Coronavirus, superfici e sanificazione: quello che c’è da sapere

19 Maggio 2020
Coronavirus, superfici e sanificazione: quello che c’è da sapere

Come disinfettarle e per quanto tempo resta traccia di Covid, a seconda dei materiali: il rapporto dell’Istituto superiore di sanità.

Come si sanificano le superfici dove il Coronavirus può annidarsi? È il tema dell’ultimo dossier a cura dell’Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato oggi dal ministero della Salute. Una guida dettagliata con le informazioni utili su come azzerare il rischio di contagio attraverso un’accurata pulizia.

Per quanto tempo il virus resta sulle superfici

Intanto, c’è superficie e superficie. La durata della permanenza del virus cambia a seconda della tipologia del materiale di cui parliamo, ma sembra più stabile, in particolare, sulle superfici lisce. L’Iss ha redatto una tabella con i “tempi di pervasività”, in cui indica quanto tempo impiegano, al massimo, le particelle infettanti per contaminare la superficie e per quanto tempo restano.

Sulla carta da stampa e sulla carta velina, per esempio, particelle infettanti sono state rilevate fino a 30 minuti dalla contaminazione; dopo tre ore non sono più state rilevate. Sul tessuto, invece, il virus resiste di più: può volerci un giorno per “perfezionare” la contaminazione; dopodiché, passate 48 ore, il Covid non c’è più. Su banconote e vetro, il virus compare entro i due giorni successivi alla contaminazione; non ce n’è più traccia dopo quattro giorni. Più lungo l’intervallo di tempo su acciaio inox e plastica: le particelle virali infettanti sono state rilevate, infatti, fino a quattro giorni dalla contaminazione e non più dopo una settimana.

Il rapporto Iss ci dice anche per quanto tempo il Coronavirus resiste sulle mascherine chirurgiche: nello strato interno le particelle sono state rilevate fino a quattro giorni dalla contaminazione, sparite dopo una settimana; nello strato esterno, invece, le particelle virali sono risultate presenti fino a sette giorni dalla contaminazione.

Cosa usare per disinfettare 

I principi attivi più usati nei disinfettanti autorizzati a livello nazionale ed europeo sono l’etanolo, i sali di ammonio quaternario, il perossido d’idrogeno, il sodio ipoclorito. L’etichetta sul prodotto indica come utilizzarli. L’Iss spiega che, per le superfici in pietra, metallo o in vetro vanno usati un detergente neutro e disinfettante virucida (sodio ipoclorito 0,1 % o etanolo al 70% o altra concentrazione, purché sia specificato virucida). Sul legno, gli esperti consigliano detergente neutro e disinfettante virucida a base di etanolo (70%) o ammoni quaternari. Quanto al wc, si suggerisce pulizia con detergente e disinfezione con disinfettante a base di sodio ipoclorito almeno allo 0.1% sodio ipoclorito. Per i tessuti (cotone, lino) va bene il lavaggio con acqua calda (70-90 gradi) e detersivo per bucato. Oppure: lavaggio a bassa temperatura con candeggina o altri disinfettanti da bucato. “Non si esclude – dicono dall’Iss – che prodotti autorizzati con concentrazioni inferiori di etanolo siano comunque efficaci, in considerazione di fattori quali tempi di contatto e organismo bersaglio. Sono inoltre disponibili e validi disinfettanti per superfici, sempre autorizzati dal ministero della Salute, a base di altri principi attivi, come miscele di sali di ammonio quaternario (es. cloruro di didecil dimetil ammonio, cloruro di alchil dimetilbenzilammonio) o perossido d’idrogeno, che dichiarano in etichetta attività antivirale/virucida”.

Il rapporto dà suggerimenti anche per la pulizia di ambienti di grande valore storico, come chiese, antiche dimore o beni artistici. Su questo tema, il ministero dei Beni culturali ha redatto un’apposita guida. Basti sapere che, per le superfici in pietra o gli arredi in legno, bisogna spruzzare su carta assorbente una soluzione di disinfettante a base di etanolo al 70% o altra concentrazione, purché sia specificato che si tratta di virucida. È sconsigliata l’applicazione in presenza di finiture superficiali (lacche, resine), sensibili all’interazioni con acqua e/o solventi. Per vetro o metallo va bene un qualunque disinfettante a base di etanolo al 70%. Vivamente raccomandati carta monouso o panni puliti e disinfettati con sodio ipoclorito. Mai usare, per disinfettare opere di grande valore, prodotti con cloro (ipoclorito di sodio), che possono causare danni, anche gravi, su superfici come marmi, metalli, legni decorati.

Il glossario della pulizia

Un po’ di chiarezza sulla terminologia. Sanificare non è disinfettare, tanto per fare un esempio. L’Iss spiega tutto per filo e per segno con un mini-glossario. Perché “le parole sono importanti”, diceva qualcuno. Eccolo qui:

  • sanificazione: complesso di operazioni di pulizia e/o disinfezione che comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria, anche con il ricambio in tutti gli ambienti;
  • disinfezione: trattamento per abbattere la carica microbica. Va eseguita con disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal ministero della Salute. Devono riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione;
  • igienizzazione dell’ambiente: l’equivalente di detersione. Serve a pulire cancellando le sostanze nocive. I prodotti non autorizzati dal ministero della Salute che riportano in etichetta diciture come, ad esempio, “contro germi e batteri”, non hanno efficacia disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti);
  • detersione: rimozione e allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione è obbligatoria, prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti;
  • pulizia: attività eseguita con prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente;
  • sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube