Business | Articoli

Coronavirus: «Ripartiamo dal lavoro, serve più managerialità»

20 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: «Ripartiamo dal lavoro, serve più managerialità»

Il presidente Cida Mario Mantovani: «Anacronistica disparità tra lavoro autonomo e dipendente».

Nella nuova fase della gestione dell’emergenza coronavirus, Mario Mantovani, presidente Cida, vicepresidente Manageritalia e autore del libro “Il lavoro ha un futuro anzi tre” suggerisce di ripartire proprio dal lavoro e dalle competenze, in quanto “serve più managerialità”.

Il lavoro manageriale è profondamente cambiato negli ultimi anni e nell’epoca in cui lo smart working si è rafforzato, probabilmente, si è completata una lunga fase di trasformazione. I veri cambiamenti del lavoro si estendono a tutti i settori e a tutte le categorie: sono sempre i manager, pubblici e privati, chiamati a realizzarli.

L’emergenza coronavirus, come riporta una nota dell’agenzia Adnkronos, secondo Mario Mantovani ha messo in risalto «il valore della contrattazione collettiva, consentendo di evitare, per la maggior parte dei lavoratori italiani, la spirale della disoccupazione e della mancanza di redditi, con provvedimenti semplici e immediati, quali il blocco dei licenziamenti».

Tuttavia, permane una disparità, ormai pericolosa e anacronistica tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, che si è palesata soprattutto nella gestione dei sussidi: cassa integrazione in deroga da un lato e reddito d’emergenza dall’altro, entrambi peraltro varati tra dubbi e complessità realizzative.

Mantovani sottolinea che «Il lavoro generalizzato da remoto, il nuovo concetto di attività ”indispensabili” e i vincoli d’accesso alle sedi fisiche hanno poi aperto nuovi filoni organizzativi e contrattuali, introducendo nuove variabili, la cui portata nei prossimi accordi sarà probabilmente elevata».

Forti cambiamenti, dunque, da cui cogliere opportunità e anche errori da evitare. Si parla dell’opportunità di rendere strutturale lo smart working (leggi Coronavirus: novità sullo smart working), ma richiede un’opera approfondita di messa a punto organizzativa, normativa, e anche personale. Il presidente della Cida rimarca che si tratta di «una sfida anche per le famiglie, le nostre case non sono progettate per consentirci di lavorare con continuità, ogni giorno. La vera minaccia è invece rappresentata dalla contrazione di alcuni settori, come il turismo e gli spettacoli, e di conseguenza delle professionalità che li caratterizzano. È poi probabile che si acceleri la transizione, ovunque sia possibile, verso forme di lavoro robotico o comunque privo di apporto umano».

Il presidente della Confederazione unisce le associazioni dei manager pubblici e privati aggiunge che «non dobbiamo quindi esagerare la portata dei cambiamenti indotti dallo shock epidemico, ma servirà sviluppare nuove capacità d’adattamento».

«È l’occasione giusta per aprire una nuova stagione contrattuale,-auspica Mantovani- che superi la distinzione tra lavoro dipendente e autonomo, entrambi in evoluzione verso il lavoro ”organizzato”. Se viene meno la centralità del luogo e dell’orario di lavoro, perché dovrebbero rimanere disparità così profonde nel welfare e nella flessibilità organizzativa? Regolando compiutamente lo smart working dobbiamo provare a superare alcune rigidità del mondo del lavoro e, soprattutto, la ”concorrenza” contrattuale, fiscale e previdenziale tra categorie e professioni».

Il ruolo del sindacato

In questa fase tutti devono dare un contributo e «il sindacato -afferma Mantovani- ha un ruolo fondamentale: occorre però trovare le idee guida che ne rendano visibile la leadership. Il lavoro organizzato può essere una di queste, ma anche l’estensione del welfare contrattuale e un’attività di supporto molto vicina agli iscritti. È il momento di realizzare il vero ”sindacato a km.0”, anche attraverso l’uso di tecnologie di connessione a distanza».

Se infatti «solidarietà e la coesione sociale sono valori necessari per ripartire e guardare al futuro con speranza -dice Mantovani- il sindacato, senza rinunciare alla difesa degli interessi, può aprire una fase propositiva e di riforma, vera, del mondo del lavoro».

Il ruolo dei manager

Anche i manager sono figure fondamentali per la ripartenza. «Pensare che siano sufficienti i protocolli o i provvedimenti basati su codici Ateco è illusorio e pericoloso: servono persone capaci di declinare in modo operativo e specifico norme generali, dettate dalla necessaria convivenza con il rischio epidemico -sottolinea Mantovani-. Serve un approccio diffuso di risk management, servono competenze e persone capaci di assumere responsabilità nuove e crescenti. Serve molta più managerialità e servono molti più manager, in altre parole».


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube