Passaporto sanitario: il Governo frena

21 Maggio 2020
Passaporto sanitario: il Governo frena

Il ministro degli Affari Regionali Boccia: «Niente autonomie fai da te, sulla mobilità internazionale decide lo Stato».

Stop del Governo alle iniziative Regionali per la creazione di un passaporto sanitario necessario ai turisti per l’ingresso. Un’iniziativa sulla quale si era mossa per prima la Sardegna, dove il presidente Solinas ha lanciato l’idea di porre come condizione di accesso l’effettuazione di un tampone all’arrivo e di test periodici durante il soggiorno.

La proposta è stata rilanciata anche in Sicilia, dove però il governatore Musumeci l’ha battezzata “patente sanitaria” anziché passaporto, ma il contenuto è all’incirca il medesimo, prevedendo l’esecuzione di test Covid-19 ai turisti italiani o stranieri in arrivo nell’isola.

Adesso, però, interviene il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia: “L’autonomia delle Regioni è quella scolpita nella Costituzione, non è fai-da-te”, afferma in un’intervista a ‘Mattino Cinque’, su Canale 5, riportata dall’Adnkronos.

“Ai tempi del Covid-19, siccome la profilassi internazionale è competenza esclusiva dello Stato, abbiamo dato regole molto chiare e le abbiamo portate in Parlamento che quando si esprime è sovrano e le Regioni si adeguano”, ha proseguito il ministro.

Dunque, passaporti sanitari oggi non esistono: una cosa è la narrazione, un’altra le regole chiare. Tutto quello che può essere deciso rispetto alla mobilità internazionale lo decide lo Stato“, ha concluso. Perciò qualsiasi iniziativa in merito non potrà essere assunta autonomamente dalle Regioni ma dovrà essere adottata dal Governo e dal Parlamento nazionale.



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