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Cosa dare alla polizia quando ti ferma

16 Agosto 2020 | Autore:
Cosa dare alla polizia quando ti ferma

Quali documenti può chiedere la polizia quando ti ferma? È obbligatorio mostrare la carta d’identità? Cosa rischia chi dichiara il falso?

Essere fermati dalla polizia non è mai piacevole, anche quando si è assolutamente in regola e, pertanto, non si avrebbe nulla da temere. È innegabile infatti che un controllo da parte delle forze dell’ordine non è mai un’esperienza priva di una certa carica tensiva: le autorità potrebbero contestare un documento non in regola, un pezzo dell’auto non omologato, ecc. Insomma: se a un posto di blocco la polizia o i carabinieri non ci fermano, è meglio. Nel caso contrario, quali documenti possono chiedere le forze dell’ordine? Cosa bisogna dare alla polizia quando ci ferma?

Con questo articolo cercheremo di fare chiarezza su questi aspetti e, soprattutto, sull’eventuale obbligo di esibire il proprio documento d’identità alla polizia. Cosa succede quando non si è in regola? C’è l’obbligo di dare alle forze dell’ordine tutta la documentazione che chiede? Quando scatta il reato e quando, invece, è prevista la sola sanzione amministrativa? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa dare alla polizia quando ferma un cittadino.

Polizia: quali documenti può chiedere?

Quali documenti può chiedere la polizia quando ti ferma? Dipende dal tipo di controllo, o meglio dalle circostanze in cui avviene il fermo: c’è una sostanziale differenza, infatti, tra i controlli eseguiti sui “pedoni” e quelli effettuati su chi si trova al volante di un veicolo a motore.

Se la polizia ti ferma mentre stai passeggiando, sappi che non hai alcun obbligo di esibire i tuoi documenti: l’unico obbligo che la legge impone è quello di declinare le proprie generalità, cioè di fornire tutti quei dati (nome, cognome, residenza, ecc.) che valgono all’identificazione personale.

La polizia non potrà chiederti la carta d’identità, né altro documento equipollente (la patente, ad esempio); se ti rifiuti, pertanto, non incorrerai in reato.

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], non commette alcun reato la persona fermata in strada che si rifiuti di mostrare il proprio documento d’identità e che anzi, incalzato dalle forze dell’ordine, decida di fuggire via.

Polizia stradale: quali documenti può chiedere?

Diversa è la situazione se la polizia (o altra autorità) ti ferma mentre sei alla guida di un veicolo a motore: in tal caso, la legge [2] autorizza le forze dell’ordine a chiedere il documento di circolazione e la patente di guida, nonché ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, deve essere portato con sé a bordo (ad esempio, il certificato assicurativo).

Dunque, il controllo della polizia mentre si è alla guida è sicuramente più penetrante, potendosi spingere alla richiesta della patente e del libretto, documenti dai quali la polizia evincerà non solo le caratteristiche del veicolo, ma anche i dati personali del conducente.

Anche in questo caso, non sussiste alcun obbligo di mostrare la propria carta d’identità; dunque, se la polizia stradale, non contenta delle indicazioni presenti sulla patente (sulla quale, ad esempio, potrebbe mancare la residenza), ti chiede anche il documento d’identità, non sei tenuto a mostrarlo. Al contrario, sussiste l’obbligo di fornire oralmente le proprie generalità.

È appena il caso di ricordare, peraltro, che il codice della strada autorizza la polizia non solo a controllare la documentazione predetta, ma anche ad ispezionare il veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo.

Reato di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale

Come anticipato già nel primo paragrafo, si commette reato solamente quando la polizia ci chiede di identificarci e noi decidiamo di non obbedire.

Secondo il codice penale [3], chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 euro.

La legge è chiara nel limitare la responsabilità penale solamente al caso in cui, su richiesta di un pubblico ufficiale in servizio, si taccia sulla propria identità; nessun obbligo è imposto riguardo all’esibizione di documenti.

Carta d’identità: chi è obbligato a portarla?

Come ricordato, non esiste un obbligo generalizzato di portare con sé la carta d’identità, né tantomeno di mostrarla alla polizia.

Tale regola trova un’eccezione: secondo la legge [4], la polizia ha facoltà di ordinare alle persone pericolose o sospette di munirsi, entro un dato termine, della carta di identità e di esibirla ad ogni richiesta degli ufficiali o degli agenti di pubblica sicurezza.

La legge specifica anche che l’autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di ordinare che le persone pericolose o sospette e coloro che non sono in grado o si rifiutano di provare la loro identità siano sottoposti a rilievi segnaletici.

Reato di false dichiarazioni sulla propria identità

Se la polizia ti ferma e ti chiede le generalità e tu menti, allora la combini grossa: secondo la legge [5], chi, interrogato sull’identità, sullo stato o su altre qualità della propria o dell’altrui persona, dichiara il falso a un pubblico ufficiale o a persona incaricata di un pubblico servizio, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Rifiuto di fornire patente e libretto: è reato?

Il conducente che rifiuta di mostrare patente e libretto alla polizia che lo ha fermato mentre era alla guida non commette reato: secondo il codice della strada, chiunque viola quest’obbligo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 87 a 345 euro.


note

[1] Cass., sent. n. 2021/2020; Cass., sent. n. 42808/17; Cass., sent. n. 14211 del 12.03.2009.

[2] Art. 192 cod. str.

[3] Art. 651 cod. pen.

[4] Art. 4, R.D. 18 giugno 1931, n. 773, e art. 294 del relativo regolamento di esecuzione.

[5] Art. 496 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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