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Con il decreto Rilancio posso regolarizzare una badante straniera?

30 Maggio 2020
Con il decreto Rilancio posso regolarizzare una badante straniera?

A fine febbraio, la mia badante extracomunitaria (che lavorava al mio servizio a nero) è tornata nel suo paese d’origine e vorrebbe ora ritornare per lavorare come badante nuovamente al mio servizio. In che modo posso regolarizzarla approfittando del decreto Rilancio?

In base all’articolo 103 del decreto legge cosiddetto “Rilancio” (decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020) l’istanza per la “regolarizzazione” (istanza  dovrà essere presentata dal 1° giugno fino al 15 luglio 2020) può essere presentata:

  • per la regolarizzazione anche nei settori dell’assistenza alla persona (per sé stessi o per componenti della propria famiglia, anche se non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza) e del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare quindi anche per badanti e colf;
  • da cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, per ottenere un permesso di soggiorno temporaneo della validità di sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza,
  • a condizione che i cittadini stranieri che presentano l’istanza siano presenti sul territorio italiano alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati alla stessa data e che abbiano svolto attività di lavoro nei settori indicati dal decreto (cioè nei settori di agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura o nei settori dell’assistenza alla persona o del lavoro domestico) prima del 31 ottobre 2019.

Lo stesso articolo 103 del decreto legge “Rilancio” stabilisce che l’istanza per la “regolarizzazione” (cioè per ottenere un permesso temporaneo di soggiorno di mesi sei) può essere presentata, sempre tra il 1° giugno e il 15 luglio 2020, anche da:

  • datori di lavoro (italiani o comunitari o stranieri muniti di titolo di soggiorno) per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale oppure per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri;
  • a condizione che il cittadino straniero sia stato sottoposto a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 oppure che abbia soggiornato in Italia prima dell’8 marzo 2020 in base alla dichiarazione di presenza resa in base alla legge n. 68 del 2007 (o in base a documenti aventi data certa proveniente da organismi pubblici) e, in entrambi i casi, che non abbia abbandonato l’Italia dopo l’8 marzo 2020.

Sempre il decreto legge Rilancio prevede infine che:

  • debba successivamente essere emanato un decreto ministeriale per stabilire, tra le altre cose, anche i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per la conclusione del rapporto di lavoro;
  • se l’istanza è presentata dal datore di lavoro, questi debba versare di un contributo forfettario di euro 500,00 (per ciascun lavoratore da regolarizzare), mentre se l’istanza è presentata dal cittadino italiano o straniero il contributo da versare dovrà essere pari ad euro 130,00.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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