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Paese più indebitato al mondo

21 Maggio 2020 | Autore:
Paese più indebitato al mondo

Debito pubblico nel mondo e in Europa. Lo scenario previsto nel 2020 dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19.

Nell’ultima classifica degli Stati che presentano il debito pubblico più alto al mondo, redatta con i dati aggiornati al 2019, il Giappone si attesta sul podio come Paese più indebitato al mondo mentre l’Italia si piazza al quinto posto dopo la Grecia, le Barbados e il Libano. L’elenco va comunque letto con estrema prudenza in quanto comprende Nazioni molto diverse tra loro sia per dimensioni sia per spese sostenute.

Ma cos’è il debito pubblico o debito delle amministrazioni pubbliche? Si tratta del denaro dovuto da uno Stato e da altri soggetti pubblici ai creditori, che possono essere Paesi stranieri oppure semplici cittadini, imprese e banche, nazionali o estere. Per valutare l’entità del debito pubblico, rappresentarlo rispetto alla ricchezza economica di una Nazione e, quindi, confrontarlo con gli altri debiti pubblici nazionali lo si rapporta solitamente al Pil, il Prodotto interno lordo di ciascuno Stato.

Qual è il rapporto tra spesa pubblica e debito pubblico

Gli Stati per garantire servizi ai propri cittadini, quali ad esempio l’assistenza sanitaria, l’istruzione, le infrastrutture, ecc., ma anche per sostenere la propria crescita e gli investimenti, devono spendere del denaro (spesa pubblica). Devono spendere denaro anche per finanziare il proprio deficit, che si genera se le uscite superano le entrate.

Quando lo Stato chiede in prestito questo denaro a soggetti pubblici e privati, nazionali o esteri (famiglie, banche, imprese e Stati stranieri) contrae un debito, definito appunto debito pubblico.

Lo strumento finanziario più utilizzato per raccogliere il denaro è l’emissione di titoli di Stato.

Come si finanzia la spesa pubblica

Per finanziare la spesa pubblica lo Stato può ricorrere a:

  • le entrate fiscali;
  • l’emissione di titoli di stato.

Il primo strumento presuppone che il bilancio dello Stato sia in pareggio, cioè che le entrate e le uscite siano in equilibrio tanto che le prime riescono a coprire in toto le seconde.

Quando le entrate fiscali non sono sufficienti a finanziare la spesa pubblica, lo Stato ricorre alla seconda opzione, emettendo obbligazioni del Tesoro, che vengono acquistate all’asta ad un certo tasso di interesse annuo.

Le obbligazioni possono essere a breve, media e lunga scadenza.

Ad esempio, in Italia è il ministero del Tesoro che emette i titoli di Stato, i quali si suddividono in:

  • BoT (Buoni ordinari del Tesoro), con scadenza dai 3 ai 12 mesi, e CTz (Certificati del Tesoro zero coupon), con scadenza in 24 mesi;
  • BTp (Buoni del Tesoro poliennali), con scadenza tra i 3 e i 30 anni (ma ci sono anche scadenze superiori), e Cct (Certificati di credito del Tesoro).

Tutti gli Stati utilizzano strumenti finanziari analoghi come la Germania dove il Bund tedesco ha caratteristiche simili al BTp italiano.

Cos’è il deficit pubblico

Il deficit pubblico è la differenza annuale tra le entrate e le uscite di uno Stato. Per calcolare le uscite di uno Stato bisogna considerare:

  1. la spesa pubblica;
  2. l’interesse sul debito, che matura sulla somma presa in prestito dallo Stato, nell’arco di ogni singolo esercizio finanziario.

Perciò, se in un anno lo Stato incassa 100 e spende 150, la differenza, pari a – 50, rappresenta il disavanzo pubblico.

Se l’anno successivo il disavanzo pubblico ammonterà nuovamente – 50, il debito pubblico sarà pari a 100. Se, poi, sul debito pubblico si calcola anche l’interesse annuale che lo Stato deve corrispondere ai soggetti che gli hanno prestato il denaro, ecco che diventa sempre più difficile finanziare la spesa.

