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Parcheggio bici nei condomini

22 Maggio 2020 | Autore:
Parcheggio bici nei condomini

Spazio destinato al posteggio delle biciclette: il regolamento condominiale può prevederne uno? Si possono parcheggiare le bici nel cortile o nell’androne?

Le realtà condominiali non sono mai semplici; a volte basta davvero poco per far nascere un diverbio che rischia di sfociare in qualcosa di più grave. Una delle cause di maggior litigio tra condòmini riguarda l’occupazione delle parti comuni, tipo le scale, l’androne o il cortile. Sarà sicuramente capitato anche a te di imbatterti all’improvviso in qualche oggetto lasciato da uno degli inquilini nel bel mezzo del pianerottolo; un classico, poi, è lasciare le biciclette nell’androne o nel cortile condominiale. Questo comportamento è legittimo? Cosa dice la legge a proposito del parcheggio delle bici in condominio?

Come vedremo, non esiste una specifica norma di legge che disciplina questo fenomeno; tuttavia, dalla complessiva normativa dedicata al condominio si evince facilmente se sia lecito o meno occupare gli spazi comuni con le proprie cose. In realtà, molto dipende anche dalle previsioni del regolamento, il quale potrebbe contemplare la possibilità di adibire determinati luoghi per scopi specifici. Se vuoi saperne di più sul problema del parcheggio bici in condominio, sei nel posto giusto. Prosegui nella lettura.

Parcheggio bici nelle aree comuni: è possibile?

Il primo problema che si pone in merito al parcheggio delle biciclette in condominio è quello delle aree comuni, cioè degli spazi condominiali che possono essere utilizzati da chiunque: pensa all’androne o al cortile, ad esempio.

È possibile parcheggiare le bici nelle aree condominiali? La risposta è negativa, a meno che il regolamento condominiale o una delibera assembleare non preveda il contrario.

Il divieto di parcheggiare le bici nelle aree comuni si evince direttamente dal codice civile, e in particolare dalla norma [1] secondo cui ciascun condomino può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Dunque, non è possibile occupare le zone condominiali (androni, cortili, pianerottoli, ecc.) se l’occupazione è di intralcio agli altri, i quali sono di fatto impediti a poter godere dell’area come vorrebbero.

In pratica, l’uso della cosa comune deve permettere ad ogni altro singolo condomino di servirsene anche per soddisfare le proprie analoghe esigenze.

Androne condominiale: si possono parcheggiare bici?

Da quanto detto nel paragrafo precedente si evince che non è possibile parcheggiare le biciclette nell’androne condominiale, trattandosi di luogo adibito alla sua destinazione naturale, ovverosia al transito delle persone per accedere agli alloggi.

È possibile che una bicicletta sia eccezionalmente lasciata per poco tempo per via dell’immediato utilizzo che il proprietario intende farne, ma non è possibile adibire l’androne a parcheggio di biciclette.

Cortile condominiale: è possibile parcheggiare bici?

I cortili condominiali sono spazi esterni ubicati nell’ambito di un edificio o tra diversi fabbricati confinanti. L’uso principale, secondo la giurisprudenza costante, è quello di fornire aria e luce agli appartamenti o, ancora, di garantire il passaggio di cose e mezzi quando questo sia possibile e necessario. È possibile parcheggiare le biciclette nel cortile del condominio?

In linea di massima, quanto detto nel paragrafo superiore vale anche per il cortile condominiale, con una precisazione: poiché il cortile non è, in genere, luogo adibito al transito dei condòmini che intendono raggiungere le proprie unità abitative, sarebbe possibile lasciare momentaneamente la propria bicicletta, purché essa non limiti l’utilizzo che della cosa comune possono fare gli altri proprietari.

Se il regolamento vieta in assoluto di parcheggiare bici, anche momentaneamente, nel cortile condominiale, a prescindere dalla limitazione al godimento della cosa comune, allora anche questa condotta dovrà ritenersi vietata.

Regolamento: può autorizzare parcheggio bici?

Il regolamento condominiale può prevedere uno spazio comune adibito a parcheggio di biciclette. Per la precisione, il regolamento può contemplare uno spazio condominiale destinato alle rastrelliere per le bici.

È chiaro che tale luogo non potrà essere l’androne, in quanto una previsione del genere muterebbe del tutto la destinazione naturale dello stesso; è possibile però che un’area dedicata allo stazionamento delle bici possa essere dedicata all’interno del cortile condominiale.

Ovviamente, ciò è possibile a patto che l’area adibita a parcheggio bici sia comune: per espressa previsione di legge [2], infatti, le aree tipicamente condominiali (tipo l’androne, il cortile, le scale, ecc.) sono tali solamente se il titolo di acquisto non prevede diversamente.

Dunque, potrebbe anche darsi che il piccolo cortile di un condominio sia di proprietà esclusiva dell’unico condomino che si trova a pianterreno; in un’ipotesi del genere, il parcheggio delle biciclette sarebbe impossibile.

Assemblea: può autorizzare un parcheggio bici?

Oltre al regolamento, anche l’assemblea può autorizzare un parcheggio per biciclette su area condominiale. Per farlo, però occorrono le maggioranze stabilite dalla legge [3]: per la precisione, i condòmini possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni, purché deliberino con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio.

Dunque, le opere e gli interventi necessari per consentire l’uso degli spazi comuni mediante rastrelliere come posteggio per le biciclette possono essere deliberate solamente con la maggioranza qualificata anzidetta.

In Parlamento è stato proposto un disegno di legge volto ad abbassare il quorum necessario all’approvazione di questo tipo di innovazione (in particolare, sarebbe valida la deliberazione approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio) ma, allo stato, occorre ancora un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio.


note

[1] Art. 1102 cod. civ.

[2] Art. 1117 cod. civ.

[3] Art. 1120 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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