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Autocertificazione cambio domicilio

21 Maggio 2020 | Autore:
Autocertificazione cambio domicilio

Come fare per variare il luogo scelto come sede principale dei propri affari ed interessi e quali moduli bisogna compilare.

Sei uno studente universitario e per frequentare i corsi hai preso casa in affitto in una città diversa dal tuo luogo di origine. Sei un lavoratore e ti hanno trasferito in un altro stabilimento dell’azienda; sei un lavoratore autonomo ed hai cambiato la sede del tuo studio. Sei un anziano e devi trascorrere qualche mese di soggiorno in un luogo di cura.

In tutti questi casi, hai fatto un cambio di domicilio e potresti avere bisogno di comunicarlo e renderlo noto, ad esempio per modificare l’indirizzo presso cui ti arrivano le bollette della luce, del gas o del telefono o per dichiarare alle autorità, agli uffici pubblici ed a soggetti privati che il luogo da te scelto come centro dei tuoi affari ed interessi è variato.

Puoi farlo in modo molto più facile della variazione di residenza: basta un’autocertificazione, che si ottiene compilando e sottoscrivendo un semplice modulo in cui dichiari ed attesti, sotto la tua responsabilità, queste circostanze che riguardano la tua vita

Cos’è il domicilio

Il domicilio è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede dei propri affari ed interessi. È un concetto definito dal Codice civile [1] e si differenzia da quello di residenza, che ha valore anagrafico e coincide con il luogo in cui si ha la dimora abituale e nel quale è avvenuta l’iscrizione nei registri dell’anagrafe comunale della popolazione.

Differenza tra domicilio e residenza

La residenza va, quindi, dichiarata in Comune; il domicilio non necessariamente. Inoltre, la residenza è vincolata al luogo in cui si trova la tua abitazione principale, mentre il domicilio dipende da varie circostanze, ad esempio l’ubicazione della tua attività o studio professionale, della tua università o della casa in cui vivono i tuoi familiari più stretti, soprattutto i tuoi genitori, nel caso in cui tu ti sia spostato per motivi di lavoro ma continui a mantenere un legame affettivo e abitativo con la tua dimora natale.

Domicilio generale o speciale

Il concetto di domicilio che stiamo esaminando è quello di domicilio generale e riguarda la sede dei tuoi affari ed interessi; non può che essere unico ed esclusivo, anche se può variare nel corso del tempo in relazione ad una modifica della situazione di fatto, come un cambiamento di lavoro o di sede.

Ci sono, poi, i domicili speciali che riguardano singoli e determinati atti o affari: potrai essere domiciliato in un determinato luogo per le comunicazioni relative ad un contratto, oppure anche presso il tuo avvocato o un altra persona incaricata come domiciliatario se hai instaurato un’azione legale o una causa giudiziaria. In tutti questi casi devi scegliere ed eleggere un domicilio, necessariamente per iscritto [3].

I vari tipi di domicilio

Quanto abbiamo detto vale per distinguere le due principali categorie del domicilio generale, che è unico, e dei domicili speciali, che possono essere molteplici e vanno sempre dichiarati per iscritto. Ci sono, inoltre, vari tipi di domicilio, in relazione ai soggetti con i quali hai rapporti giuridici.

C’è innanzitutto il domicilio fiscale, che è stabilito ai fini dell’accertamento delle imposte e di solito coincide con il Comune di residenza anagrafica (ma serve averlo anche ai cittadini residenti all’estero); le sue variazioni, se non coincidono con il mutamento della residenza, vanno comunicate all’Agenzia delle Entrate, altrimenti le notifiche di eventuali atti tributari che perverranno nel precedente luogo di domiciliazione potranno essere ritenute valide.

Ora, esiste anche il domicilio digitale del cittadino: per facilitare la comunicazione con le pubbliche amministrazioni ed evitare spostamenti per recarsi presso gli uffici o il rischio di non ricevere raccomandate, o l’onere di doverle andare a ritirare quando si trovano in giacenza, si può indicare un indirizzo valido di Pec, la posta elettronica certificata. Per approfondire questi aspetti, puoi leggere domicilio digitale: cos’è e come ottenerlo.

