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Esenzione ticket: ha una scadenza?

21 Maggio 2020 | Autore:
Esenzione ticket: ha una scadenza?

Chi non paga visite o esami per reddito o per patologia deve rinnovare l’attestato? L’elenco da scaricare con tutte le durate a seconda della malattia.

Hai un reddito basso o una patologia che dà diritto all’esenzione dal pagamento del ticket. Probabilmente, nel momento in cui hai ottenuto questo beneficio ti sei chiesto se ne potrai usufruire automaticamente a vita, senza più pensarci, oppure se l’esenzione ticket ha una scadenza.

In linea di massima, si potrebbe rispondere «sì» a entrambe le domande. Ci sono, infatti, delle situazioni in cui l’esenzione dal pagamento del ticket dura per sempre ed altre in cui ogni tanto bisogna rinnovarlo. Va ricordata, infatti, l’essenza di questa agevolazione, riconosciuta per motivi di reddito o perché si ha una malattia cronica o particolarmente grave. Può succedere, però, che una di queste due condizioni cambino nel tempo e che, quindi, si perda il diritto a non pagare una prestazione sanitaria. Ecco, allora, quando l’esenzione ticket ha una scadenza.

Come sai, il ticket sanitario non è altro che una tassa da versare quando si ha bisogno di fare una visita specialistica o un esame oppure deve ricevere una prestazione di pronto soccorso non urgente e non seguita da ricovero o, ancora, quando va a fare una cura termale. In questo modo, si contribuisce a mantenere il Sistema sanitario pubblico nella misura in cui ciascuno lo utilizza.

Alcune fasce di cittadini, però, hanno il diritto a ricevere tutte queste prestazioni in modo gratuito sia perché sono economicamente disagiati, sia perché hanno una patologia particolare. L’esenzione può essere definitiva in un caso di malattia cronica ma può essere anche temporanea, ad esempio per una donna in gravidanza. Vediamo, allora quando ha una scadenza l’esenzione dal ticket sanitario, se lo si può rinnovare e, in questo caso, che cosa bisogna fare.

Esenzione ticket per reddito: chi ne ha diritto?

Come accennato, uno dei motivi per cui è possibile ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket è legato al reddito. In questo caso, l’agevolazione è prevista per chi vera in determinate condizioni economiche e sociali e si trova al di sotto della soglia minima stabilita dalla legge.

Hanno diritto all’esenzione per reddito:

  • i bambini di età inferiore a sei anni e gli over 65 purché appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro (codice di esenzione E01);
  • i disoccupati ed i suoi familiari a carico se il reddito non supera i 8.263,31 euro annui, aumentabile a 11.362,05 euro nel caso di coniuge a carico, più ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice di esenzione E02);
  • chi percepisce l’assegno sociale ed i suoi familiari a carico (codice di esenzione E03);
  • chi è titolare di pensione minima e ha un’età superiore a 60 anni ed i suoi familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro annui, a 11.362,05 euro se è presente anche il coniuge a carico, più ulteriori 516,46 per ogni figlio a carico (codice di esenzione E04).

Per ottenere l’esenzione dal ticket per reddito non bisogna fare nulla, nemmeno andare all’Asl a presentare la domanda. Considera, infatti, che l’Agenzia delle Entrate, all’inizio di ogni mese di aprile, elabora un elenco dei cittadini che dichiarano un reddito al di sotto delle soglie sopra citate e lo invia ai medici di famiglia. In questo modo, quando il paziente ha bisogno di una prestazione sanitaria, il suo medico sa già che lui ha diritto all’esenzione e quale codice deve segnare sulla ricetta o sull’impegnativa.

Solo in un caso bisogna recarsi alla propria Asl di appartenenza: quando, pur avendo i requisiti, non si è stati inclusi nell’elenco dell’Agenzia delle Entrate. A questo punto, basterà presentare un’autocertificazione per richiedere un certificato provvisorio di esenzione da consegnare al medico di base.

Esenzione ticket per reddito: ha una scadenza?

Naturalmente, le condizioni economiche o sociali di una persona possono variare nel tempo: chi è disoccupato può trovare un lavoro e vedere crescere il suo reddito. Ecco perché questo tipo di esenzione dal ticket ha una scadenza annua. In pratica, occorre procedere al rinnovo. Normalmente, la validità dell’esenzione va dal 1° aprile al 31 marzo, ma può essere rinnovata.

