Coronavirus, ci sono 6 prototipi di vaccino che fanno sperare

20 Maggio 2020
Coronavirus, ci sono 6 prototipi di vaccino che fanno sperare

Le prime sperimentazioni sui macachi stanno dando buoni risultati.

Arrivano buone notizie sul fronte dei test per la ricerca di un vaccino che possa proteggerci dal Coronavirus. Alcuni preparati artificiali che si stanno sperimentando sugli animali hanno avuto un esito incoraggiante. Parliamo di 6 possibili candidati vaccini contro il Covid-19 che, provati su esemplari di macaco, stanno funzionando a dovere. È l’agenzia di stampa Adnkronos a darci questa buona notizia: uno studio, portato avanti dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) e pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, dice che i 6 candidati vaccini hanno indotto risposte anticorpali neutralizzanti e protetto i macachi rhesus dall’infezione.

“La pandemia ha reso lo sviluppo di un vaccino una priorità fondamentale, ma attualmente si sa molto poco sull’immunità protettiva contro il virus Sars-CoV-2”, dice l’autore senior Dan H. Barouch, direttore del Center for virology and vaccine research. In questo studio “dimostriamo nei macachi di rhesus che alcuni prototipi di vaccino li hanno protetti dal virus”.

Barouch e il suo team hanno iniziato a lavorare a un vaccino contro Covid-19 a metà gennaio, quando gli scienziati cinesi hanno pubblicato il genoma virale; così hanno sviluppato una serie di candidati vaccini a dna che esprimono varianti della proteina Spike, l’uncino che il Coronavirus usa per penetrare nelle cellule. I vaccini sono progettati per addestrare il sistema immunitario a riconoscere e rispondere rapidamente al virus dopo un’esposizione.

I ricercatori hanno immunizzato 25 macachi rhesus adulti con i vaccini sperimentali, trattando dieci animali con un placebo. Le scimmie vaccinate hanno sviluppato anticorpi neutralizzanti contro il virus. Tre settimane dopo un boost vaccinale, tutti e 35 gli animali sono stati esposti al virus. I test di follow-up hanno rivelato cariche virali drasticamente più basse negli animali vaccinati rispetto al gruppo di controllo. Otto dei 25 soggetti vaccinati non avevano livelli di virus rilevabile dopo l’esposizione, e gli altri animali hanno mostrato bassi livelli virali. Inoltre i livelli di anticorpi più elevati sono stati collegati a cariche virali più basse, suggerendo che gli anticorpi neutralizzanti possono servire come spia della protezione e possono rivelarsi utili come punto di riferimento nei test clinici sui vaccini.

“Le nostre scoperte consolidano l’ottimismo: sarà possibile sviluppare vaccini efficaci contro Covid-19 – ha affermato Barouch -. Saranno necessarie ulteriori ricerche per delle piattaforme ottimali per un vaccino”.



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