Cassa integrazione: ritardi intollerabili e norme mancanti

19 Maggio 2020
Cassa integrazione: ritardi intollerabili e norme mancanti

Il Decreto Rilancio che dovrebbe velocizzare l’erogazione della Cig non ha ancora visto la luce. Protestano i consulenti del lavoro e i sindacati: «servono norme con efficacia immediata».

Ad oggi la cassa integrazione è stata pagata a circa 4,6 milioni di persone su una platea pontenziale di 7,2 milioni di beneficiari. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nell’audizione alla Commissione Lavoro del Senato, aggiungendo che, tra gli ammortizzatori sociali utilizzati dallo Stato “la cassa integrazione guadagni è quello più rigido”.

Intanto, mentre dopo la fine del lockdown il 76% delle attività sono state riattivate (“un dato che possiamo prefigurare come positivo: due terzi dei lavoratori sono tornati all’opera a pieno regime dal 4 maggio scorso”, ha detto Tridico) si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio.

Qui il Governo è intervenuto per velocizzare il meccanismo della cassa integrazione assicurando entro 15 giorni l’erogazione dell’assegno con un anticipo Inps del 40%. Ma lo stesso presidente dell’Inps ha precisato che i tempi per ottenerla sono più lunghi in quanto partono dopo 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Rilancio. Che ad oggi non è ancora avvenuta.

Oggi sulla questione dei ritardi e delle norme mancanti interviene il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, denunciando, in una nota riportata dall’Adnkronos, che “il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri il 13 maggio scorso e contenente misure per 55 miliardi di euro, ad oggi infatti non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Questo ritardo lascia imprese e lavoratori in uno stato di profondo disagio, mentre il Paese prova a ripartire con grande fatica dopo una lunga fase emergenziale”.

Per i consulenti del lavoro “serve un decreto legge che assegni immediatamente le risorse ai lavoratori“. In questa situazione, spiega l’Ordine, “è ancor più indispensabile ricorrere agli ammortizzatori sociali in una misura sicuramente superiore a quanto previsto, a causa del perdurare dell’emergenza economica e delle limitazioni nelle attività produttive, della conseguente contrazione dei consumi e dell’intensificarsi delle operazioni di sanificazione degli ambienti di lavoro che richiedono l’assenza dei lavoratori”. Però le misure di sostegno, attaccano i consulenti del lavoro “non arrivano“.

I professionisti ricordano che “c’è chi ha perso il lavoro nelle settimane di lockdown e non può accedere agli ammortizzatori sociali previsti dal provvedimento; ci sono i lavoratori autonomi, tra i più colpiti dalla crisi economica, che non possono ancora sperare di ricevere entro la fine del mese il nuovo bonus di 600 euro. E, poi, ci sono le aziende che hanno difficoltà ad accedere ai prestiti garantiti dallo Stato, a causa delle lungaggini burocratiche e procedurali degli istituti di credito, e che dovranno ancora attendere per ricevere i contributi a fondo perduto così come gli sconti fiscali annunciati dal Governo”.

Intanto, e nonostante tutto ciò, “il decreto Rilancio sta scontando ritardi spesso connaturati a provvedimenti normativi articolati, complessi e inerenti materie fra di loro eterogenee”, precisa la presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone.

“Per questo motivo – spiega ancora – è necessario che le ulteriori 9 settimane di ammortizzatori sociali trovino spazio in un provvedimento di immediata efficacia, che possa semplificare le procedure e dare respiro ad aziende e lavoratori. Serve un decreto legge che entri in vigore immediatamente e che avevamo richiesto già da diverso tempo. Solo così si consentirà all’Inps e agli altri soggetti coinvolti di adeguare tempestivamente le proprie procedure, nella speranza che queste, anche in forza di previsioni normative genuinamente semplificatrici riescano a scongiurare il pericolo di lasciare privi i lavoratori di qualsiasi sostentamento economico“, conclude Calderone.

Anche per i sindacati è necessario e urgente sbloccare la situazione: “Il Governo acceleri la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Rilancio e le liquidazioni degli ammortizzatori sociali. A sei giorni dalla esposizione ufficiale dei contenuti del nuovo provvedimento, non si vede ancora un testo definitivo”, dice Luigi Sbarra, Segretario Generale Aggiunto della Cisl.

“Un ritardo che genera incertezza e apprensione, specialmente tra le realtà sociali e produttive più colpite dalla crisi – ha sostenuto -. Non vorremmo davvero che queste drammatiche ore fossero utilizzate per limare e ridurre determinanti capitoli di spesa sociale”. “Bisogna mettere subito in campo risorse e strumenti – aggiunge – per garantire in particolare il rifinanziamento, il potenziamento e la rapida fruibilità di tutti gli assegni di cassa integrazione e di solidarietà bilaterale. Sono milioni le persone rimaste a reddito zero da quasi tre mesi: una condizione drammatica, insopportabile, che sta alzando la tensione sociale a livelli allarmanti”.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube