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Classificazione delle strade e limiti di velocità

20 Maggio 2020 | Autore:
Classificazione delle strade e limiti di velocità

Disciplina, regole e procedure da seguire quando si circola con i veicoli. Quali sono le sanzioni per le infrazioni ai divieti introdotti dal legislatore.

Hai da poco compiuto diciotto anni, una tappa essenziale nella vita di ogni persona. Sei diventato grande e, quindi, hai assunto una nuova posizione nella società.

Sei consapevole del ventaglio di opportunità che adesso bussano alla tua porta? Pensa, ad esempio, alla possibilità di prendere la patente. Puoi finalmente spostarti autonomamente senza dover chiedere un passaggio ai tuoi genitori.

Decidi di lanciarti in questa nuova avventura. Non stai nella pelle, sei pronto a iscriverti alla scuola guida e a cimentarti nella conduzione di una macchina. Hai sempre sognato di viaggiare in lungo e in largo con la tua automobile. Adempi quindi a tutte le procedure burocratiche, paghi la retta di iscrizione e inizi a fare lezione.

Durante la prima giornata di corso il docente inizia a parlare di precedenze, di tipologie e di caratteristiche delle automobili, di segnaletica stradale e di controlli di polizia, di divieti e di sanzioni, di classificazione delle strade e di limiti di velocità.

Entri in crisi: non sapevi che esistono così tante differenze da memorizzare. Ma poi: a cosa servono queste ripartizioni? Cosa accade se non si rispettano le regole?

Nelle righe che seguono ci occupiamo proprio di questo argomento. Leggi il nostro articolo, perché ti forniremo alcuni utili suggerimenti.

Che cos’è il codice della strada?

Con il termine strada si indica ogni area ad uso pubblico destinata alla circolazione di veicoli, animali e pedoni.

Tutte le norme che disciplinano la condotta da tenere in tale contesto sono contenute nel Codice della Strada adottato nel 1990 e successivamente modificato e aggiornato. Si tratta di un corpo normativo composto da sette Titoli. Ognuno di essi si occupa di un aspetto specifico, ossia:

  1. disposizioni generali in materia di circolazione stradale;
  2. costruzione e tutela delle strade;
  3. veicoli;
  4. guida dei veicoli e conduzione degli animali;
  5. norme di comportamento;
  6. condotte illecite e relative sanzioni;
  7. disposizioni finali.

Ciascun titolo regola quindi le diverse circostanze che possono incidere (positivamente o negativamente) sulla sicurezza e sulla regolarità della circolazione stradale. La legislazione in tale materia è, infatti, completa e puntuale.

Quali sono i principi che si applicano alla circolazione dei veicoli?

Il Codice della Strada introduce una serie di principi e di regole di comportamento inderogabili. Tali disposizioni, se vengono violate, portano all’applicazione di sanzioni amministrative di carattere pecuniario e, nei casi più gravi (pensa, ad esempio, a incidenti mortali) a responsabilità di tipo penale.

Le regole si riferiscono a ogni ambito della circolazione: la velocità, il sorpasso, il rispetto della segnaletica stradale, la distanza di sicurezza, la sosta e la fermata, il comportamento nei confronti dei pubblici ufficiali.

Tutte le prescrizioni fanno capo ai seguenti principi generali:

  • gli utenti della strada devono comportarsi in modo tale da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione;
  • la sicurezza delle persone nella circolazione stradale rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato.

Al fine di ridurre il numero degli incidenti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con la Commissione europea, definisce quindi un apposito Piano nazionale per la sicurezza stradale. In tal senso, tra le altre cose, vengono periodicamente realizzate opere di sensibilizzazione e di educazione dell’opinione pubblica sulle cause e sugli effetti degli incidenti stradali.

Come sono classificate le strade e quali sono i limiti di velocità?

Il Codice della Strada opera un’interessante distinzione tra le varie tipologie di strade presenti sul nostro territorio.

