Diritto e Fisco | Articoli

Come delimitare proprietà privata

19 Maggio 2020
Come delimitare proprietà privata

Recinti, rete, filo spinato, muri, cartelli con la scritta “proprietà privata” e altre soluzioni per proteggere strada e terreni dagli estranei e dai ladri.

Non è raro imbattersi in abusi da parte di terzi che invadono terreni, strade e cortili privati. Il più delle volte si tratta di episodi sporadici che, singolarmente presi, rendono eccessivo il ricorso alla tutela legale. Ma quando i comportamenti si ripetono, diventa necessario prendere precauzioni per disincentivare l’arbitraria occupazione della proprietà privata.

Così c’è chi ricorre alla sedia di plastica o alla cassetta della frutta per evitare che qualche estraneo occupi il posto auto; c’è chi usa il filo spinato per impedire ai curiosi di entrare in un terreno agricolo; c’è chi ricorre al cartello “Proprietà privata: vietato l’accesso” per far sapere a tutti che la stradina è interdetta al traffico. Ma cosa si può fare e cosa invece è vietato? Come delimitare la proprietà privata? 

In questo breve articolo chiariremo tutti gli strumenti che, con il fai-da-te, è possibile utilizzare, nel pieno rispetto della legge, per difendere i propri confini. Lo faremo partendo proprio dalla nozione di proprietà e dai poteri che sono riconosciuti, per legge, al relativo titolare. Ma procediamo con ordine.

Cosa si può fare nella propria proprietà

La proprietà è il diritto più ampio che il nostro ordinamento conosca. Il proprietario di un oggetto o di un immobile ne può fare quello che vuole: può sfruttarlo, trasformarlo, venderlo, donarlo o lasciarlo inutilizzato senza perciò subire alcuna limitazione. Il suo diritto è protetto nei confronti della collettività che non può porre alcun atto di ingerenza.

Il solo limite della proprietà è costituito dalla proprietà altrui: non si può, ad esempio, realizzare uno scavo o una condotta di acqua piovana che danneggi un terreno confinante; non si può costruire, in un terreno, una struttura senza rispettare le distanze dal confine, non si può aprire una finestra troppo vicina alla proprietà del vicino e così via.

In questi termini, è certamente lecito delimitare la proprietà privata solo se la recinzione o il cartello sono compresi all’interno dell’area del titolare. Vincoli invece più stringenti sono previsti quando si appone un avviso o una barriera all’esterno, nel qual caso bisognerà tenere conto che non si può utilizzare un bene pubblico senza l’autorizzazione della competente amministrazione.

C’è poi da considerare che, nel momento in cui si utilizzano degli strumenti di difesa che possono provocare lesioni (ad esempio, i cocci di vetro o il filo spinato) si dovrà porre maggiore attenzione per non subire procedimenti penali in caso di lesioni a terzi.

Passiamo ora a verificare come delimitare la proprietà privata.

Il recinto

Il recinto è il metodo più antico per delimitare una proprietà privata. Se costituito da una staccionata ancorata al suolo ma facilmente rimovibile, l’opera non richiede il permesso del Comune. Come infatti chiarito dalla giurisprudenza [1], «le recinzioni sono irrilevanti sul piano edilizio e non richiedono autorizzazioni se realizzate con modalità e materiali che rendano la stessa funzionale a delimitare la proprietà senza realizzare una trasformazione del territorio apprezzabile sul piano edilizio. Tale, ad esempio, è il caso delle recinzioni realizzate con pali di legno infissi nel terreno sul quale è apposta una rete o il filo spinato» [2].

Anche per la Cassazione [3] «la recinzione di un fondo rustico necessita di concessione del sindaco solo se realizzata con opere edilizie permanenti, quali ad esempio l’erezione di un muro in cemento armato o comunque in mattoni e malta cementizia, anche alto fuori terra solo 80 cm. La concessione non è invece necessaria se la recinzione è realizzata con opere non permanenti, quali ad esempio semplici paletti conficcati nel terreno e filo spinato o un muretto cosiddetto a secco».  

