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Se la madre si trasferisce e impedisce al padre di vedere il neonato scatta il penale

24 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 ottobre 2013



Necessario l’accordo tra le parti affinché il coniuge collocatario si possa trasferire: rischia la condanna penale la madre separata che, non rispettando la sentenza sull’affidamento, impedisce al padre di vedere il figlio neonato.

 

Se il giudice colloca il minore presso la madre e riconosce al padre il diritto di visita nel corso della settimana, la donna non può poi trasferirsi in un’altra città e di fatto impedire all’ex di vedere il bambino.

Il mancato rispetto della sentenza sull’affidamento costituisce, infatti, reato di elusione dell’esecuzione di un provvedimento giudiziale [1].

È quindi punito chi attua condotte, anche omissive e poco collaborative, finalizzate ad ostacolare ed impedire l’esercizio del diritto di visita e di frequentazione dei figli,  nonostante tale diritto sia riconosciuto da una sentenza

È quanto recentemente stabilito dalla Cassazione [2]. Secondo la Corte, deve essere condannato il coniuge affidatario che, pur obbligato a far sì che l’altro coniuge tenga con sé i figli nei giorni previsti dal giudice, si trasferisca in altra città senza previo accordo con l’ex.

Ciò vale anche quando il minore è un neonato perché la lontananza per lunghi periodi e l’impossibilità di avere contatti col padre può seriamente compromettere il rapporto con questi.

Così i giudici hanno condannato al pagamento di un’ammenda una donna che, eludendo la sentenza sull’affidamento, si era trasferita in un’altra regione, impedendo al padre di vedere il neonato e di instaurare un rapporto con lui.

note

[1] Art. 388 cod. pen., c. 2: “Chiunque, per sottrarsi all’adempimento degli obblighi civili nascenti da una sentenza di condanna, o dei quali è in corso l’accertamento dinanzi l’Autorità giudiziaria, compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi alla ingiunzione di eseguire la sentenza, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni. La stessa pena si applica a chi elude l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile, che concerna l’affidamento di minori o di altre persone incapaci, ovvero prescriva misure cautelari a difesa della proprietà, del possesso o del credito”.

[2] Cass. sent. n. 43292 del 23 ottobre 2013.

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