Diritto e Fisco | Articoli

Cosa cambia quando ci si sposa

12 Agosto 2020
Cosa cambia quando ci si sposa

Matrimonio e unione civile: quali sono le conseguenze per la coppia?

Il tuo fidanzato ti vuole sposare, ma tu sei indecisa perché ritieni che, al giorno d’oggi, sia meglio la semplice convivenza. Quante volte si sente in televisione che sono aumentati i divorzi in Italia? Oppure sei omosessuale e stai pensando di unirti civilmente al tuo partner? Ebbene, se ti stai chiedendo cosa cambia quando ci si sposa hai trovato la guida giusta. In questo articolo ti spiego, per filo e per segno, cos’è il matrimonio, quali effetti comporta e quali sono le differenze rispetto all’unione civile. Se l’argomento ti interessa, allora ti invito a proseguire nella lettura.

Cos’è il matrimonio?

Il matrimonio è l’atto con cui due persone di sesso diverso (quindi un uomo e una donna) danno vita al vincolo coniugale, ossia alla comunione di vita materiale e spirituale. 

In base alle leggi del nostro Stato, il matrimonio può essere:

  • civile: se celebrato davanti all’ufficiale di Stato civile;
  • concordatario: se celebrato in chiesa davanti al sacerdote e regolarmente trascritto nel registro di Stato civile;
  • canonico: se celebrato in chiesa e non trascritto nei registri di Stato civile. Si tratta, dunque, di una tipologia di matrimonio valida unicamente per la Chiesa cattolica ma non per lo Stato;
  • acattolico: se celebrato da un ministro di culto non cattolico (pensa, ad esempio, ai testimoni di Geova). Tale matrimonio può comunque produrre effetti civili se regolarmente trascritto nell’apposito registro.

Cosa sono le unioni civili?

Dal 2016, anche le coppie omosessuali (quindi dello stesso sesso) possono sposarsi ricorrendo all’unione civile. La legge Cirinnà [1] ha, infatti, previsto che due donne o due uomini possano sposarsi rendendo una dichiarazione all’ufficiale di Stato civile (di un qualsiasi Comune) alla presenza di due testimoni.

In pratica, la dichiarazione deve contenere:

  • i dati anagrafici della coppia;
  • la cittadinanza e la residenza della coppia;
  • eventuali cause che possano ostacolare la valida costituzione dell’unione civile: ad esempio, se un partner è già sposato non può assolutamente unirsi civilmente con un’altra persona;
  • la volontà della coppia di costituire l’unione civile:
  • la scelta del cognome: in parole povere, si può dichiarare se assumere il cognome unico di famiglia oppure mantenere il proprio cognome;
  • l’indicazione del regime patrimoniale: ad esempio, è possibile optare per il regime della separazione dei beni.

Affinché la suddetta dichiarazione produca effetti è necessario che venga registrata nell’archivio dello Stato civile. 

Cosa cambia quando ci si sposa

Ora che hai un quadro generale, vediamo insieme cosa cambia quando ci si sposa. Innanzitutto, devi sapere che sia il matrimonio che l’unione civile comportano per la coppia una serie di diritti e doveri. Analizziamo entrambe le situazioni.

Cosa cambia con il matrimonio

Una volta sposati si diventa coniugati, quindi marito e moglie. Pertanto, la coppia deve:

  • convivere sotto lo stesso tetto, salvo impedimenti (pensa, ad esempio, al marito che viene trasferito per lavoro in un’altra città);
  • essere reciprocamente fedele. Non sono infatti ammessi tradimenti, scappatelle, ecc. Ad ogni modo, l’obbligo di fedeltà riguarda il divieto assoluto di avere rapporti sessuali o relazioni (anche platoniche o virtuali) con altre persone;
  • assistersi moralmente e materialmente: nel primo caso, vuol dire che il partner deve comprendere l’altro, proteggerlo e sostenerlo nelle difficoltà, nel secondo caso, invece, si parla di assistenza materiale, cioè prendersi cura del coniuge durante una malattia o la vecchiaia o mantenerlo durante la separazione o il divorzio (qualora non sia economicamente autosufficiente);
  • collaborare nell’interesse della famiglia, cioè marito e moglie devono contribuire alle spese necessarie alla famiglia (comprese quelle per eventuali figli) in base alle proprie capacità economiche o lavorative.

Con il matrimonio, inoltre, si instaura automaticamente il regime di comunione dei beni: in pratica, i beni acquistati dal giorno delle nozze in poi si presumono appartenere ad entrambi i coniugi, a prescindere da chi abbia effettivamente pagato. La coppia, tuttavia, può scegliere il regime della separazione dei beni, in modo che ciascun coniuge rimanga esclusivo titolare dei beni acquistati durante il matrimonio.

Un’altra importante conseguenza che deriva dal matrimonio riguarda l’eredità. In buona sostanza, in caso di morte di un coniuge, l’altro diventa suo erede legittimario, indipendentemente da un eventuale testamento. Pertanto, al coniuge superstite spetta una quota del patrimonio del defunto. Inoltre, con la morte del coniuge, l’altro ha diritto a percepire la pensione di reversibilità, ossia una quota della pensione del deceduto.

Infine, va precisato che quando ci si sposa la moglie acquista il cognome del marito e, dopo tre anni, è possibile adottare un bambino in presenza dei presupposti previsti dalla legge.

Cosa cambia con l’unione civile

Con l’unione civile, ciascun partner assume l’obbligo reciproco:

  • alla coabitazione;
  • all’assistenza morale e materiale;
  • alla contribuzione ai bisogni comuni della famiglia, in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale e casalingo.

Dal punto di vista economico, per le coppie unite civilmente sussiste il regime della comunione dei bene, a meno che gli stessi manifestino una scelta differente.

Tuttavia, la legge non prevede per la coppia omosessuale l’obbligo di reciproca fedeltà né la possibilità di adottare un bambino. Va precisato, però, che la giurisprudenza consente al partner di adottare il figlio biologico dell’altro attraverso l’istituto dell’adozione in casi particolari.

La coppia può, altresì, concordare l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune.

In materia di successione, anche il partner superstite ha diritto alla quota di legittima e alla pensione di reversibilità. 

Infine, il partner omosessuale ha la possibilità di ricevere informazioni sullo stato di salute del partner malato e di prendere tutte le decisioni in caso di incapacità e decesso dello stesso (pensa, ad esempio, alla donazione degli organi).

Matrimonio e unione civile: quali sono le principali differenze?

A questo punto è bene chiarire, in estrema sintesi, le differenze che sussistono tra matrimonio e unione civile: 

  • l’unione civile è ammessa esclusivamente per le coppie dello stesso sesso, mentre il matrimonio è riservato alle coppie eterosessuali (uomo e donna);
  • l’unione civile non prevede, come il matrimonio, l’obbligo reciproco di fedeltà;
  • con il matrimonio la moglie aggiunge il cognome del marito al proprio, mentre per l’unione civile è possibile che la coppia scelga il cognome di famiglia oppure di anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso;
  • lo scioglimento dell’unione civile ha effetto immediato in quanto non è prevista la separazione. Invece, la coppia sposata che intende divorziare deve prima separarsi per un anno (o sei mesi in caso di separazione consensuale).

note

[1] Legge n. 76/2016 del 20.05.2016.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube