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Cambiare avvocato: come e quando farlo?

14 Agosto 2020 | Autore:
Cambiare avvocato: come e quando farlo?

Revoca del mandato professionale: quando si può, quanto costa e come farla? Cosa succede se l’incarico è stragiudiziale? Fac simile lettera revoca incarico.

L’avvocato è un po’ come il sacerdote al quale confessare i propri peccati e sperare di trovare conforto. C’è anche qualcos’altro che accomuna difensore e confessore: la possibilità di poterlo cambiare a proprio piacimento, in qualsiasi momento. Hai capito bene: qualunque sia il tipo di incarico (civile, penale, amministrativo, giudiziale o stragiudiziale) che hai conferito al tuo legale, è sempre possibile revocarlo. Con questo articolo vedremo come cambiare avvocato e quando farlo.

Mettiamo l’ipotesi che tu sia in causa col tuo vicino per una questione di confini; dopo anni di giudizio, proprio poco prima delle ultime memorie difensive, pensi che sia il caso di affidarsi a un professionista di maggiore esperienza. Puoi revocare l’avvocato che ti ha seguito fino a quel momento? Quanto ti costerà il cambio di avvocato? Puoi cambiare difensore anche se il processo è già iniziato? Come revocargli il mandato nel caso di incarico stragiudiziale? Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme come cambiare avvocato, quando farlo e a quale costo.

Quando si può cambiare avvocato?

Senza perderci in inutili chiacchiere, andiamo subito al punto della questione: è possibile cambiare avvocato? Certo che sì: in qualsiasi momento si può revocare il proprio avvocato e sostituirlo con un altro.

Devi sapere che la famosa procura alle liti che si firma al momento del conferimento dell’incarico non è altro che un contratto di mandato; in quanto tale, il cliente, in qualità di mandante, può revocare in qualsiasi momento il mandatario/avvocato, senza che debba ritenersi vincolato allo stesso.

Dunque, si può cambiare avvocato in qualsiasi momento lo si ritenga opportuno, sia subito dopo l’iniziale conferimento che molto tempo dopo, senza nemmeno necessità di addurre una valida giustificazione: in pratica, il cambio di avvocato può derivare anche da un mero capriccio dell’assistito, il quale decide di farsi assistere da altro professionista senza un fondato motivo.

Quanto detto sinora non significa, però, che l’avvocato revocato e sostituito con un altro non abbia ugualmente diritto al compenso maturato per la prestazione fino a quel momento svolta.

Avvocato revocato: ha diritto al compenso?

È sempre possibile cambiare avvocato; questo non significa, però, che il difensore revocato non abbia diritto al compenso. Se decidi di sostituire un avvocato con un altro, dovrai pagare al primo il lavoro che ha compiuto fino al momento della revoca.

La sostituzione dell’avvocato costringe il cliente a pagare il compenso pattuito, in proporzione all’attività effettivamente svolta: ciò significa che, se l’avvocato, prima della revoca, aveva compiuto solamente metà del lavoro, allora dovrà pagargli metà parcella.

Nel caso in cui nessun onorario era stato pattuito, allora bisognerà calcolare la parcella in base ai parametri dettati dalla legge, sempre in ragione dell’attività portata a termine. Dunque, se il difensore, poi sostituito, si è occupato solamente della fase introduttiva del giudizio (in pratica, ha curato la redazione dei primi atti), allora potrà pretendere il pagamento solamente in riferimento e in proporzione a quanto effettivamente fatto.

Per ogni altro aspetto riguardante lo specifico tema dell’onorario del difensore sostituito, ti rinvio alla lettura dell’articolo dal titolo “Costo cambio avvocato“.

Difensore sostituito: quando non ha diritto al compenso?

Vi sono solamente due casi in cui il difensore sostituito con un altro non debba essere pagato:

  • nell’ipotesi di ammissione al gratuito patrocinio (in questo caso, infatti, è lo Stato a provvedere al pagamento);
  • quando il legale non abbia adempiuto al mandato conferitogli.

Dunque, se la revoca dell’avvocato è giustificata dal suo inadempimento, non si dovrà pagare nulla: in un’evenienza del genere, infatti, il cambio di avvocato è un atto più che dovuto, e il difensore revocato non potrà chiedere alcunché a titolo di parcella.

Tizio conferisce mandato all’avvocato Caio affinché faccia opposizione al decreto ingiuntivo che gli è stato notificato. Caio, tuttavia, dimentica di preparare l’atto e fa decorrere i termini, rendendo così esecutivo il decreto ingiuntivo non opposto.

Cambio avvocato: quando spetta il risarcimento dei danni?

Peraltro, è appena il caso di ricordare che la negligenza dell’avvocato, oltre a togliergli il diritto al compenso, può far sorgere in capo una vera responsabilità professionale della quale egli dovrà rispondere al proprio assistito, anche mediante pagamento dei danni.

Per approfondire il tema della responsabilità dell’avvocato, ti rinvio alla lettura dell’articolo dal titolo Risarcimento danni contro avvocato.

Il risarcimento del danno spetta al cliente soltanto se l’avvocato, oltre a non aver adempiuto all’incarico conferitogli, ha cagionato un pregiudizio economicamente apprezzabile al proprio ex assistito: di conseguenza, se la negligenza non ha provocato un vero e proprio danno, non sarà possibile chiedere alcun tipo di risarcimento.

Ricorda infine che l’avvocato ha un’obbligazione di mezzi, non di risultato: ciò significa che nessun avvocato può essere tratto in giudizio solamente perché non ha raggiunto l’obiettivo sperato dal proprio cliente. L’unica cosa che deve assicurare il professionista legale è il massimo impegno nell’adempiere al suo incarico.