Dove si può o si deve scegliere il domicilio

In genere il domicilio può essere individuato a discrezione del soggetto. Per i maggiorenni vige il principio della libera scelta del domicilio; ad esempio, neppure i coniugi sono tenuti ad avere un domicilio unico nella stessa casa familiare, ma possono stabilirlo ciascuno in una località diversa, se ad esempio lavorano in diverse città. I minori, invece, sono necessariamente domiciliati presso i genitori e, se essi sono separati, insieme a quello con il quale convivono [2].

Il cambio di domicilio

Il domicilio può essere cambiato liberamente se, per i motivi più vari, cambia il centro dei tuoi affari ed interessi. Può essere un’esigenza di studio, che ti porta a frequentare l’università e a prendere in affitto una casa in una località diversa da quella in cui abitavi ma mantieni la tua residenza, o una variazione di lavoro o di sede di svolgimento delle mansioni, in un altro stabilimento dell’azienda o in un altro ufficio o in un nuovo studio professionale. O anche un motivo affettivo, che ti porta a congiungerti stabilmente con una persona, andando a vivere insieme, oppure a lasciarla andando a vivere da un’altra parte.

Mentre il cambio della residenza deve essere dichiarato ufficialmente all’anagrafe del Comune, per cambiare domicilio basta semplicemente spostare in un’altra località la sede principale dei propri affari ed interessi. Perciò, mentre esiste il certificato di residenza per comprovare questa situazione, non è previsto un analogo “certificato di domicilio”.

Come fare il cambio di domicilio

Ciò non toglie che tu possa avere interesse, o necessità, di dimostrare che il tuo domicilio si trova in un determinato luogo. Per farlo hai bisogno di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà [4] detta anche atto notorio e, più comunemente, chiamata autocertificazione.

Si tratta di una “dichiarazione sostitutiva” perché può essere compilata e firmata direttamente dal cittadino, senza bisogno dell’intervento dei pubblici uffici se non per autenticare la sottoscrizione. Con questa attestazione si dichiara di voler eleggere il proprio domicilio in un determinato luogo. Lo spostamento può avvenire anche nell’ambito dello stesso Comune, si avrà pur sempre un valido cambio di domicilio.

A quel punto, il documento potrà essere esibito agli organi della pubblica amministrazione, che avranno l’obbligo di accettarla (salve verifiche successive sull’autenticità e sulla veridicità di quanto dichiarato) ed anche ai privati o ai gestori di pubblici servizi per le esigenze del caso (ad esempio, un fornitore di energia elettrica di gas o di servizi telefonici ed internet per la domiciliazione delle bollette, comunicazioni e fatture).

L’utilità consiste specialmente nel fatto che in questo modo diventa possibile comunicare facilmente a questi soggetti l’intervenuta variazione del tuo domicilio: ricevendo l’atto notorio saranno portati a conoscenza del tuo trasferimento di domicilio in una nuova sede e località. Qui trovi il modulo di autocertificazione per il cambio di domicilio e qui anche le informazioni necessarie per sapere come fare per cambiare domicilio insieme al modello di autocertificazione.

Il cambio domicilio temporaneo

Ci possono essere dei casi in cui lo spostamento del luogo di affari o di interessi non è duraturo ma circoscritto nel tempo: ad esempio un trasferimento di lavoro provvisorio oppure il cambio di casa durante il periodo in cui quella principale è impegnata per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione.

I casi possono essere i più disparati: un master universitario in altra sede, il distacco in trasferta di un lavoratore, motivi di salute che comportano un ricovero o un soggiorno in un luogo di cura prolungato per un periodo di tempo apprezzabile, come quando si effettuano le cure termali.

In questi casi c’è un cambio di domicilio temporaneo e talvolta è necessario, per gli stessi motivi che abbiamo visto in precedenza, doverlo documentare. Anche in queste circostanze si può fare l’autocertificazione: qui trovi il modulo per il cambio di domicilio temporaneo.


note

[1] Art. 43, comma 1, Cod. civ.

[2] Art. 45 Cod. civ.

[3] Art. 47 Cod. civ.

[4] Art. 47 D.P.R. n.445/2000.


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