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Quali diritti si perdono non votando

14 Agosto 2020 | Autore:
Quali diritti si perdono non votando

Quali sono le conseguenze per il cittadino che si astiene dal voto?

Sono tante le occasioni in cui siamo chiamati a votare. Potrebbe esserci, ad esempio, un parlamento europeo da nominare oppure un candidato sindaco da scegliere per la propria cittadina. Pertanto, considerando le elezioni nazionali, quelle regionali e il referendum a cui rispondere, la nostra tessera elettorale è sempre pronta per essere integrata da un ulteriore timbro. Potrebbe capitare, però, che tu non abbia voglia di andare a votare: sei, infatti, sfiduciato dalla politica e, per questo motivo, vorresti astenerti. In alternativa, potresti pensare che la tua assenza alle urne possa rappresentare un modo pacifico, quanto perentorio, per protestare contro le istituzioni. Ti sorge, però, un dubbio: quali diritti si perdono non votando?

In sostanza, quindi, sei preoccupato dalle conseguenze del non andare a votare, poiché ritieni che per legge sia un obbligo e non soltanto una semplice facoltà. In realtà, come sarà meglio approfondito, astenersi dal voto non è una violazione e non ha alcun effetto negativo nemmeno, ad esempio, per l’ammissione ai concorsi pubblici e per la successiva valutazione. Non resta, pertanto, che approfondire l’argomento e rispondere a queste domande: cosa succede se non voto? A questo proposito, cosa dice la legge? Se non vado a votare sono ammesso ai concorsi pubblici? Quali sono gli effetti della mia eventuale astensione alle elezioni?

Diritto al voto: cosa dice la Costituzione?

La nostra Costituzione prevede che, raggiunta la maggiore età, tutti i cittadini italiani hanno diritto al voto [1]. L’articolo di riferimento precisa, altresì, che si tratta di un dovere civico, ma nulla afferma in merito ad un presunto obbligo e tanto meno ad eventuali conseguenze qualora non fosse rispettato.

Inoltre, è specificato che il diritto al voto si perde soltanto in casi particolari e precisamente:

  • allorquando sia dichiarata l’incapacità civile del cittadino. Ci si riferisce, ad esempio, ai ricoverati negli ospedali psichiatrici ai quali erano sospesi i diritti politici. Attualmente, questa disposizione non è più in vigore;
  • per effetto di una sentenza penale irrevocabile. Per ipotesi, coloro che a seguito di una condanna definitiva hanno subito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Essi non possono essere degli elettori [2];
  • per indegnità morale. Anche questa eventualità non è più prevista. Infatti, erano considerati indegni a votare coloro che erano stati dichiarati falliti e tale limitazione aveva effetto per cinque anni, decorrenti dalla sentenza dichiarativa del fallimento. Questa disposizione è stata, però, abrogata [3], pertanto anche un imprenditore fallito può esercitare il proprio diritto al voto.

Diritto al voto: cosa dice la legge?

Come abbiamo visto, nella nostra Costituzione non è previsto che votare sia un obbligo, ma soltanto un dovere civico; tuttavia, secondo una vecchia disposizione [4], il cittadino che si era astenuto aveva il dovere di giustificarsi.

In assenza di valide ragioni che motivavano il mancato voto, ad esempio perché l’elettore stava assolvendo agli obblighi militari, il cittadino veniva incluso nell’elenco degli astenuti che era pubblicato per un mese nell’albo comunale. Inoltre, nei cinque anni successivi, l’elettore, poco attento a propri doveri in materia subiva anche la menzione di quanto avvenuto nel certificato di buona condotta. Si trattava, quindi, di una vera e propria gogna alla quale era sottoposto la persona che non era andata a votare. Attualmente, però, questa disposizione è stata abrogata [5], pertanto, chi non esercita i propri diritto politici non deve minimamente giustificarsi e tanto meno può essere segnalato in tal senso.

Astensione al voto: le conseguenze

Dalla lettura dei paragrafi precedenti, avrai ormai capito che il diritto al voto è sancito dalla Costituzione, che tutti i cittadini lo acquistano con il raggiungimento della maggiore età e che soltanto a seguito di alcuni reati e delle relative condanne definitive è possibile perdere i propri diritti politici. Hai anche, sicuramente, compreso che, in questo momento, non c’è alcuna norma in vigore che possa, in qualche modo, pregiudicare il tuo buon nome a seguito dell’astensione.

Quindi, appare chiaro che votare non sia un obbligo e che non adempiere ad un dovere civico come questo non comporta alcuna conseguenza di natura sanzionatoria. Pertanto, sappi che, per un concorso pubblico, la mancata partecipazione alle ultime elezioni nazionali non può ostacolare la tua ammissione oppure condizionare negativamente la valutazione della tua prova di esame.

Alla luce delle precedenti osservazioni, le uniche ripercussioni legate alla tua astensione sono, esclusivamente, connesse all’effetto sul risultato finale delle elezioni. Infatti, la tua scelta, unita a quella degli altri astenuti o a coloro che hanno semplicemente votato scheda bianca, condiziona l’esito della votazione. Non c’è, pertanto, alcun’altra conseguenza da prendere in considerazione oltre a questa appena descritta.


note

[1] Art. 48 Cost.

[2] Art. 2 lett. d) Dpr. 223/1967

[3] Art. 152 Dl. 5/2006

[4] Art. 115 Dpr 361/1957

[5] Dlgs 534/1993


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