Coronavirus in Italia prima dei casi conclamati, ecco le prove

20 Maggio 2020
Coronavirus in Italia prima dei casi conclamati, ecco le prove

Quello che tutti pensavano trova conferma in uno studio sui donatori di sangue del Policlinico di Milano. I ricercatori parlano di “un sommerso” di contagi prima di febbraio. 

Il paziente uno non era probabilmente proprio l’uno. Il sospetto che il Coronavirus sia penetrato in Italia ben prima dei casi conclamati che abbiamo conosciuto dalla seconda metà di febbraio è adesso supportato da uno studio eseguito sui donatori di sangue del Policlinico di Milano. Ce ne parla l’agenzia di stampa Adnkronos; coordinato da Daniele Prati e Luca Valenti, del Dipartimento di medicina trasfusionale ed ematologia del Policlinico di Milano, è stato portato avanti in collaborazione con Gianguglielmo Zehender dell’università di Milano e con diversi ricercatori provenienti dall’ospedale Sacco di Milano e pubblicato in anteprima su MedRxiv.

Lo studio prova che il virus responsabile dell’infezione Sars-Cov-2 era già in circolazione a Milano prima di quel 19 febbraio in cui abbiamo saputo del primo paziente di Codogno. Questo perché le analisi condotte dai ricercatori dimostrano che prima di quella data c’era già chi aveva sviluppato un’immunità al Coronavirus. In particolare una persona su venti, a Milano, era già venuta in contatto con il virus. Ottocento i donatori di sangue che hanno rappresentato il campione dello studio: avevano donato il sangue tra il 24 febbraio e l’8 aprile 2020.

“A ciascun donatore è stato fatto, insieme alle analisi di routine, anche un test sierologico per cercare eventuali anticorpi contro Sars-Cov-2″, spiegano gli autori dello studio. Oggetto della ricerca, in particolare, le Igm, indizio di una infezione recente, e le Igg, memoria immunitaria a lungo termine.

Si tratta della “prima vera conferma scientifica che nell’area metropolitana era presente un sommerso di persone contagiate, già prima che si verificassero i primi casi di malattia conclamata. Seppure si tratti di un articolo in pre-print, è il primo studio sierologico su persone asintomatiche che ci dice chiaramente che siamo ben lontani dall’immunità di gregge“, dice Daniele Prati all’Adnkronos.

Prati è il direttore del Centro trasfusionale del Policlinico di Milano. L’importanza dello studio risiede nel fatto che il Coronavirus “circolava già da tempo nella popolazione quando è iniziata ufficialmente l’epidemia”.

Non sappiamo precisamente da quanto. Aspetto, quest’ultimo, è oggetto di diverse ipotesi. Secondo Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologica molecolare dell’università Campus Bio-Medico di Roma, è possibile che il virus circolasse in Italia già da dicembre.


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