Va precisato che si parla di deficit pubblico primario quando non si considerano gli interessi pubblici pagati dallo Stato; viceversa, si parla più semplicemente di deficit pubblico.

Qual è il rapporto debito pubblico/Pil

Per valutare lo Stato di salute di un Paese si suole rapportare il debito pubblico con il Pil.

Il Pil è il valore monetario di tutti i beni e i servizi prodotti da uno Stato nell’arco di un anno.

Il Pil interno è quello nel cui calcolo vengono ricompresi anche i beni e servizi prodotti in Italia da soggetti stranieri mentre vengono esclusi i beni e servizi prodotti all’estero da soggetti nazionali.

Dall’ultima rilevazione fatta dalla Banca d’Italia e aggiornata al 31 marzo 2020, il debito pubblico italiano ammonta a 2.431 miliardi di euro.

Perché gli Stati si indebitano?

Al fine di sostenere la spesa pubblica i Paesi, anche quelli più ricchi, ricorrono al prestito, contraendo il debito pubblico. Tuttavia, non si tratta di una situazione eccezionale in quanto il deficit è proprio di quegli Stati nei quali da un lato la popolazione sta invecchiando e dall’altro crescono le pensioni e le spese, in particolare quelle per la sanità, in relazione alle tasse e al Pil.

I governi, inoltre, preferiscono prendere soldi in prestito piuttosto che aumentare le tasse.

Per sostenere il debito pubblico acquisito senza aumentarlo, gli Stati dovrebbero gestire il proprio disavanzo (deficit pubblico) primario, cioè l’eccesso delle entrate fiscali rispetto alle spese programmate, in maniera oculata così da restituire il denaro preso in prestito.

Se, però, il deficit persiste prima o poi arriverà il default. E se anche si riuscisse ad evitarlo ma il debito continuerà ad aumentare, quest’ultimo diventerà un onere insostenibile per le nostre generazioni future.

Quali sono gli Stati più indebitati al mondo

Secondo una classifica compilata sui dati elaborati dal World Economic Outlook i 20 Stati più indebitati al mondo sono:

  • Giappone: 237,6% del Pil;
  • Grecia: 181,8%;
  • Barbados: 157,3%;
  • Libano: 146,8%;
  • Italia: 131,8;
  • Eritrea: 131,2%
  • Congo: 130,8%;
  • Capo Verde: 125,8%;
  • Portogallo: 125,7%;
  • Sudan: 121,6%;
  • Singapore: 111,1%;
  • Bhutan: 106,3%;
  • Stati Uniti: 105%;
  • Belgio: 103,4%;
  • Egitto: 103%;
  • Mozambico: 102,1%;
  • Giamaica: 101%;
  • Belize: 99%;
  • Spagna: 98,4%;
  • Francia: 96,8%.

Agli ultimi posti della classifica si trovano:

  • Estonia: 9% del Pil;
  • l’Afghanistan: 7%;
  • Brunei: 2,8%;
  • Honk Kong: 0,1%
  • Macao e Isole Falkland: 0.

Il dato che salta all’occhio immediatamente esaminando questa classifica, è che Stati tra i più poveri in assoluto, come l’Eritrea e il Congo, si trovano dietro l’Italia.

Inoltre, la maggior parte dei Paesi “sottosviluppati” presentano un indebitamento inferiore al 100% del Pil annuo e, quindi, una situazione finanziaria più sostenibile di diverse Nazioni europee e degli Stati Uniti che, invece, occupano posti nella lista dei 20 Paesi più indebitati al mondo.

Senza dimenticare, poi, che vi sono alcune eccellenze, quali ad esempio la Nigeria (22%) e il Congo (18%), il cui livello di indebitamento è di gran lunga inferiore al 30% del Pil.

Quali sono i Paesi più indebitati al mondo secondo l’Ocse

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha redatto una propria classifica dei Paesi più indebitati al mondo, seguendo criteri diversi da quelli presi a riferimento dal World Economic Outlook.

