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Residente AIRE: col comodato posso spostare la residenza?

30 Maggio 2020
Residente AIRE: col comodato posso spostare la residenza?

Sono residente estero AIRE e a causa della situazione di emergenza Covid-19 sono stata costretta a tornare in Italia, avendo perso il lavoro.  Al momento ho domicilio temporaneo da un amico di famiglia, che mi ospita in una stanza all’interno di casa sua.

Volevo chiedere se fosse possibile per me, con un contratto in comodato d’uso gratuito per la stanza in questione, spostare la residenza qui. Se il mio amico mi affittasse la stanza, con contratto in comodato d’uso o meno, rientrerei nel suo stato di famiglia? Anche se non è un parente o un famigliare?

La risposta al quesito necessita l’approfondimento di due distinte questioni:

  1. la prima relativa alla possibilità di spostare la residenza presso l’immobile oggetto di comodato d’uso gratuito;
  2. la seconda riferita all’ingresso o meno nello stato di famiglia dell’amico che ha deciso di ospitarLa.

Per ciò che attiene il primo aspetto, va subito chiarito che il contratto di comodato d’uso gratuito dà certamente diritto di chiedere la residenza presso l’ufficio anagrafe di competenza, eleggendo tale immobile come propria fissa dimora. In questo caso la forma scritta e la registrazione attestano più facilmente la veridicità del rapporto tra proprietario ed utilizzatore.

Il comodato d’uso, va formalizzato con un contratto che poi deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. In esso sarà precisato che il comodato ha ad oggetto n. 1 stanza (che deve essere ben definita e descritta in atti) facente parte di un immobile di maggiore consistenza e prevede l’utilizzo dei servizi in comune con altre persone che abitano la restante parte della casa.

La registrazione va fatta entro 20 gg. dalla data di stipula del contratto. Contestualmente alla sottoscrizione del contratto di comodato vanno acquistate marche da bollo da € 16,00 (n. 1 ogni 4 pagine sia per l’originale che per n. 1 copia). La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate ha un costo fisso di € 200,00, importo che va versato con apposito modello F23 (codice tributo 109T).

Completata la registrazione, sarà possibile recarsi presso l’Ufficio Anagrafe del Comune in parola e chiedere il cambio di residenza indicando – appunto – quell’indirizzo.

Quanto al secondo aspetto, invece, è fondamentale che si curi con attenzione proprio la domanda di “variazione di residenza” che andrà  compilata presso l’Ufficio Anagrafe. Nei moduli ministeriali per la richiesta di trasferimento di residenza (moduli che  sono identici in tutti i Comuni d’Italia), infatti, andranno indicati i dati di registrazione del contratto di comodato. In essi è espressamente indicata l’opzione per richiedere che gli stati di famiglia restino separati rispetto agli altri occupanti dell’immobile. Nel caso opposto, infatti, quello in cui invece si voglia risultare nello stesso stato di famiglia, andrà compilato un altro modello (quello – per intenderci – utilizzato per il cambio di residenza ai fini della dichiarazione dell’esistenza di una coppia di fatto).

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Marco Sansone



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