Covid: come recuperare le spese di sanificazione

22 Maggio 2020 | Autore:
Covid: come recuperare le spese di sanificazione

Il decreto Rilancio introduce due crediti d’imposta per le spese di adeguamento e di protezione degli ambienti di lavoro.

Negozi, bar, ristoranti, parrucchieri ma anche uffici e imprese hanno dovuto e devono tuttora sostenere non poche spese per la sanificazione e l’adeguamento degli ambienti di lavoro in vista della ripartenza delle rispettive attività nella fase 2 dell’emergenza coronavirus. A ciò si aggiunge l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, sia per i lavoratori sia per i clienti, come nel caso dei disinfettanti o delle mascherine.

A questo proposito, il decreto Rilancio ha introdotto un nuovo credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti ed aumentato quello per la sanificazione.

Nel primo caso, per quanto riguarda le spese per adattare gli ambienti di lavoro, è previsto un credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 dagli esercenti attività d’impresa e arte o professione in luoghi aperti al pubblico. Il tetto di spesa è fissato in 80mila euro e ne potranno beneficiare anche le associazioni, le fondazioni e altri enti privati, compresi quelli del Terzo settore.

Nello specifico, al credito d’imposta possono accedere gli operatori con attività aperte al pubblico come bar, ristoranti e alberghi. teatri e cinema, villaggi turistici, ostelli, ecc.

Rientrano nell’agevolazione anche i lavori edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni e le spese sostenute per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché quelle sostenute per investimenti in attività innovative, compresi quelli per lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie che servono per svolgere l’attività lavorativa e per l’acquisto di termoscanner.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni applicabili alle stesse spese, comunque nel limite massimo dei costi sostenuti.

L’utilizzo deve avvenire nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione mediante F24.

Per quanto riguarda, invece, la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, si ha diritto ad un credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020, ma con un tetto di spesa di 60mila euro. È riservato a imprese, esercenti arti e professioni, enti non commerciali (compresi quelli del Terzo settore) ed enti religiosi civilmente riconosciuti.

Nel dettaglio, secondo il decreto Rilancio, l’agevolazione interessa le spese sostenute per:

  • la sanificazione degli ambienti in cui si svolge l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • l’acquisto e l’installazione di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • l’acquisto e l’installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, incluse le eventuali spese di installazione.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef e Ires e del valore della produzione ai fini Irap. Potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa o in compensazione con modello F24.

Inoltre, il decreto ha stabilito che entrambi i crediti d’imposta possano essere cedibili, anche parzialmente. Attenzione, però: l’eventuale quota di credito non utilizzata nell’anno non potrà essere utilizzata negli anni successivi e non potrà essere richiesta a rimborso.



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