In questo caso Giappone (con il 220%) e Grecia si trovano ad occupare il primo e il secondo posto per il maggior debito al mondo, mentre l’Italia è al terzo posto con il 148% del Pil a fronte di una media dei Paesi industrializzati del 110% e con Estonia e Cile (30%) ai livelli minimi.

Quali sono i Paesi più indebitati al mondo per debito pubblico procapite

L’Ocse ha redatto, altresì, un’altra classifica, ovvero quella dei Paesi al mondo con il più alto debito pubblico procapite a parità di potere d’acquisto.

Il primo posto spetta sempre al Giappone con 90.000 dollari, seguito dagli Stati Uniti, con 65.000 dollari e dall’Italia, con 62.667 dollari. La media Ocse è di 53.600 dollari.

Quali sono i Paesi più indebitati in Europa

Per quanto riguarda i 10 Paesi più indebitati in Europa con riferimento al 2019 a guidare la classifica è la Grecia dove il debito pubblico si è attestato al 176,6% del Pil.

Seguono:

  • Italia: 134,8%;
  • Portogallo: 117,7%;
  • Belgio: 98,6%;
  • Francia: 98,1%;
  • Spagna: 95,5%;
  • Cipro: 95,5%;
  • Austria: 70,4%;
  • Germania: 59,8%;
  • Finlandia: 59,4%.

Per quanto riguarda l’Italia il debito pubblico è rimasto invariato rispetto all’anno precedente mentre in Germania e Spagna è diminuito, passando rispettivamente dal 61,9% al 59,8 e dal 97,6% al 95,5%. Tuttavia, la Nazione dove si è avuta una contrazione maggiore, pari al 5,1%, è stata Cipro, che è passata dal 100,6% del 2018 al 95,5% del 2019.

Fuori dall’euro zona tra i Paesi più indebitati troviamo:

  • la Croatia, con il 73,2% del Pil;
  • l’Ungheria, con il 66,3%;
  • la Polonia con il 46%.

All’ultimo posto della classifica si colloca la Bulgaria con il 20,4%.

Quali possibili ripercussioni sul debito pubblico a causa del Covid 19

Nel mese di aprile scorso, la Commissione europea ha presentato le previsioni economiche di primavera in base alle quali nel 2020 il debito pubblico subirà una forte crescita in tutti i Paesi dell’UE con una media globale che passerà dall’8,3% dello scorso anno al 96,4% di quest’anno.

La contrazione del Pil e l’aumento del deficit saranno conseguenze della crisi economica causata dallo scoppio della pandemia di covid 19 in tutto il mondo

In particolare, in Italia, il crollo del Pil sarà del 9,5% ed il debito pubblico passerà dal 134,8% del 2019 al 155,5% del 2020; in Francia il crollo sarà del 8,2% del Pil e in Germania ammonterà al 6,5% mentre il debito pubblico crescerà rispettivamente dal 98,5 al 115,4% e dal 59,8% al 68,7%.

Secondo la Commissione europea, la ripresa sarà diversa in ogni Stato dell’UE e dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia ma anche dalla struttura delle singole economie e dalla capacità di risposta dei vari Paesi attraverso delle mirate politiche di stabilizzazione.

Dalle previsioni emerge anche che entro la fine del 2021 solo in Germania, Austria, Croazia, Slovacchia e Polonia l’attività economica tornerà ai livelli pre-coronavirus.

In Italia, Spagna e Olanda, invece, il livello della produzione resterà sotto del 2% rispetto alla fine del 2019.

Per quanto riguarda le previsioni a livello mondiale, il balzo più forte si dovrebbe registrare negli Stati Uniti (+ 22,1% punti con un debito al 131,1% del Pil) e in Canada (+ 20,9 punti al 109,5%) mentre il Giappone passerà dal 237,4% del 2019 al 251,9% del 2020.

In conclusione, la crescita del debito pubblico nei tre Paesi più indebitati al mondo per debito pubblico procapite, cioè il Giappone, gli Stati Uniti e l’Italia, porterà ad un aumento rilevante del fabbisogno di rifinanziamento rispetto al Pil: non si tratta proprio di una situazione rosea.



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