Professionisti esclusi dal contributo a fondo perduto

20 Maggio 2020
Professionisti esclusi dal contributo a fondo perduto

Non spetta agli iscritti a casse previdenziali autonome: la modifica nel testo definitivo del Decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta. Rimane il bonus.

È un’esclusione amara ed inaspettata quella che colpisce più di due milioni di professionisti e lavoratori autonomi italiani dal contributo a fondo perduto previsto nel nuovo Decreto Legge Rilancio appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale (qui puoi scaricare il testo completo).

La norma definitiva, entrata in vigore da oggi, è stata modificata rispetto alla versione iniziale varata in Consiglio dei ministri, che prevedeva un contributo a fondo perduto per le imprese e per i lavoratori autonomi, che nel mese di aprile 2020 abbiano registrato un calo dei ricavi o dei compensi di almeno un terzo rispetto al fatturato dello stesso mese del 2019, con un indennizzo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le persone giuridiche.

Adesso, invece, con la nuova norma [1] la misura è confermata per le imprese e le altre partite Iva, ma vengono esclusi dalla possibilità di ricevere questo contributo a fondo perduto i professionisti iscritti alle Casse previdenziali ordinistiche autonome, cioè gli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria [2]. Resta, invece, la possibilità di ottenere il bonus professionisti, in due tranche di 600 euro ciascuna per i mesi di aprile e di maggio, analogamente a quanto era successo a marzo per effetto del Decreto Cura Italia. Un indennizzo, quello del bonus, che risulterà comunque inferiore a quello che sarebbe spettato con il contributo a fondo perduto.

Ora reagiscono gli Ordini ed i Collegi professionali delle categorie interessate, rappresentativi di 2,3 milioni di professionisti, che in una nota congiunta del Cup (Comitato unitario delle professioni ed Rpt (Rete delle professioni tecniche), divulgata dall’agenzia stampa Adnkronos “denunciano con forza l’esclusione dalla norma che disciplina il contributo a fondo perduto a favore degli autonomi e delle imprese”.

“L’esclusione di tutti i professionisti ordinistici dall’accesso ai contributi a fondo perduto che emerge a sorpresa – lamentano le rappresentanze istituzionali dei professionisti – è una scelta inaccettabile, che dimostra una volta di più un atteggiamento sostanzialmente punitivo della politica nei confronti di un settore determinante per il sistema economico del nostro Paese che, esattamente come tutte le altre realtà del mondo del lavoro autonomo e dipendente, sta attraversando una fase di enorme difficoltà che necessita di un sostegno concreto da parte dello Stato”.

“Avevamo – continuano i professionisti ordinistici di Cup e Rpt – già denunciato la disparità di trattamento riservataci nel Dl ‘Cura Italia’. La modifica appena apportata al Dl ‘Rilancio’ è una conferma della scarsa consapevolezza dei problemi di milioni di lavoratori. Ci batteremo per modificare questa norma e affinché ci sia un’equiparazione tra le misure per le imprese e quella per i professionisti. Gli ordini e i collegi professionali chiedono al governo un intervento per sanare questa evidente disparità di trattamento”, concludono.


note

[1] Art. 25 comma 2 del Decreto Legge n.34/2020 del 19 maggio 2020.

[2] Di cui ai D. Lgs. 30 giugno 1994, n.509 e 10 febbraio 1996, n. 103.


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