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Ha una scadenza il reddito di cittadinanza?

21 Maggio 2020 | Autore:
Ha una scadenza il reddito di cittadinanza?

C’è un momento in cui la prestazione per i nuclei più bisognosi non viene più pagato? Quando decade il diritto al sussidio?

Può un sussidio dello Stato durare una vita intera? Dipende. Dal sussidio, ma anche dalla capacità di chi lo riceve di riuscire a passare la propria esistenza comodamente seduto sul divano di casa finché c’è qualcuno che lo mantiene senza dover muovere un dito, se non per cambiare canale sul telecomando. Così, c’è chi vede il reddito di cittadinanza come una soluzione temporanea, duratura solo per il tempo che basta a trovare un altro lavoro. E c’è chi vede presta prestazione come la soluzione ai suoi problemi: ci si accontenta di poco, magari si fa un lavoretto in nero ogni tanto con le dovute cautele, e si campa senza troppa fatica. In quest’ultimo caso, si può essere così sicuri di tirarla per le lunghe? Oppure ha una scadenza il reddito di cittadinanza?

Certo, questa domanda la teme soprattutto chi il lavoro davvero lo vorrebbe ma non lo trova. Chi ambisce a migliorare la propria posizione, perché non si accontenta né di quello che passa il convento né di una vita con il telecomando in mano. E mentre il tempo vola e dai colloqui nelle aziende non salta fuori nulla di concreto, mentre cerca di dosare i risparmi per non dover dire ai figli che non può più farli studiare o per evitare uno sfratto, si chiede se ha una scadenza il reddito di cittadinanza. E, in caso affermativo, se quel termine gli darà il tempo necessario a trovare una sistemazione.

Uno Stato che garantisce ai cittadini il minimo indispensabile, può da un giorno all’altro lasciare quei cittadini a bocca asciutta togliendo loro il reddito di cittadinanza? In realtà, volendo, la prestazione può restare valida per sempre. Anche se ogni 18 mesi va rinnovato, previa sospensione di un mese tra un rinnovo e l’altro. Ma ci sono dei casi in cui i requisiti vengono meno e, quindi, il sussidio scade. Vediamo quali sono.

Rdc: scadenza per nuovo lavoro dipendente

Uno dei motivi che determinano la scadenza del reddito di cittadinanza è un nuovo contratto di lavoro subordinato per chi fa parte di un nucleo familiare beneficiario del sussidio. In questo caso, il maggior reddito da lavoro concorre alla determinazione del reddito di cittadinanza nella misura dell’80%, a decorrere dal mese successivo a quello della variazione e fino a quando il maggior reddito non è recepito nella dichiarazione Isee, con riferimento all’intero anno.

La prestazione scade completamente nel momento in cui il reddito di lavoro supera quello familiare stabilito per avere il diritto al sussidio.

Rdc: scadenza per nuovo lavoro autonomo

Altra possibilità: che il beneficiario del reddito di cittadinanza non aspetti la «manna dal cielo» ma, in assenza di un contratto come dipendente, decida di avviare un’attività di lavoro autonomo. In questo caso, il diretto interessato continuerà a percepire ancora per due mesi la stessa identica cifra che gli è stata erogata fino a quel momento ancora. Dopodiché, l’importo viene aggiornato ogni trimestre, sulla base del trimestre precedente.

Come per il nuovo contratto di lavoro subordinato, anche per l’autonomo scade il reddito di cittadinanza nel momento in cui il reddito di lavoro supera quello familiare stabilito per avere il diritto al sussidio.

Rdc: scadenza per gravi violazioni

Forse più che di «scadenza» si dovrebbe parlare di «decadenza» del reddito di cittadinanza, in questo caso. Ci riferiamo a quelle situazioni in cui vengono riscontrate delle gravi violazioni alle disposizioni di legge che regolano la prestazione. Per esempio:

  • usare delle dichiarazioni o dei documenti falsi o in cui si certifica qualcosa di non vero o vengono omesse delle informazioni utili per poter ottenere il reddito di cittadinanza. Se si viene a sapere, non solo il sussidio non viene più pagato ma si rischiano anche dai due ai sei anni di carcere;
  • non comunicare eventuali variazioni di reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività non lecite (lavoro nero, tanto per fare un esempio classico) oppure nascondere delle informazioni rilevanti alla decadenza della prestazione. Anche in questo caso sono previste la perdita del reddito di cittadinanza e la reclusione, questa volta da uno a tre anni;
  • essere condannati in via definitiva per questi reati e per altri (riportati in nota) [1]. Questa circostanza comporta la revoca immediata del reddito di cittadinanza con effetto retroattivo. Significa che il beneficiario deve restituire all’Inps le somme che ha percepito in modo indebito. Inoltre, non sarà possibile chiedere di nuovo la prestazione prima che siano trascorsi 10 anni dalla condanna.

Da aggiungere che anche nei primi due casi, cioè quando non corrispondono al vero le dichiarazioni o le informazioni fornite al momento di presentare la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza e quando non vengono comunicate le variazioni di reddito e/o patrimonio, il beneficiario non solo perderà il diritto al sussidio ma dovrà restituire ciò che ha percepito.

Rdc: scadenza per violazione degli adempimenti

Si perde il diritto al reddito di cittadinanza anche quando uno dei componenti del nucleo familiare:

  • non si rende per iscritto immediatamente disponibile al lavoro attraverso l’apposita dichiarazione, anche dopo il primo incontro presso il centro per l’impiego o presso i servizi competenti, tranne nei casi in cui è possibile essere esclusi o esonerati da tale impegno;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro o quello per l’inclusione sociale (sempre ad eccezione di chi può essere esonerato);
  • è assente senza un motivo giustificato alle iniziative di formazione o di riqualificazione professionale;
  • non attiva il servizio di ricollocazione intensivo quando ne ha diritto né aderisce ai progetti di utilità del suo Comune di residenza;
  • non accetta almeno una delle prime tre offerte di lavoro che gli vengono proposte oppure la prima offerta congrua in caso di rinnovo;
  • non presenta la dichiarazione Isee aggiornata quando cambia il nucleo familiare;
  • svolge del lavoro dipendente, autonomo o in nero senza fare alcuna comunicazione.

Infine, il reddito di cittadinanza scade quando non viene presentata la dichiarazione Isee entro il 31 gennaio: il beneficio resta sospeso fino alla presentazione della nuova dichiarazione.


note

[1] I reati per i quali è prevista la decadenza dal reddito sono i seguenti:

  • utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, omissione di informazioni dovute, al fine di conseguire il sussidio;
  • omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio entro i termini previsti dal DL 4/2019;
  • reati previsti dagli articoli 270 -bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 -bis del codice penale, nonché delitti commessi avvalendosi delle
  • condizioni previste dal predetto articolo 416 -bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per gli stessi reati.

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