Cambio avvocato e restituzione dei documenti

Cambiare avvocato significa non soltanto dover comunicare la revoca e pagare la rimanente parcella, ma anche adoperarsi per ottenere la restituzione della documentazione in possesso dell’avvocato.

Secondo il Consiglio nazionale forense, l’avvocato revocato non ha alcun diritto di ritenzione della documentazione di cui ha avuto la disponibilità al fine di adempiere al proprio mandato, nemmeno nel caso in cui non sia stato pagato [1].

Dunque, l’avvocato al quale è stato revocato il mandato deve restituire i documenti al proprio assistito, senza possibilità di poterli “tenere in ostaggio” fintantoché la parcella non venga adempiuta.

Sotto il profilo deontologico, la violazione dell’obbligo di restituzione dei documenti senza ritardo comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento.

Invece, la violazione dell’obbligo di non subordinare la restituzione dei documenti al pagamento del proprio compenso comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura.

Cambiare avvocato: come si fa?

Cambiare il proprio avvocato è semplicissimo: è sufficiente fargli pervenire una comunicazione (preferibilmente scritta) con la quale si esprime chiaramente la volontà di revocare l’incarico. Non occorre indicare anche il nominativo del nuovo difensore: l’importante è che sia ben comprensibile l’intenzione di cambiare legale.

Nella prassi, tuttavia, accade molte volte che sia il nuovo avvocato a contattare il precedente per riferirgli la notizia. Si tratta di una pratica diffusa che, tuttavia, sarebbe da evitare: il rapporto contrattuale, infatti, sorge tra cliente e avvocato, ed è pertanto il primo a doversi mettere in contatto con il secondo per manifestargli la volontà di togliergli l’incarico.

Peraltro, la revoca del mandato potrebbe lasciare in sospeso alcune situazioni che devono essere affrontate direttamente dal cliente dell’avvocato sostituito: si pensi solamente al pagamento della parcella oppure alla restituzione degli atti che sono ancora in possesso del difensore revocato.

Cambio avvocato processo civile: come fare?

Se vuoi cambiare il tuo avvocato civilista, non dovrai fare altro che presentarti al suo studio e comunicargli la tua intenzione; a quel punto, il difensore ti farà sottoscrivere un semplice atto in cui metterai nero su bianco la tua volontà.

Con la revoca sorge l’obbligo di saldare la parcella in proporzione a quanto svolto dall’avvocato e il diritto di vedersi restituita la documentazione consegnata inizialmente al difensore, nonché ogni altra inerente alla causa in corso (provvedimenti del giudice, atti, ecc.).

In alternativa, puoi comunicare la tua revoca anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento oppure attraverso pec. In entrambi i casi, dovrai poi recarti presso lo studio dell’avvocato sostituito per eventuali pagamenti e restituzioni.

Avvocato penalista: come si cambia?

Quanto appena detto nel paragrafo precedente vale anche per cambiare l’avvocato penalista: potrai recarti di persona oppure affidare la tua decisione a una comunicazione scritta.

Spesso accade che il cliente lasci tale incombenza al nuovo avvocato, quello nominato in sostituzione del primo: infatti, il deposito in tribunale del nuovo mandato comporta la revoca dell’incarico al precedente, se è espressamente indicato nell’atto («Nomino quale mio difensore di fiducia l’avvocato Tizio, con revoca del precedente avvocato Caio»).

Dunque, ai fini della revoca, non è necessario contattare il precedente difensore; la comunicazione personale, però, è consigliabile sia per motivi di correttezza, sia per impedire che il vecchio difensore, inconsapevole del fatto di essere stato sostituito, intraprenda azioni che si pongono in contrasto con la strategia difensiva del nuovo avvocato.

In sintesi, per evitare pericolose confusioni, è sempre bene annunciare la revoca al difensore, in modo tale da non lasciare questioni in sospeso.

Quanto detto non vale per il cambio del difensore d’ufficio: quest’ultimo, essendo stato nominato dall’autorità giudiziaria, decade automaticamente allorquando l’indagato/imputato decida di nominare un difensore di fiducia.

Per ragioni di correttezza, però, è sempre consigliabile una comunicazione anche al difensore d’ufficio, soprattutto quando quest’ultimo abbia nel frattempo compiuto un qualche tipo di attività difensiva: in un caso del genere, infatti, l’avvocato, anche se nominato d’ufficio, ha comunque maturato il diritto al compenso.

Procedura stragiudiziale: come cambiare avvocato?

Quanto detto nei precedenti paragrafi vale anche nel caso in cui si abbia intenzione di cambiare un avvocato che si è occupato di un affare in via stragiudiziale, cioè senza ricorrere all’autorità giudiziaria.

Anche se in corso non c’è alcun giudizio, all’avvocato occorre comunque un mandato per operare a tutela delle ragioni del proprio assistito; da tanto deriva che anche questo tipo di cambio di avvocato necessita della solita comunicazione scritta, inviata mediante raccomandata con avviso di ricevimento oppure pec.


Egr. Avv.

__________________

__________________

Racc. a/r

Oggetto: comunicazione revoca incarico professionale / _________________________.

Egr. Avvocato,

con la presente comunico di voler revocare l’incarico professionale conferitoLe in data _____________ inerente alla vicenda di cui all’oggetto.

Le chiedo di fissare un appuntamento presso il Suo studio per la restituzione della documentazione consegnata. Chiedo altresì di voler trasmettere nota spese per l’attività sino ad ora svolta.

Cordiali saluti.

Luogo/data

Firma

note

[1] C.n.f., sent. n. 257/2017.

Autore immagine: Canva.com


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