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Ha una scadenza il dvr?

13 Agosto 2020 | Autore:
Ha una scadenza il dvr?

Rischi sul lavoro e misure di sicurezza. Valutazione dei pericoli, organizzazione interna, documenti obbligatori e periodo di validità.

Hai un’impresa con almeno un dipendente? Non conosci le norme applicabili in materia di sicurezza sul lavoro? Nel nostro articolo troverai dei consigli utili. Uno degli aspetti più importanti da prendere in considerazione riguarda il documento di valutazione dei rischi. Si tratta di un atto obbligatorio per legge, la cui assenza porta all’applicazione di pesanti sanzioni.

Ma ha una scadenza il dvr? È questa una domanda di particolare importanza. Dobbiamo, infatti, capire se una volta ottenuta la certificazione della situazione aziendale questa è valida per tutta la durata dell’impresa o deve essere rinnovata.

Interroghiamoci sulla questione e troviamo le soluzioni al caso concreto.

Quali sono le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro?

La materia della sicurezza sui luoghi di lavoro è particolarmente attuale. Hai sicuramente sentito parlare dei tanti incidenti che purtroppo ancora oggi si verificano. Alcuni di essi sono mortali, mentre altri, più frequenti, provocano un’invalidità permanente o una lesione transitoria più o meno grave.

Per prevenire queste situazioni e ridurre il pericolo di infortuni, il nostro sistema giuridico nel 2008 ha adottato il Testo Unico sulla sicurezza del lavoro [1].

Tale fonte ha il fine di organizzare tutte le norme costituzionali, nazionali, regionali e sovranazionali (europee e internazionali) presenti in materia. L’obiettivo principale è, quindi, quello di adottare una legislazione il più possibile completa in un settore così delicato come quello della tutela della salute delle persone.

Le disposizioni si rivolgono a una figura specifica, il lavoratore, ossia colui che:

  • svolge un’attività lavorativa presso un datore pubblico o privato, indipendentemente dal tipo di contratto stipulato;
  • con o senza una retribuzione;
  • anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

Se ti trovi in questa situazione, allora sei uno dei tanti dipendenti italiani o stranieri a favore dei quali sono state adottate le norme sulla sicurezza e la salute in ambito professionale. A te sono equiparati per legge:

  • il socio lavoratore di una cooperativa o di una società, anche di fatto, che presta la sua attività a favore dell’ente;
  • il tirocinante per motivi formativi o di orientamento;
  • l’allievo degli enti di istruzione e universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzi da lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici;
  • i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile.

Le prescrizioni contenute nel Testo Unico devono essere attuate dal datore di lavoro. Tale si considera il titolare del rapporto contrattuale con il suo subordinato.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro?

Il datore di lavoro, per rispettare le norme di legge e proteggere i propri dipendenti da infortuni, deve adempiere a una serie di obblighi inderogabili e, quindi, tra le altre cose deve:

  • operare una valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori;
  • programmare la prevenzione dei pericoli;
  • eliminare i rischi e, se ciò non è possibile, ridurli al minimo sulla base delle conoscenze acquisite dal progresso tecnico;
  • sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o lo è di meno;
  • limitare al minimo il numero dei lavoratori che sono o possono essere esposti al rischio;
  • controllare i dipendenti dal punto di vista sanitario;
  • istruire, formare e informare i lavoratori sulle procedure da seguire;
  • garantire la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza.

Le misure imposte per la tutela dei lavoratori non devono in nessun modo gravare sul dipendente dal punto di vista economico. In altri termini, il tuo capo non ti può mai chiedere di pagare (totalmente o parzialmente) le iniziative prescritte dal Testo Unico.

Che cos’è il dvr? 

Tra i doveri del datore di lavoro rientra il compito di valutare i rischi presenti in azienda. A differenza di quanto può avvenire per le altre funzioni, questo è un adempimento che non può mai essere delegato a un altro soggetto. Egli è, quindi, tenuto a predisporre personalmente il documento di valutazione dei rischi (dvr). In tale attività, può collaborare con altre figure professionali, ossia:

  • il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP);
  • il medico competente (MC);
  • il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), che deve essere necessariamente consultato.

Il dvr deve avere un contenuto ben preciso e, quindi, deve indicare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori connessi:

  1. alle attrezzature di lavoro;
  2. alle sostanze impiegate;
  3. alla sistemazione dei luoghi di lavoro;
  4. alle condizioni dei lavoratori (stato di gravidanza, età, sesso, provenienza).

Inoltre, tale atto, che può essere anche tenuto su supporto informatico, deve contenere:

  • l’indicazione delle misure di prevenzione attuate e dei dispositivi di protezione individuale adottati;
  • il programma delle misure considerate opportune per garantire il miglioramento dei livelli di sicurezza nel corso del tempo;
  • l’individuazione delle procedure per la realizzazione delle misure individuate e dei ruoli dell’organizzazione aziendale che devono provvedervi;
  • l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentate dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
  • l’individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono particolari competenze, capacità professionali, esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Se l’impresa è di nuova costituzione, il datore di lavoro deve effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e deve elaborare il documento entro 90 giorni dalla data di inizio dell’attività.

Il dvr ha una scadenza?

Il dvr non ha una durata illimitata, ma deve essere periodicamente revisionato. Infatti, il datore di lavoro è tenuto a rielaborarlo ogni volta che intervengono le seguenti novità aziendali:

  • modifiche nel processo produttivo e nell’organizzazione del lavoro significative per la salute e la sicurezza dei lavoratori;
  • variazione dell’organigramma aziendale e nuove nomine;
  • quando la necessità di una modifica viene avanzata dalla sorveglianza sanitaria;
  • quando vi sono delle nuove disposizioni legislative che ne impongano la revisione.

L’aggiornamento del dvr deve avvenire entro trenta giorni dal momento in cui si realizzano le modifiche. Il datore di lavoro deve anche:

  • rinnovare le misure di prevenzione;
  • darne comunicazione al responsabile della sicurezza;
  • rendere il provvedimento accessibile al rappresentante dei lavoratori.

Infine, il dvr deve essere munito di data certa che può essere fornita anche soltanto attraverso la sottoscrizione del datore di lavoro, del Rssp e/o dal rappresentante del lavoratore.


note

[1] D.Lgs. 09.04.2008 n. 81 “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”


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