Coronavirus: il dovere di tornare alla normalità

20 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: il dovere di tornare alla normalità

Fase 2: le ripercussioni del Covid-19 sulla nostra quotidianità e l’esigenza di riprendere in mano le nostre vite. 

Cosa abbiamo imparato da questa pandemia? Cosa ci lasceremo alla spalle e cosa, invece, portermo con noi d’ora in avanti? Quali abitudini abbiamo inserito nella nostra routine quotidiana? E quante buone norme igienico-sanitarie che, avremmo sempre dovuto adottare, stiamo applicando nella nostra quotidianità? Il ritorno alla normalità è un’esigenza che tutti abbiamo avvertito in questi mesi e avvertiamo tutt’ora.

Il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e ci ha portato a ripensare alle nostre priorità, a riorganizzare le nostre esistenze, a focalizzarci sull’essenziale. In questi mesi, abbiamo toccato con mano il rischio di risultare positivi al virus e finire in terapia intensiva, con la speranza di uscirne in salute. In più, oltre ai numerosi decessi, il Coronavirus ha innescato meccanismi di paura, ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi dell’adattamento. E’ scoppiata la sindrome della capanna per cui, anche dopo il lockdown, la gente ha il timore di uscire di casa per fare la spesa al supermercato o in farmacia, figuriamoci per andare al bar a prendere un caffè o al ristorante per una cena in compagnia, dal parrucchiere o dall’estetista. Molta gente teme di incrociare per strada possibili asintomatici e non riesce ad incontrare neppure i propri affetti, pur mantenendo la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e indossando guanti e mascherine. Si è creata una diffidenza sociale allarmante. Inoltre, il Coronavirus ci ha portati a rinunciare al contatto sociale, ad una semplice stretta di mano, ai baci, agli abbracci.

In un lungo post su Facebook dedicato alla Fase 2 e al “ritorno alla normalità”, il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, ha divulgato una sorta di “messaggio di commiato” per la rubrica ‘Pillole di ottimismo’. L’esperto ha sottolineato che “Noi tutti, come persone e come società, abbiamo non solo il bisogno ma anche il preciso dovere di tornare a fare una vita assolutamente normale, mantenendo ovviamente quelle buone abitudini di igiene personale che, grazie al virus, abbiamo finalmente imparato”.

Tornare a una vita normale, non è solo un bisogno, ma un dovere. Perché? “Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto ai nostri figli e nipoti, a cui non possiamo chiedere indefinitamente di fare enormi sacrifici – rimarca Silvestri senza giri di parole – solo per calmare le nostre ansie o per alleviare le paure di leader politici timidi ed incompetenti, consigliati da esperti che non sono in grado di elaborare una strategia generale sul come affrontare la pandemia. Soprattutto, dobbiamo fare questa scelta di coraggiosa, consapevole e ‘preparata’ normalità basandoci sulla nostra arma migliore: l’ottimismo sereno e razionale che deriva dalla nostra straordinaria capacità di generare ed applicare conoscenza”.

Silvestri mette in guardia dal fatto che “il danno più pervasivo e devastante non solo di una prolungata chiusura, ma anche di una riapertura perennemente a metà, in un mondo fatto di mascherine, guanti, muri di plexiglas, distanziamento sociale esasperato, senza più potersi stringere la mano o abbracciarsi, senza capire se una persona sta sorridendo o è imbronciata, senza poter condividere un piatto di pasta o una partita di calcio o una sala da ballo, mentre ai bambini viene negato perfino il piacere di giocare insieme, è quello di snaturare in un modo profondamente assurdo e spaventoso la nostra vera essenza di animali sociali”.



2 Commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo. Piano piano, sto cercando di tornare a vivere fuori dalle quattro mura di casa. La paura del contagio c’è sempre, soprattutto dagli asintomatici…ma… finalmente, riesco ad uscire e incontrare i miei cari dopo tanto tempo in quarantena. Certo, evitiamo il contatto fisico ancora però almeno possiamo stare insieme all’aperto, a distanza di sicurezza e senza mascherina che per me è insopportabile. Non so come facciano coloro che devono starci tutto il giorno. Io mi sento soffocare ed ho bisogno continuamente di prendere una boccata d’aria…

  2. Si vero, dobbiamo tornare alla normalità mantenendo la consapevolezza che il virus circola ancora, ma non lasciandoci sopraffare dalla paura. Siamo uomini e abbiamo bisogno di stare a contatto e riprendere in mano la nostra socialità

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