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Multa a minorenne

19 Maggio 2020
Multa a minorenne

Come impugnare la contravvenzione intestata al minorenne: i genitori devono pagare?

In molti ci chiedono se si possono fare le multe ai minorenni. Se un giovane che non ha ancora compiuto 18 anni dovesse infrangere il codice della strada, ad esempio conducendo un motorino senza casco o una microcar senza cinture di sicurezza e con il cellulare in mano, chi risponde della contravvenzione? 

I genitori devono pagare la multa al minorenne oppure possono fare finta di nulla? E se nessuno dovesse pagare, chi risponderebbe della successiva cartella esattoriale? 

La questione è stata più volte affrontata dalla giurisprudenza. Una recente sentenza del tribunale di Terracina [1] ripercorre quello che è ormai l’indirizzo costante della Cassazione [2]. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Chi è responsabile per le multe dei minorenni?

La legge [3] stabilisce che, per tutte le violazioni del codice della strada commesse dai minorenni, rispondono sia il padre che la madre, in solido. E questo perché è compito di questi ultimi educare il figlio e impartire loro la corretta educazione ai fini del rispetto delle regole giuridiche. 

In particolare, la norma dispone che «non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto 18 anni». Inoltre «della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto» (si pensi al caso del genitore separato e non convivente con i figli). 

La responsabilità dei genitori per le multe stradali al minorenne è un’eccezione nel campo del diritto italiano. Difatti, le sanzioni amministrative, al pari di quelle penali, seguono la regola della cosiddetta «responsabilità personale» in base alla quale solo il colpevole ne paga le conseguenze. Così, ad esempio, se un minore commette un reato, di esso risponde lui (a patto che abbia compiuto 14 anni) e non i genitori. Invece, per gli illeciti civili le conseguenze ricadono sul padre e madre che dovranno risarcire i danni provocati dal figlio. 

Infine, il minore di 18 anni non può concludere contratti, fare acquisti o vendite. In tal caso, gli atti da lui posti in essere sono revocabili dai genitori nei successivi cinque anni.

La prassi dei comandi di polizia

La prassi seguita da molti comandi di polizia è quella di elevare la multa nei confronti dei minorenni. In buona sostanza, il verbale viene “intestato” al conducente che, in questi casi però, non ha ancora compiuto i 18 anni e, quindi, non è responsabile della sanzione amministrativa.

Tuttavia, secondo la giurisprudenza non è così che deve fare il vigile; difatti, nel verbale devono risultare le generalità dei genitori e non quelle del figlio. Generalità che non possono essere ricostruite se non attenendosi alle dichiarazioni del minore stesso. 

E se il ragazzo mente e riferisce nomi falsi del padre e della madre? In tal caso, anche a voler ipotizzare che la multa non sia legittima (fermo restando la possibilità per il comando di polizia di emendare l’errore in un momento successivo), per il furbetto c’è il procedimento penale per falso, reato di cui, come abbiamo visto, risponde anche chi è minore se ha già compiuto 14 anni. Con conseguente condanna penale.

Multa intestata al minorenne: è valida?

Il verbale che indica come trasgressore il minorenne è nullo e può essere impugnato dai genitori di quest’ultimo che non può essere assoggettato a sanzione amministrativa in quanto incapace. Non conta la prassi seguita da molti comandi di polizia: è impossibile contestare il verbale all’under 18 indicandolo come trasgressore ma, una volta accertata l’infrazione al codice della strada, il verbale di contestazione va emesso nei confronti dei genitori, i quali non rispondono per responsabilità solidale ma vanno considerati – e chiaramente qualificati nell’atto – come effettivi trasgressori ai sensi dell’articolo 2 della legge 689/81. La loro responsabilità, infatti, risiede nel fatto di aver consentito al minore di violare una norma codice della strada o almeno non lo hanno impedito. 

È necessario che la polizia indichi nel verbale il rapporto che lega il ragazzo con i soggetti tenuti alla sua sorveglianza. Non è, pertanto, sufficiente notificare anche ai genitori la copia dell’atto di contestazione fatto al minorenne se non risulta accompagnata da specifici elementi rivolti nei confronti degli ascendenti.  

Che succede se i genitori non pagano la multa del figlio?

Se i genitori né pagano la multa del figlio, né fanno ricorso, la successiva cartella esattoriale verrà a loro “intestata” e indirizzata; pertanto, costituirà un valido titolo per l’esecuzione forzata (pignoramento). 

Sarebbe quindi illegittima – al pari della multa – la cartella di pagamento che riporti, quale soggetto obbligato, il nome del ragazzo e non quello dei genitori. 

Approfondimenti

Per maggiori informazioni, leggi:


note

[1] G.d.P. di Terracina (in provincia di Latina; magistrato onorario Pietro Tudino), sent. n. 619/19.

[2] Cass. sent. n. 572/1999, n. 7268/2000 e n. 4286/2002.

[3] Art. 2 Legge n. 689/1981.


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