Filo spinato

Si può certamente delimitare la proprietà con filo spinato purché si rispettino le seguenti condizioni:

  • il reticolo e la staccionata su cui esso viene appoggiato devono trovarsi all’interno e non all’esterno della priorità privata;
  • il filo spinato non deve essere nascosto o camuffato. Se il filo non dovesse essere ben visibile (si pensi al caso in cui risulti coperto da una siepe), si dovrà apporre un cartello in cui si avvertono gli eventuali passanti della presenza del pericolo;
  • il filo spinato non deve essere attraversato da linea di corrente per provocare scosse nel malcapitato.

Secondo la giurisprudenza, l’apposizione di un recinto con filo spinato non richiede il permesso a costruire del Comune. Si tratta pertanto di un’opera che può essere eseguita autonomamente senza bisogno di autorizzazioni. 

Leggi sul punto È legale mettere il filo spinato?

La rete

Seppure su un piano estetico è la soluzione meno piacevole, la rete appoggiata su pali in legno o metallo è un valido sistema per recintare la proprietà privata. Si tratta di un’opera che non richiede la licenza edilizia: per cui non bisogna avviare alcuna pratica presso il Comune. 

Muro di confine e cocci di vetro

Un altro sistema per impedire a ladri e malintenzionati di entrare nella proprietà privata è di realizzare un muro di cinta in cemento. La sua erezione, se supera gli 80 cm dal suolo, richiede il permesso di costruire da parte del Comune.

Alcuni proprietari vanno oltre e vi posizionano, di sopra, svariati cocci di vetro (ad esempio, recuperati da bottiglie rotte), in modo da impedire che qualcuno possa scavalcare. 

Anche in questo caso, il proprietario dovrà fare in modo che il sistema di difesa sia facilmente visibile; in caso contrario, dovrà essere affisso un avviso di dimensioni sufficienti per essere letto da tutti.

La siepe 

Il verde è il miglior arredo e anche la soluzione più eco-sostenibile per delimitare la proprietà privata. Ma bisogna fare attenzione a rispettare le distanze dal confine.

La siepe che funge da muro di confine tra due proprietà si presume (salvo prova contraria) in comune tra i titolari dei relativi immobili. Questo significa che entrambi devono concorrere, al 50%, alle spese per la loro manutenzione, potatura, irrigazione, ecc.

Se però la siepe si trova all’interno di un recinto, essa appartiene al proprietario del terreno recintato ma va posizionata rispettando le seguenti distanze dal confine:

  • non meno di mezzo metro dal confine, in generale;
  • non meno di un metro per le siepi di ontano, castagno e di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo;
  • non meno di due metri per le siepi di robinie.

Tali regole sulle distanze non si applicano più nel caso in cui:

  1. sul confine esiste già un muro divisorio – di proprietà esclusiva o in comune – a condizione che le siepi siano tenute ad altezza pari od inferiore al muro stesso;
  2. se i due fondi sono separati da un fosso in comproprietà;
  3. alle piante in vaso mobile e alle piante rampicanti.

Cartello proprietà privata

Un tradizionale modo per delimitare una strada, un parcheggio, un cortile o l’accesso a un fondo è l’apposizione del cartello proprietà privata. La dimensione dello stesso e la rappresentazione grafica sono libere se apposto all’interno del terreno privato. Viceversa, se il cartello viene posto sul suolo pubblico (ad esempio, la strada comunale che dà all’ingresso del terreno) è necessario:

  • che il segnale rispetti le indicazioni previste dal codice della strada;
  • che il proprietario chieda prima l’autorizzazione al Comune.

Le stesse regole valgono nel caso di cartelli del tipo “strada privata” o “divieto di accesso” che affacciano per l’appunto sulla pubblica strada.

Si ricordi peraltro che la maggior parte dei Comuni italiani ha adottato dei regolamenti che, nel rispetto di quanto previsto dal codice della strada, disciplinano l’installazione di cartelli di questa tipologia; sia sotto il profilo morfologico, che sotto quello delle necessarie autorizzazioni.


note

[1] Tar Toscata, Firenze, sent. n. 4452/2008.

[2] Cass. sent. del 25.01.1988.

[3] Cass. sent. del 16.11.1982.

Autore immagine: it.depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube