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Avvocati: niente rimborso a spese forfetarie

23 Ottobre 2013
Avvocati: niente rimborso a spese forfetarie

Nell’attuale regime dei parametri, succeduto alle tariffe, manca il decreto che consenta al giudice di quantificare il compenso relativo alle spese, un tempo stabilite al 12,5%.

Una recente sentenza della Cassazione [1] fa il punto sull’applicazione del rimborso forfettario per l’avvocato.

La Suprema Corte ricorda in particolare due princìpi.

I “parametri” forensi del 2012 [2] si applicano (al posto delle “tariffe” che, invece, vigevano prima) anche alle cause iniziate prima dell’approvazione della nuova disciplina. Rileva, infatti, solo il momento di liquidazione da parte del giudice. In particolare, bisognerà applicare i parametri (invece delle tariffe) ogni qualvolta la liquidazione del giudice intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale dell’estate 2012. In altri termini, ricadono nella disciplina dei “parametri” le prestazioni professionali che, alla data del 23 agosto 2012, non sono state ancora liquidate dal magistrato e, quindi, risultino ancora non completate.

È quindi irrilevante che una prestazione sia iniziata e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate.

Il secondo principio affermato dalla Cassazione è che, nel regime dei “parametri”, agli avvocati non è dovuto il “rimborso delle spese forfettarie”. La legge professionale infatti, esige, per tale voce, un decreto che non è mai intervenuto. Pertanto non basta, per l’avvocato, la generica previsione di una voce denominata “spese forfetarie” se invece non sono dettagliatamente motivate e documentate.

La situazione attuale vede quindi non liquidabili dal giudice le “spese forfetarie”: il giudice non può liquidare nel compenso degli avvocati quelle che, nell’estate 2012, erano denominate “spese generali” (12,5%).


note

[1] Cass. sent. n. 43142/13.

[2] D.M. n. 140/2012 del 20.07.2012, in Gazz. Uff. il 22.08.2013.


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2 Commenti

  1. E allora hanno detto fesserie ad agosto gli stessi parrucconi: «l’avvocato ha sempre diritto al rimborso forfetario delle spese generali anche senza una istanza specifica» (cosí, Cass. 2 agosto 2013, n. 18518).

  2. Se non erro in Cass. n° 18518/2013 si discuteva di parcelle predisposte secondo le previgenti Tariffe, la cui normativa presupposta prevedeva espressamente il rimborso forfettario.

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