Le disposizioni previste in materia hanno il compito di adattare la circolazione dei veicoli alle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali dei percorsi stradali. È chiaro, ad esempio, che non è possibile mantenere la stessa condotta di guida sull’autostrada e su una strada urbana in prossimità di una scuola. Per tal motivo il legislatore individua anche limiti di velocità diversi.

Ma procediamo con ordine.

Quali sono le tipologie di strade?

Le strade, che devono avere le caratteristiche minime indicate nel Codice, sono classificate nei seguenti tipi:

  1. autostrade: sono strade extraurbane o urbane a carreggiate indipendenti o dotate di spartitraffico invalicabile. Esse sono contraddistinte da apposita segnaletica di colore verde, sono riservate alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e devono essere:
  • dotate di almeno due corsie di marcia;
  • dotate di eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza (o banchina pavimentata a destra);
  • sprovviste di intersezioni a raso e di accessi privati;
  • dotate di recinzione e di sistemi di assistenza all’utente lungo l’intero tracciato;
  1. strade extraurbane principali: presentano in linea di massima le medesime caratteristiche delle autostrade. La differenza principale sta nel fatto che in tali casi possono essere presenti accessi alle proprietà laterali;
  2. strade extraurbane secondarie: sono strade a unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine;
  3. strade urbane di scorrimento: sono strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia. In tali tratti possono essere presenti corsie riservate ai mezzi pubblici, marciapiedi e semafori;
  4. strade urbane di quartiere: sono strade a unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi;
  5. strade locali: sono strade urbane o extraurbane che non rientrano nelle altre categorie di strade;
  6. itinerari ciclopedonali: sono strade locali, urbane, extraurbane o vicinali destinate prevalentemente alla circolazione di pedoni e biciclette. Esse devono essere dotate di particolari presidi di sicurezza.

Le strade extraurbane, principali e secondarie, a seconda dell’ente di appartenenza, si distinguono a loro volta in:

  • statali;
  • regionali;
  • provinciali;
  • comunali.

Infine, sono considerate “di servizio” le strade affiancate a percorsi principali (autostrade, strade extraurbane principali, strade urbane di scorrimento) aventi la funzione di consentire:

  • la sosta e il raggruppamento degli accessi delle proprietà laterali alla strada principale;
  • il movimento e le manovre dei veicoli non ammessi sulla strada principale.

Quali sono i limiti di velocità?

L’automobilista e il conducente di veicoli a due ruote deve regolare la velocità in modo tale da evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose e ogni altra causa di disordine della circolazione. Per fare ciò deve tenere in considerazione diversi fattori:

  • caratteristiche, stato e carico del veicolo;
  • caratteristiche e stato della strada e del traffico;
  • ogni circostanza di qualsiasi natura che può ostacolare la normale circolazione.

A ciò si deve aggiungere l’obbligo di rispettare i limiti di velocità indicati per le singole tipologie di strade, ossia:

  • autostrade: massimo 130 km/h;
  • strade extraurbane principali: massimo 110 km/h;
  • strade extraurbane secondarie e strade extraurbane locali: massimo 90 km/h;
  • strade dei centri abitati: massimo 50 km/h con possibilità di elevare tale limite a 70km/h per le strade in cui ciò sia consentito dalle caratteristiche costruttive e funzionali, previa installazione di apposita segnaletica.

Entro tali limiti i proprietari delle strade possono fissare velocità diverse se le condizioni del percorso lo consentono. In ogni caso, il conducente non può mai mantenere una velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.

Infine, particolari limitazioni sono previste per determinate categorie di veicoli:

  • ciclomotori: 45 km/h;
  • autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri abitati; 30 km/h nei centri abitati;
  • macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi analoghi; 15 km/h in tutti gli altri casi;
  • quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;
  • treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
  • autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;
  • autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;
  • autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
  • autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t se adoperati per il trasporto di persone: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
  • mezzi d’opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.

Chiunque non rispetta i limiti di velocità è soggetto a sanzioni amministrative che vanno, a seconda dei casi, da 41 sino 3.287 euro. A tale provvedimento è possibile affiancare la pena accessoria della sospensione della patente.



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