Diritto e Fisco | Articoli

Come destinare beni ai bisogni dei figli

20 Maggio 2020
Come destinare beni ai bisogni dei figli

Donazione con clausola risolutiva, fondo patrimoniale, vincolo di destinazione: come costituire un patrimonio da destinare alla famiglia. 

Hai un discreto patrimonio immobiliare e, tuttavia, senza volerlo donare sin d’ora ai tuoi figli, vorresti metterlo a disposizione delle loro esigenze per quando saranno maggiorenni. La tua intenzione è, tanto per fare un esempio, quella di costituire un fondo ove accantonare i canoni di affitto per destinarli alle future spese universitarie o per l’avviamento al lavoro. Non sai, però, quali strumenti giuridici adottare e cosa prevede la legge in casi del genere. 

Ti rivolgi così a un avvocato e gli chiedi come destinare beni ai bisogni dei figli. Ecco tutte le soluzioni che un legale potrebbe suggerirti.

La donazione con clausola risolutiva

La prima soluzione, che forse potrebbe non corrispondere alle tue specifiche esigenze, è quella di fare una donazione con clausola risolutiva. Detto in termini molto pratici e poco giuridici, si tratta di intestare la casa a tuo figlio (tramite un atto notarile) prevedendo una data di scadenza oltre la quale il bene tornerà nella tua completa proprietà. Insomma, è una donazione con una data di scadenza oltre la quale essa perde efficacia.

Naturalmente, un’ipotesi di questo tipo ti priverà non solo della titolarità del bene ma anche del suo possesso e difficilmente, prima della scadenza della donazione, potrai far valere il tuo interesse alla conservazione dell’immobile. 

In qualità di titolare del bene, tuo figlio potrà farne ciò che vuole, tranne venderlo. Potrà darlo in affitto o in comodato o costituire un usufrutto. Ma attenzione: se tuo figlio è minorenne tutto ciò non sarà possibile (non avendo questi la capacità giuridica di concludere contratti) e, dunque, la donazione con clausola risolutiva si presenta una soluzione farraginosa e poco utile. 

A questo punto, una strada alternativa potrebbe essere la conclusione di un contratto di comodato che consentirebbe a tuo figlio di abitare dentro l’immobile fino ad una scadenza prefissata, al pari di qualsiasi inquilino in affitto (ma senza un canone mensile).

Il fondo patrimoniale

Un tipico strumento per destinare dei beni immobili al soddisfacimento dei bisogni della famiglia e, più in particolare, dei figli è il fondo patrimoniale. Con questo strumento, si destinano i beni immobili, titoli di credito o beni mobili registrati (auto, moto) ai bisogni della famiglia. Non si crea, in realtà, un vincolo vero e proprio perché nessuno controllerà se i frutti di tali beni verranno effettivamente spesi per gli interessi dei figli. Né è obbligatorio creare un conto separato. 

L’effetto principale del fondo patrimoniale è rendere gli immobili impignorabili dai creditori quando il debito per cui questi agiscono è stato contratto per esigenze di natura voluttuaria o speculativa (investimenti). Invece, se il debito è stato contratto per i bisogni della famiglia, i creditori possono aggredire i beni inclusi nel fondo patrimoniale.

Proprio per quest’ultima limitazione, il fondo è diventato uno strumento poco utilizzato rispetto al passato. La Cassazione, infatti, ha detto che i debiti derivanti dalle tasse o dall’attività lavorativa consentono il pignoramento del fondo patrimoniale.

Il debito però deve essere successivo al fondo. Se anteriore, il creditore ha cinque anni per chiedere la cosiddetta “revocatoria” ossia la dichiarazione di inefficacia dell’atto con conseguente possibilità di effettuare il pignoramento.

Il fondo patrimoniale si costituisce con atto notarile e può essere effettuato solo da coniugi o da coppie di un’unione civile.

Vincolo di destinazione 

L’ultima soluzione per destinare beni ai bisogni dei figli è il cosiddetto vincolo di destinazione, molto simile nelle finalità al fondo patrimoniale. 

Il vincolo di destinazione non richiede necessariamente una coppia sposata e può essere istituito su immobili o mobili registrati allo scopo di realizzare interessi meritevoli di tutela. L’interesse da perseguire ed a cui sono “destinati” i beni deve essere indicato nell’atto. Tale vincolo può durare massimo novant’anni o tutta la vita della persona beneficiaria del vincolo.

Dunque, i beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e possono essere oggetto di pignoramento solo per debiti contratti per tale scopo.

Anche in questo caso, il bene soggetto al vincolo non è pignorabile ma è possibile l’azione revocatoria entro i primi cinque anni dall’atto notarile.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube