Coronavirus: novità sullo smart working

19 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: novità sullo smart working

Nunzia Catalfo: «Un tema che necessita di particolare attenzione visto che si è molto diffuso. Ed èuna modalità che in alcuni casi potrà restare».

La pandemia ha costretto il Governo ad adottare numerose misure restrittive. Molti lavoratori hanno dovute abbassare le serrande durante il lockdown. Molte aziende hanno fatto ricorso allo smart working. Questa tipologia di lavoro resterà anche al di là dell’emergenza Coronavirus e il suo impiego sarà al centro di un tavolo di confronto con i sindacati per affinare le norme che già esistono a riguardo.

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo dai microfoni di Rainews24, come riporta una nota dell’agenzia Adnkronos, ha sottolineato che lo smart working «Resterà sicuramente al momento per evitare ancora ulteriori contagi e anche per i lavoratori con bambini under 14 anni o con determinate patologie. E’ un tema molto importante e io mi sono già impegnata a parlarne con i sindacati che mi hanno già chiesto un incontro: il tema che è meritevole di un’attenzione maggiore nonostante ci sia una norma che già lo regola».

Uno strumento di politica attiva con cui allegerire quegli strumenti di politica del lavoro passivi per rendere piu competitivi lavoratori e aziende a farli uscire così dall’impasse della crisi da Covid 19.

Il ministro Catalfo spiega che «Da una parte abbiamo un importante finanziamento della cassa integrazione, cioè di strumenti di sostegno al reddito. E, dall’altra per mantenere la foto occupazionale dell’Italia così com’era prima del virus, abbiamo accompagnato la cig con lo stop ai licenziamenti. Ma è chiaro che bisogna pensare di inserire una nuova misura di politica attiva, non passiva che accompagni la rimodulazione dell’orario di lavoro in questo periodo di riapertura. E che dirà che temporaneamente si potranno rimodulare le ore di lavoro destinando quelle che restano alla formazione».

«La formazione dunque andrebbe retribuita, e i versamenti contributivi sarebbero a carico dello Stato. Questo ci consentirebbe di affrontare la riorganizzazione delle aziende e di mantenere il lavoratore nel proprio posto di lavoro che è un forte valore aggiunto perché lui accresce le sue competenze e anche per l’azienda che potrà usare un lavoratore più competitivo», conclude. Un primo passo per affrontare quello che stiamo vivendo in Italia e in Europa.



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