Coronavirus: gli effetti su bambini e adolescenti

19 Maggio 2020
Coronavirus: gli effetti su bambini e adolescenti

Come hanno vissuto e come stanno vivendo l’emergenza sanitaria? L’indagine condotta da Telefono Azzurro e Doxa.

Uso eccessivo dei social network, isolamento dal mondo esterno e variazioni nel ritmo del sonno. Sono queste le reazioni più riscontrate nei figli, rispetto all’attuale situazione di emergenza sanitaria causata dal Covid-19 secondo l’indagine ”Abitudini e scuola ai tempi del Covid-19”, elaborata da Telefono Azzurro e Doxa. Un’indagine da cui emerge anche che la didattica a distanza ha rivoluzionato gli spazi e ridefinito le modalità dell’insegnamento comportando un coinvolgimento rilevante dei genitori nelle attività scolastiche.

“Abbiamo ascoltato i bambini e gli adolescenti – sottolinea Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro in una nota riportata dall’Adnkronos – e sulla base di questi dati abbiamo pensato di trovare delle risposte per il mondo della scuola, per i disagi di bambini e adolescenti, per la società civile al fine di creare un confronto permanente con incontri e riflessioni aperte per dare risposte concrete. Per questo in partnership con Vita, abbiamo deciso di inaugurare uno spazio di riflessione e confronto che abbia al centro il futuro delle ragazze e dei ragazzi di questo Paese. Abbiamo il compito di interrogarci su come bambini e adolescenti abbiano vissuto e stiano vivendo l’emergenza Coronavirus e quali siano stati gli effetti della quarantena sulle dinamiche familiari”.

Le problematiche riscontrate cambiano in base all’età e al numero dei figli: per il 35% dei genitori che hanno più di un figlio e in particolare quelli di bambini fra i 3 e i 5 anni e di ragazzi fra 14 e 18 anni, la preoccupazione maggiore dei figli è di non poter più vedere gli amici. Il 36% dei genitori con figli fra i 6 e i 10 anni riscontrano un eccessivo uso dei social network nei giochi online, soprattutto se si ha più di un figlio, e la percentuale sale al 40% per la fascia che va dagli 11 ai 13 anni.

Il 25% dei genitori con figli fra gli 11 e i 13 anni, rileva ancora l’indagine, riscontra nei figli il problema dell’isolamento, percentuale che sale al 35% nei genitori che hanno più di un figlio mentre il 36% dei bambini fra i 3 e i 5 anni hanno importanti variazioni del ritmo del sonno.

Anche la didattica a scuola sta vivendo un frangente inedito e inaspettato che ha cambiato di colpo spazi e modi dell’insegnamento. Il 71% dei genitori dichiara che i figli seguono le lezioni scolastiche online, uno su 2 tutti i giorni; mentre nel caso di figli più grandi, dagli 11 anni in su, la percentuale si alza arrivando al 91% per i ragazzi fra gli 11 e i 13 anni.

La ridefinizione dei modi di insegnamento ha modificato il coinvolgimento dei genitori nelle attività scolastiche dei figli: l’impegno è aumentato per il 68% dei genitori, soprattutto per chi ha figli fra i 6 e i 10 anni (78%) e nella fascia di età dagli 11 ai 13 anni (74%). Dalla ricerca emerge inoltre come il 64% dei genitori abbia dovuto seguire i bambini nei compiti più di prima, mentre il 54% abbia dovuto aiutare nel collegamento per le lezioni online. Il 56% è intervenuto anche nella parte di didattica o si è confrontato maggiormente con gli insegnanti (46%) e con gli altri genitori (25%). I genitori che hanno più di un figlio hanno riscontrato con più frequenza difficoltà nella gestione della didattica online.

L’80% dei genitori si ritiene comunque soddisfatto degli insegnanti nel rapporto con gli studenti; il 74% soddisfatto della gestione delle lezioni da parte dei docenti e il 61% è soddisfatto degli strumenti che la scuola ha messo a disposizione. Ad essere soddisfatti della didattica sono soprattutto i genitori degli adolescenti.

Il 70% dei genitori è favorevole a riaprire le scuole a settembre, ove possibile, per garantire il rientro dei figli in sicurezza, dal 23% dei genitori sono stati riscontrati momenti di difficoltà nel nucleo familiare durante la quarantena, per il 18% è stato difficile trovare spazi adeguati all’interno della casa, il 17% riferisce che è stato complesso coordinarsi con gli strumenti tecnologici presenti in casa e per il 20% è faticoso coordinarsi tra lavoro e scuola, inoltre dal 37% abbiamo un riscontro positivo per la possibilità di condividere del tempo insieme alla famiglia.

La preoccupazione di un possibile contagio, dovuto alla riapertura, risulta ancora molto elevata e cresce con l’aumentare dell’età: per il 51% la preoccupazione è molto/abbastanza alta per i bambini fino ai 5 anni; per gli adolescenti dai 14 ai 18 anni la percentuale sale al 64% e per gli adulti con oltre 50 anni arriva all’83%.



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