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Coronavirus, quanto ci costerà la Fase 2

19 Maggio 2020
Coronavirus, quanto ci costerà la Fase 2

Le associazioni a tutela dei consumatori lanciano l’allarme rincari.

Riaprire costa. Chi ha dovuto chiudere a lungo l’attività, causa Coronavirus, sta praticando prezzi più alti. Non è un fenomeno generalizzato naturalmente, ma sono molte le segnalazioni da tutta Italia che stanno giungendo in queste ore ad associazioni come Codacons, Altroconsumo e Coldiretti.

L’aggravio di spesa

Codacons ha quantificato le perdite addebitabili ai rincari della Fase 2 in 563 euro a famiglia, a causa sia dei mancati introiti da chiusura e distanziamento sociale, sia dei costi sostenuti dagli esercenti per mettere in sicurezza i locali: barriere in plexiglass, detergenti, sanificazione. Il decreto Rilancio, a questo proposito, ha previsto, in realtà, un aumento del bonus sanificazione, con un credito d’imposta del 60% fino a un massimo di 60mila euro di spesa.

Per l’associazione a tutela dei consumatori è “uno scandalo che i commercianti scarichino sui clienti i mancati guadagni”, afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, che si dice pronto a denunciare in Procura “qualsiasi speculazione sui prezzi a danno dei cittadini”, invitandoli a segnalare i rincari all’indirizzo di posta elettronica dell’associazione.

Chi ha aumentato i prezzi

Prezzi più alti al bar come dal parrucchiere: un caffè al bancone può arrivare a costare fino a 2 euro. “Rincari ingiustificati”, secondo Codacons, che ha ricevuto segnalazioni da numerose città italiane. Dai dati raccolti dall’associazione, il caffè più caro (2 euro, dicevamo) risulta essere a Milano; seguono Firenze (1,70 euro), Roma (1,50), Vicenza (1,30), Genova (1,20).

Stessa sorpresa anche in altri esercizi pubblici, come i centri per la cura della persona: messa in piega, taglio e colore dal parrucchiere costano spesso di più. L’aumento dei prezzi, secondo l’associazione a tutela dei consumatori, ha interessato anche beni di prima necessità, come quelli alimentari, e potrebbe estendersi presto anche all’abbigliamento, ai ristoranti, al turismo.

Qualche consiglio per risparmiare

Codacons, come anche altre associazioni, ha redatto una sorta di decalogo per consigli di risparmio. Piccoli accorgimenti che, in alcuni casi, possono sembrare perfino scontati, ma che aiutano a non svuotare il portafogli quando si va a fare la spesa. Uno, per esempio, è quello di non comprare frutta e verdura non di stagione, e nemmeno quella in scatola, se possibile: costano molto di più. Si suggerisce anche di provare marchi alternativi, confrontare i prezzi dei prodotti per la pulizia della casa e acquistare quelli con il marchio del supermercato che, generalmente, fanno risparmiare fino al 50%.

Un’altra buona tattica, in tema invece di mascherine, è quella di comprarne grandi quantità: più sono numerose, più si risparmia. Coldiretti consiglia, invece, tra l’altro, di privilegiare i prodotti italiani e non acquistare quantitativi eccessivi di cibo per ridurre gli sprechi. Anche Altroconsumo dice di fare attenzione agli acquisti compulsivi: si può, perdendo qualche minuto di tempo, fare una bella lista ragionata dei beni da comprare; evitare, inoltre, la spesa in ore serali, quando si rischia di avere meno scelta, e nelle “ore di punta” in cui il supermercato è più pieno.



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