Per rinnovare l’esenzione dal ticket per reddito, bisogna contattare il medico di famiglia in modo da verificare di essere ancora inseriti nell’elenco dell’Agenzia delle Entrate di cui abbiamo parlato prima e, quindi, se ancora si ha diritto all’agevolazione. In questo caso, come nel momento in cui è stata riconosciuta, non bisogna fare nulla. Se, invece, il nominativo è sparito da quell’elenco, tocca andare all’Asl di appartenenza per presentare la richiesta.

C’è, però, un caso in cui il rinnovo non è automatico e riguarda i disoccupati: devono sempre presentare, alla scadenza dell’esenzione, un’autocertificazione in cui dichiarano la propria condizione economica e sociale.

Oltre all’autocertificazione, per rinnovare l’esenzione dal ticket sanitario per reddito occorre presentare all’Asl:

  • una fotocopia fronte retro del documento di identità dell’interessato e dei suoi familiari a carico;
  • una fotocopia fronte retro del codice fiscale del richiedente e dei suoi familiari a carico.

Nelle Regioni che dispongono di questo servizio, è possibile procedere al rinnovo online dell’esenzione.

Esenzione ticket per patologia: chi ne ha diritto?

L’altra motivazione per cui si può avere diritto all’esenzione dal ticket sanitario è quella di soffrire di una particolare patologia. In questo caso, il cittadino può ricevere gratuitamente le prestazioni sanitarie di cui ha bisogno per tenere monitorata la malattia.

L’elenco delle singole patologie che danno diritto all’esenzione è lungo, ma si possono classificare in quattro comparti:

  • malattie croniche o rare: in quest’ultimo caso, l’esenzione riguarda qualsiasi tipo di prestazione mirata alla diagnosi della malattia, ad osservare ogni cambiamento e alla prevenzione;
  • diagnosi precoce di tumori all’utero, al seno e al colon-retto;
  • invalidità, quando la riduzione della capacità lavorativa supera il 66%. L’esenzione può essere applicata solo per alcune visite specialistiche legate al motivo dell’invalidità oppure per tutte le visite sanitarie, a seconda dei casi;
  • gravidanza;
  • obesità, quando l’indice di massa corporea Bmi è superiore a 40 e si soffre della cosiddetta «obesità morbigena».

È il medico di famiglia a decidere se un paziente si trova nelle condizioni di poter chiedere l’esenzione dal ticket per patologia. In tal caso, prescrive gli esami necessari e l’opportuna visita specialistica, durante la quale, se si riscontra la malattia lamentata, verrà rilasciata la certificazione. Gli esami e la visita vanno effettuati in una struttura pubblica.

Il certificato va consegnato all’Asl di appartenenza allegando una copia di un documento di identità in corso di validità e il codice fiscale. Il paziente riceve un tesserino di esenzione da portare al medico di base affinché venga registrato.

Esenzione ticket per patologia: ha una scadenza?

Se l’esenzione dal ticket per reddito ha una validità annua, quella per patologia non ha una scadenza fissa. Entrambi i casi, però, sono condizionati da un eventuale mutamento dei requisiti.

In altre parole, abbiamo visto che l’esenzione per reddito potrebbe venire meno se, ad esempio, un disoccupato trova lavoro ed il suo guadagno annuo supera la soglia che dà diritto all’agevolazione. Così, chi ha un’esenzione per determinate patologie potrebbe (come ci si augura) migliorare il suo stato di salute e non avere più le condizioni richieste per beneficiare di visite o di esami gratuiti.

Vige, comunque, la regola secondo cui l’attestato di esenzione, al momento del rilascio o del rinnovo, non può avere una validità inferiore ai minimi previsti dalla legge [1]. Validità che puoi consultare in questo elenco in cui sono riportate le durate di ciascuna esenzione a seconda di ogni tipo di patologia.

Una volta scaduta l’esenzione, per il rinnovo occorre rifare la procedura del rilascio, quindi: visita dal medico di famiglia, visita specialistica per la certificazione, consegna del certificato all’Asl.


note

[1] Legge n. 35/2012.


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