisfare numerosi appartamenti. 

In queste condizioni non puoi né vivere, né riposare, né trovare con facilità un acquirente disposto a comprare la casa, con conseguente svalutazione economica. Ti chiedi allora cosa fare contro l’autoclave condominiale rumorosa. Contro chi devi agire per il risarcimento del danno arrecato alla tua tranquillità domestica? È possibile chiedere l’insonorizzazione? 

L’argomento non è nuovo alla giurisprudenza. Già svariate volte i tribunali italiani si sono pronunciati in merito alle molestie acustiche provocate da impianti rumorosi, siano essi quelli del riscaldamento, dell’aria condizionata, dell’ascensore o dell’autoclave. 

Vediamo dunque come ci si deve comportare in casi simili.

Pompa autoclave: a chi appartiene? 

Per sapere cosa fare se l’autoclave condominiale è rumorosa dobbiamo innanzitutto individuare il soggetto a cui rivolgersi.

Il condominio non esiste in qualità di ente a sé stante, separato dai singoli proprietari degli appartamenti. Il condominio non è altro che un “ente di gestione”, costituito dalla sommatoria dei vari condòmini, i quali sono rappresentati dall’amministratore. 

L’autoclave condominiale pertanto appartiene a tutti i condomini, in proporzione ai rispettivi millesimi.

In qualità di proprietari, i condomini sono dunque responsabili dei danni che l’impianto procura a terzi.

Autoclave rumorosa: a chi rivolgersi?

Dalla condominiali dell’impianto – qualunque esso sia – deriva che il condomino danneggiato dai relativi rumori deve rivolgere le proprie rimostranze all’amministratore di condominio. Sarà meglio adottare la forma scritta: così, è più opportuno, piuttosto che una telefonata, spedire una raccomandata a.r. o una Pec di cui l’amministratore deve essere, per legge, dotato. Questi dovrà riferirne all’assemblea in modo da tenere al corrente tutti i condomini di eventuali contestazioni. Nello stesso tempo, è tenuto a prendere urgentemente i provvedimenti necessari ai fini di una verifica circa la corretta funzionalità dell’impianto e dell’assenza di molestie.

Il fatto che l’impianto sia a norma non significa che non possa determinare un rumore intollerabile. Pertanto, l’analisi andrà fatta con molta accuratezza.

Quando l’impianto condominiale è rumoroso?

Prima di imbracciare il fucile dello scontro giudiziale e citare in tribunale il condominio, sarà però bene verificare che l’impianto superi i limiti di legge della rumorosità. Come abbiamo detto, l’attestazione del collaudo e la rispondenza della macchina alle specifiche tecniche di fabbricazione, non escludono che la stessa, nel caso concreto – magari per il suo posizionamento – possa essere eccessivamente rumorosa e molesta. 

Per stabilire dunque se l’impianto condominiale è rumoroso o meno dobbiamo riferirci alle normativa civilistica. In particolare, l’articolo 844 del codice civile stabilisce il diritto di far cessare tutti i rumori ritenuti «intollerabili». La norma però non dice cosa debba ritenersi “intollerabile”, né fissa dei limiti di decibel. 

È quindi il giudice a determinare, di volta in volta, se il rumore dell’impianto condominiale è da ritenersi rientrante nella soglia della normale tollerabilità o meno.

Cosa fare se l’autoclave condominiale è rumorosa?

In termini pratici, una volta diffidato il condominio in persona dell’amministratore, bisogna verificare se c’è la volontà, da parte di quest’ultimo di nominare un tecnico di reciproca fiducia affinché, ai fini transattivi e quindi in via bonaria, stabilisca con una perizia se effettivamente l’autoclave è rumorosa. La valutazione viene di solito fatta tenendo conto della prassi giurisprudenziale (non avallata però da alcuna norma) in forza della quale si considera intollerabile ogni rumore che supera di 3 decibel il rumore di fondo (quello cioè proveniente dall’esterno dell’abitazione e dalla strada).

Qualora il condominio non voglia tentare una soluzione pacifica, bisognerà ricorrere a un avvocato affinché provveda a chiamare in causa il condominio. Lo può fare nelle due forme dell’atto di citazione (in tal caso, si instaura una causa regolare nel corso della cui istruttoria l’attore deve produrre le prove a proprio favore) oppure del ricorso per l’accertamento tecnico preventivo (in questo caso, il presidente del tribunale nomina subito un perito che rediga un elaborato, in modo da consentire alle parti di regolare un’eventuale transazione).

Una volta avviato il giudizio, il tribunale si avvale di un perito, il cosiddetto ctu (ossia il consulente tecnico d’ufficio), che farà una perizia fonometrica. Le spese del giudizio e del perito vengono anticipate dall’attore, ossia dal condomino che agisce in giudizio, per poi essere rimborsate dalla controparte se la domanda giudiziale viene accolta.

Se il ctu dovesse confermare l’intollerabilità dei rumori, il condominio verrà condannato:

  • a insonorizzare l’impianto o a sostituirlo con uno meno rumoroso o a prendere tutti i provvedimenti necessari a eliminare la molestia acustica;
  • a risarcire i danni al proprietario dell’appartamento per la compromissione della qualità della vita.

Autoclave condominiale rumorosa: sentenze

Il proprietario danneggiato da immissioni rumorose eccedenti la normale tollerabilità, concorrentemente all’azione ordinaria da responsabilità aquiliana esperibile ex art. 2043 c.c., può agire per ottenere l’inibizione delle turbative ex art. 844 c.c. anche nei confronti del condominio (nella specie: immissioni rumorose in un appartamento provenienti dall’impianto di riscaldamento centralizzato sito in un locale adiacente all’appartamento stesso).

Tribunale , Milano , 02/06/1988

Accertata l’intollerabilità ex art. 844 c.c. dei rumori provenienti dall’impianto di riscaldamento condominiale e che investono la proprietà dagli attori, condanna il convenuto condominio a provvedere alla immediata cessazione di detti rumori, adottando definitivamente gli interventi necessari per la loro eliminazione come indicato dal c.t.u.

Giudice di pace , Milano , 13/02/2007 , n. 2239

Sussiste l’obbligo del condominio di risarcire sia il danno biologico che il danno morale subito da un condomino a causa delle immissioni sonore, superiori alla normale tollerabilità, provenienti dalla centrale dell’impianto comune di riscaldamento. La liquidazione del danno va effettuata con criterio equitativo dal giudice e non può consistere in una somma meramente simbolica.

Corte appello , Milano , 18/09/1990


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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