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Coronavirus, Conte all’Oms: dati incoraggianti

19 Maggio 2020
Coronavirus, Conte all’Oms: dati incoraggianti

Il presidente del Consiglio parla all’assemblea mondiale della salute. Sostegno ai paesi vulnerabili, appello all’unità e sacrifici collettivi che hanno funzionato, i punti salienti del suo intervento.

Dopo due mesi di sacrifici, arrivano i risultati. Giuseppe Conte è intervenuto oggi pomeriggio alla sessione conclusiva della 73esima assemblea mondiale della salute. Ha parlato degli sforzi del suo paese per combattere contro il Coronavirus. Sforzi ripagati, anche se bisogna ancora tenere duro e rispettare le regole per la nostra sicurezza.

“L’Italia – ha detto il presidente del Consiglio – è stata uno dei primi e più colpiti paesi da questa pandemia. A marzo, abbiamo assunto misure drastiche per contenere la diffusione del virus. Dopo due mesi, i dati epidemiologici sono incoraggianti: confermano che i nostri sforzi e i sacrifici collettivi hanno dato i loro frutti”.

La lotta non è finita

Distanziamento sociale e dispositivi di protezione dovranno entrare a far parte delle nostre abitudini a tempo indeterminato. La prudenza è d’obbligo, a maggior ragione ora che siamo entrati nella cosiddetta “Fase 2 della Fase 2”. E non è finita: i prossimi saranno giorni di riaperture scaglionate. “Ora stiamo allentando la maggior parte delle restrizioni, pur mantenendo rigorose misure di sicurezza per ogni attività sociale e commerciale – ha proseguito il premier italiano -. Andiamo avanti nel rafforzare il nostro sistema sanitario, aumentando le unità di terapia intensiva e assumendo medici e operatori sanitari”.

“Abbiamo ampliato i test – continua Conte – e sviluppato un piano di monitoraggio nazionale, in sinergia con le nostre autorità locali. Stiamo entrando nella Fase 2 con cauto ottimismo e senso di responsabilità”, rivendica Conte. Che resta realista e tiene la barra dritta sulla linea della cautela: “Sappiamo che la nostra lotta è lungi dall’essere finita. E a tal fine, abbiamo ancora bisogno l’uno dell’altro. La salute globale è la nostra priorità condivisa e deve essere la nostra responsabilità comune. Oggi più che mai, crediamo che insieme ce la faremo”.

Parola chiave: cooperazione

Un nuovo appello all’unità, quindi, per uscire dall’emergenza presto. “Questa 73esima assemblea mondiale arriva in un momento cruciale, nel mezzo della nostra lotta contro la minaccia della pandemia di Covid-19 – ha dichiarato il capo del governo italiano -. Il virus ha cambiato la nostra vita in modi che non avremmo mai immaginato solo pochi mesi fa. Stiamo vivendo una crisi globale senza precedenti, una crisi che non conosce confini e non risparmia regione: possiamo solo superarla insieme, attraverso la solidarietà, la cooperazione e la responsabilità reciproca”.

“Sin dall’inizio della pandemia – ha dichiarato il presidente del Consiglio – l’Italia ha promosso il rafforzamento della leadership globale e della solidarietà internazionale per gestire l’emergenza e accelerare soluzioni sostenibili a lungo termine guidate da scienza, ricerca e medicina. Il risultato di questa assemblea mostra il valore della nostra cooperazione e stabilisce un quadro per una risposta efficace”.

Impreparati e resilienti

Non è stato facile. Tutt’altro. “Sistema che regge, paese che reagisce. L’Italia, un miracolo“, titolava appena qualche giorno fa Il Foglio, su un editoriale di Giuliano Ferrara. “Ammettiamolo – sottolinea Conte – non eravamo completamente preparati a una crisi globale così grande. Abbiamo dimostrato grande resilienza ma ora siamo chiamati a imparare la lezione e sicuramente abbiamo lezioni da imparare. Dobbiamo rafforzare i meccanismi di allarme rapido, lo scambio di informazioni, l’identificazione delle migliori pratiche per migliorare la preparazione alla pandemia nella comunità internazionale”.

“Insieme”, per Conte, è sinonimo di “nessuno resti indietro”: “Questa crisi rischia di far deragliare gli obiettivi globali storici finora raggiunti nel settore sanitario e di interrompere il nostro percorso verso i ‘Sustainable Development Goals’ e l’intera agenda 2030, specialmente in Africa. Pertanto, l’Italia ritiene che sia molto necessario aumentare il nostro sostegno ai paesi più vulnerabili”. Conte ha assicurato il massimo impegno dell’Italia in questa direzione quando assumerà la presidenza del G20, nel 2021.

Rafforzare l’Oms

Secondo il primo ministro italiano, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) va rafforzata e non affossata, come sembra più che intenzionato a fare Donald Trump. “Fin dalla prima chiamata per un’alleanza internazionale per combattere il Covid-19, insieme all’Oms, agli attori sanitari globali e ai principali paesi partner, abbiamo lanciato ‘Act Tools Accelerator’, una piattaforma globale per accelerare gli sforzi per un vaccino, terapeutico e diagnostico, e per strumenti atti a garantire un accesso universale ed equo a questi trattamenti salvavita – spiega Conte -. Su questo, non dovremo lasciare indietro nessuno.  Come paese impegnato in un efficace multilateralismo, l’Italia ritiene che dovremmo migliorare la nostra architettura sanitaria globale, anche rafforzando il ruolo dell’Oms”.

E ricorda pandemie vecchie e temibili, ma sconfitte, e lo sforzo dell’Oms anche in quella sede: “Solo pochi mesi fa abbiamo commemorato il quarantesimo anniversario dell’eradicazione del vaiolo, per cui è stato decisivo il contributo dell’Oms. Lodiamo il lavoro di lunga data dell’organizzazione per la salvaguardia della salute delle persone, spesso svolto in circostanze estremamente difficili. La salute globale è una priorità costante e permanente per il mio paese, soprattutto nel quadro della cooperazione internazionale allo sviluppo”.


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