Dl Rilancio: aiuti per mutui, affitti e auto

21 Maggio 2020 | Autore:
Dl Rilancio: aiuti per mutui, affitti e auto

Circa 700 milioni per il sostegno all’acquisto della prima casa o di una macchina ecologica, agli inquilini in difficoltà e ai centri estivi per bambini.

Non solo bonus e detrazioni fiscali: il decreto Rilancio appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale garantisce anche dei fondi a sostegno di alcuni settori, da quello del credito al mondo degli affitti, dai centri estivi per seguire i figli piccoli di chi non può stare a casa dal lavoro all’acquisto di un’auto.

Il decreto aggiunge 100 milioni di euro per il 2020 al Fondo di garanzia per la prima casa, al fine di consentire la concessione di garanzie a prima richiesta sui mutui fino a 250mila euro per l’acquisto di un immobile (anche da ristrutturare) da destinare ad abitazione principale.

Altri 140 milioni di euro, sempre per il 2020, vengono destinati a sostegno degli affitti. L’obiettivo è quello di dare una mano a chi fa fatica a sostenere il costo di un canone di locazione perché l’emergenza coronavirus gli ha tagliato o tolto il reddito. In pratica, è stato istituito un Fondo presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per erogare dei contributi agli inquilini che hanno difficoltà a pagare l’affitto e sui quali incombe la minaccia dello sfratto per morosità. Il decreto prevede una procedura accelerata per ottenere i soldi.

Sono, invece, 300 milioni di euro quelli stanziati per l’acquisto di auto ecologiche. In questo caso, il piano è biennale: i primi 100 milioni sono previsti per l’anno in corso, i restanti 200 milioni per il 2021. Soldi che si aggiungono a quelli già messi da parte allo stesso scopo. Nella pratica, ci saranno delle agevolazioni con sgravi compresi da 1.500 a 6.000 euro in base alle emissioni e all’eventuale scelta di rottamazione.

Soldi, infine, anche per sostenere i centri estivi e per il contrasto alla povertà educativa: 150 milioni di euro destinati ai Comuni per il potenziamento dei centri diurni, dei servizi socio-educativi territoriali e dei centri ricreativi, anche «a quattro mani» con istituti privati. Per quanto riguarda la povertà educativa, si vuole recuperare il tempo perso durante la chiusura obbligatoria delle scuole. Per la ripartizione del fondo, però, occorre attendere il relativo Dpcm.



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